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Architettura femminile, la storia ne esalta le unicità: l'incontro a Palazzo Covelli

«Il ruolo delle donne cioè come le donne riescono con il loro ruolo di madre in senso lato a pensare al bene di tutti, alla terra, all’ambiente, alla sostenibilità. Con il loro lavoro e con il loro impegno hanno reso questo Paese migliore». Obiettivo questo di un confronto sulle pari opportunità avvenuto a Trani presso Palazzo Covelli ed organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC BAT come spiega la Presidente della Commissione Cultura dell’Ordine, l’arch. Francesca Onesti. Storie di donne architetto che con il loro ruolo istituzionale hanno contribuito in modo decisivo alla crescita culturale della Puglia.

«Quello che noi vogliamo far emergere da questo confronto è proprio il contributo che l'architetto donna ha dato nel tempo e come si è mossa in un ambiente prettamente maschile – spiega l’arch. Marina Dimatteo Vice Presidente dell’Ordine degli Architetti BAT – Nonostante le difficoltà che ancor oggi ci sono vogliamo far capire come la presenza dell'architetto donna ha influenzato la ricerca progettuale così come la crescita della città».

«In generale il mio mestiere è un mestiere da uomini – ha spiegato Sabina Lenoci Docente di urbanistica allo IUAV di Venezia - In realtà però io credo che in questo momento più che mai abbiamo bisogno della pazienza delle donne e credo che sia diventato un mestiere da donne, perché occuparsi di città significa occuparsi di tempi lunghi delle cose. Nella mia presentazione ho introdotto il tema della cura della città, proprio perché in questo momento mi sembra che non abbiamo i temi, per esempio, dell'espansione delle città, quindi non dobbiamo pensare a grandi volumi ancora da insediare, piuttosto dobbiamo pensare a quel lavoro, forse a volte anche molto duro, ma comunque di fino, che riguarda la manutenzione delle città».

«E’ un ruolo che ci appartiene – ha spiegato Fabiana Cicirillo libera professionista oltre che assessore alla cultura delal città di Lecce per molti anni - perchè appartiene sicuramente alla nostra attenzione alla cura e credo che questa sensibilità femminile possa essere un punto a nostro vantaggio nell’esercitare la professione».

Di cura delle città e di attenzione a quanto le donne possono fare nell’architettura moderna per ricerca, innovazione e sostenibilità, si è discusso molto nel partecipato evento voluto a Trani. Una professione che si sta profondamente trasformando e che, in questa trasformazione, vede protagoniste proprio le donne con le loro storie e ricerche come ha spiegato, per esempio, la Prorettrice del Politecnico di Bari Loredana Ficarelli con la storia antica “da Lizzy a Lina”.

«Lizzy e Lina sono una poetessa e un architetto. Rappresentano proprio un arco temporale che mi interessava indagare per spiegare come si sono evolute sia le specificità delle donne in diretta corrispondenza all'evoluzione anche dello spazio abitativo».

Così come la storia della ricerca del caso di Kos nel Dodecaneso Italiano a cura della direttrice della scuola di Specializzazione in beni architettonici e del paesaggio del Politecnico di Bari Monica Livadiotti. I saluti istituzionali sono stati introdotti dall’assessore alle pari opportunità del Comune di Trani Lucia De Mari e, le conclusioni, affidate alla consigliera regionale Debora Ciliento.

«La visione da parte della donna, l’idea, anche il modo di porsi è differente – ha spiegato Lucia De Mari - fa la differenza e nel corso dei secoli è spesso è stato sottovalutato. Per cui con questo convegno dell’Ordine degli Architetti abbiamo ascoltato storie importanti per creare nuovi progetti e nuove consapevolezze».

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