ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Ballottaggio, un cittadino: «Amore per Trani è votare»

Votare è un atto d'amore verso la città

Riflessioni sul significato della politica alla vigilia del ballottaggio di Trani

di Renzo Samaritani Schneider

Fra pochi giorni i cittadini di Trani saranno chiamati a compiere una scelta importante. Domenica 7 e lunedì 8 giugno si terrà il ballottaggio che designerà il nuovo sindaco della città.

Molti mi chiedono chi voterò. Altri danno per scontato di saperlo. Alcuni si aspettano che io utilizzi queste righe per sostenere apertamente uno dei due candidati rimasti in corsa.

E invece vorrei parlare di altro. Vorrei parlare della politica.
Non della politica come la vediamo oggi nei talk show, sui social network o nelle polemiche quotidiane. Vorrei parlare della politica nella sua forma più antica e più nobile.

La parola "politica" deriva dal greco politiké, cioè l'arte che riguarda la polis, la città.

La politica nasce infatti nelle città-stato della Grecia antica come tentativo di rispondere a una domanda fondamentale:

come possiamo vivere insieme?

Non come possiamo vincere contro qualcuno. Non come possiamo imporci sugli altri.
Non come possiamo ottenere vantaggi personali. Ma come possiamo costruire una comunità.

Aristotele scriveva che l'essere umano è uno zoon politikon, un "animale politico". Non intendeva dire che siamo tutti destinati a fare carriera nei partiti. Intendeva qualcosa di molto più profondo: l'essere umano realizza sé stesso vivendo con gli altri, partecipando alla vita della comunità.

Per Aristotele la politica era addirittura la più alta delle arti pratiche, perché aveva il compito di perseguire il bene comune.

Pensiamoci un momento.

Oggi sentiamo spesso parlare di interessi, schieramenti, tifoserie, coalizioni. Gli antichi greci parlavano invece di bene comune.

La differenza è enorme.

Anche i Romani avevano una visione simile.

Essi utilizzavano l'espressione Res Publica, la "cosa pubblica". Non la cosa del sindaco.
Non la cosa di un partito. Non la cosa di una fazione. La cosa di tutti.

Marco Tullio Cicerone scriveva che una comunità esiste davvero soltanto quando i cittadini condividono un senso di giustizia e di responsabilità reciproca.

In altre parole: una città non è fatta soltanto di strade, piazze e palazzi. Una città è fatta soprattutto di cittadini.

E qui arriviamo a Trani.

Trani è una città meravigliosa. Chi vive qui lo sa.
Chi arriva da fuori lo percepisce immediatamente. La cattedrale che si affaccia sul mare.
Il porto.

Le pietre chiare che al tramonto sembrano assorbire la luce. Le storie che attraversano i secoli.
Le tradizioni. Le persone.

Tutto questo non appartiene né alla destra né alla sinistra. Non appartiene ai vincitori né agli sconfitti.
Appartiene a Trani.

E continuerà ad appartenere a Trani anche dopo il risultato del ballottaggio.

Per questo motivo, a pochi giorni dal voto, mi sento di rivolgere un invito che non riguarda un candidato ma la partecipazione.

Andate a votare.

Andate a votare anche se siete delusi. Andate a votare anche se siete arrabbiati.
Andate a votare anche se nessun candidato vi convince completamente. Andate a votare perché la democrazia non vive grazie ai politici.
La democrazia vive grazie ai cittadini.

Platone sosteneva che uno dei prezzi da pagare per il disinteresse verso la politica è quello di essere governati da persone peggiori di noi.

È una frase antica di oltre duemila anni eppure conserva una sorprendente attualità. L'astensione non è neutralità.
L'astensione è rinuncia.

E una città che rinuncia a partecipare rinuncia anche a una parte del proprio futuro. Naturalmente ciascuno voterà secondo la propria coscienza.
Ed è giusto che sia così.

Chi voterà Marco Galiano avrà le proprie ragioni. Chi voterà Angelo Guarriello avrà le proprie ragioni. Entrambe meritano rispetto.

La democrazia non consiste nel convincere tutti a pensarla allo stesso modo. Consiste nel permettere a persone diverse di costruire insieme un futuro comune.

Confucio insegnava che governare significa rettificare i nomi e dare il giusto posto alle cose.

