È scomparso lo scorso 24 agosto (ma se ne è avuta notizia solo oggi), all'età di 100 anni, Heino Niehaus, il soldato tedesco che il 18 settembre 1943 fece parte del plotone di esecuzione il cui comandante ritirò l'ordine di sparare a 50 ostaggi tranesi, catturati e tradotti in piazza della Repubblica per essere fucilati a mo' di rappresaglia a seguito della morte di cinque soldati tedeschi avvenuta il giorno precedente in via Barletta.
La sua storia, sconosciuta per decenni, fu riportata alla luce grazie alle accurate ricerche dello storico locale Francesco Pagano, poi rilanciate anche in un film tedesco, «Il miracolo di Trani».
Niehaus faceva parte del plotone che si apprestava a fucilare i civili, ma l'eccidio fu sventato grazie al "contrordine" dell'ufficiale Friedrich Kurtz (nome corretto che pose fine all'epoca del mai ufficialmente verificato Willie Wagner), che diede ascolto alle suppliche del podestà Pappolla, del segretario politico Bassi e del vescovo Petronelli e fece riporre i fucili del plotone, uno dei quali era nelle mani di Niehaus.
Vent'anni fa, il 18 settembre 2005, Niehaus fu ospite d'onore a Trani in occasione della cerimonia di posa di una stele commemorativa in piazza della Repubblica. L'evento, organizzato dall'amministrazione comunale guidata dall'allora sindaco Giuseppe Tarantini, riunì per la prima volta Niehaus, gli ultimi tre allora in vita fra i sopravvissuti all'eccidio (Luigi Di Filippo, Ugo Moscatelli e Giuseppe Scandamarro) e il figlio dell'ufficiale Kurtz.
Fu la sintesi perfetta di un gesto di clemenza e umanità che a Trani non è mai stato dimenticato e di cui, fra una settimana, ricorrerà l'82mo anniversario.
(foto a colori, Luciano Zitoli)