Forse oggi potremmo dire che governare significa soprattutto ricordare che il potere non è un privilegio ma un servizio.

Ed è questo, in fondo, il significato più profondo della politica. Servire.

Servire una città. Servire una comunità. Servire una speranza.

Fra qualche giorno Trani avrà un nuovo sindaco.

Uno solo dei due candidati indosserà la fascia tricolore. Ma il giorno dopo il voto la città sarà ancora la stessa. Le sue strade saranno le stesse.
Le sue sfide saranno le stesse. I suoi sogni saranno gli stessi.

E allora il vero vincitore non dovrebbe essere un partito. Dovrebbe essere Trani.

Per questo il mio invito finale è semplice. Non vi dirò chi votare.
Non vi dirò chi scegliere.

Vi dirò soltanto: partecipate.

Entrate nella cabina elettorale con la vostra coscienza, con la vostra esperienza, con la vostra visione della città.

Poi fate la vostra scelta.

E rispettate quella degli altri.

Perché la politica, nella sua forma più alta e più antica, non è la guerra tra avversari. È l'arte difficile e meravigliosa di costruire una casa comune.

E quella casa comune, oggi come ieri, si chiama Trani.


Notizie del giorno

Ponte Lama, quasi mille firme per la riapertura: «Lavori fermi e troppi disagi» Sicurezza in città, sindaco e assessore incontreranno le forze dell'ordine Liste attesa: 78 anni e priorità D, ma la visita urologica sarà fra tre anni Luna park gratuito per i ragazzi diversamente abili: domande entro il 23 luglio Patronale, diffuso il programma: «Sarà festa della meraviglia» Post maltempo, villa ancora chiusa. Superlavoro notturno di Amiu Sant'Anna, prosegue il percorso verso la festa Design, Martina Melillo conquista il terzo posto al concorso internazionale di Milano "Dove il futuro mette radici": focus su giovani, lavoro e sviluppo della Puglia questo mercoledì in biblioteca Cultura incontra città, per «Agorà» di Tranensis oggi Trifone Gargano L'ebanista fa il bis, questo venerdì "Aperipoesia" tra poesia, improvvisazioni musicali e convivialità Ottocento anni di memoria francescana: Fondazione Seca porta in piazza Duomo il 22 agosto il musical «Forza venite gente» Crolli di alberi, Gioventù nazionale: «Il maltempo non può essere un alibi» Vento impetuoso, giù tre alberi: nessuna conseguenza Alta marea anomala, l'acqua invade il piazzale della Lega navale Caso fotografo, parla il legale: «Adulterio scoperto e macchinazione ai suoi danni, altro che stalking» Battiti, accertati danni in piazza Quercia. Galiano in radio: «Riparandoli, si ripulirà anche la pavimentazione» Campane, appello Amiu ignorato: ecco i primi abbandoni selvaggi. Galiano: «Saremo severi» Il Trani si è radunato e profuma di rosa: un abbonato su cinque è donna Memorial Avantario, lo Sporting ricorda il «sindaco gentiluomo» con il tennis TRANINCHIARO. Maggioranza compatta, ma ai vertici perde un’occasione politica «Ripartire dal mare per rilanciare la blue economy»: il talk di Forza Italia con sindacati e categorie Oasi è tornata in centro: nuova sede e servizi per anziani e migranti Siepi, taglio in corso. Fino alla prossima emergenza Finti benefattori trasformano marciapiede in discarica: «Quando ho preso la targa è fuggito» Galiano in radio: «Calice soppresso? Non è ancora detto». E riapre al Giullare Ponte sulla Trani-Andria, si varano le travi: disagi fino a fine mese «La notte dei figli delle stelle», Trani unita nel nome di Saverio Prosegue il progetto "Il Sogno di Angelica": da Trani al Kenya la solidarietà non si ferma Stalking contro ex genero, chiesto giudizio per fotografo tranese Emergenza caldo, gli ingegneri Bat: «Sicurezza cantieri sia parte integrante della progettazione» Emergenza caldo, Merra (Gs) pensa anche agli animali: «Si tutelino con idonee misure» Da Kubrick a Hitchcock, passando per Antonioni: torna «Cinema fuori museo» di Fondazione Seca