Un incontro al centro storico ha riportato in luce il genere che fece epoca, con video-messaggi di Sergio Martino e Lino Banfi e un viaggio nelle scene girate proprio a Trani
Trani torna a parlare di cinema. E lo fa con il sorriso, un po' malizioso, della commedia sexy all'italiana. Protagonista della serata promossa da Tranensis è stato proprio quel filone degli anni '70 che ha segnato un’epoca, tra battute, equivoci e attrici e attori diventati cult.
Sul palco del dialogo si sono alternati Lorenzo Procacci Leone, Direzione cinema del Circolo Dino Risi, e Giuseppe Del Curatolo, autore e regista, moderati con ritmo e competenza da Alfredo Cavalieri, presidente di Tranensis. Al centro, un'analisi a più voci del fenomeno: perché la commedia sexy ha funzionato, cosa raccontava dell'Italia di allora, e quanto Trani abbia avuto un ruolo concreto in quella stagione cinematografica.
L’atmosfera è diventata subito evento quando sono arrivati i due saluti speciali. Il primo dal regista Sergio Martino, una delle firme più importanti del genere. Il secondo, attesissimo, dal "mitico" Lino Banfi, volto simbolo della commedia all'italiana, che ha mandato il suo messaggio direttamente alla città.
La serata è proseguita con la proiezione di alcune scene storiche che hanno fatto da filo conduttore: Classe Mista, celebrato nel 50° anniversario dell'uscita nelle sale, La Moglie in Bianco... l'amante al pepe, e La Compagna di Banco. Attraverso quei fotogrammi il pubblico ha riscoperto un'intera galleria di volti indimenticabili: Giusi Raspani Dandolo, Gianfranco D'Angelo, Nikki Gentile, Francesca Romana Coluzzi, Renzo Montagnani, Alvaro Vitali, Ria De Simone, Alfredo Pea, Fiammetta Baralla. Nomi che hanno fatto la storia di un cinema popolare, ironico e profondamente italiano.
A portare altri tasselli di memoria sono stati gli interventi in sala. Felice Valenziano, editore de Il Giornale di Trani, ha ricordato il rapporto tra stampa locale e set cinematografici. Franco Caffarella, ex assessore della città di Trani, Benedetto Cantatore ed Enzo Melega hanno ricostruito il contesto culturale e sociale di quegli anni. Particolarmente suggestiva la testimonianza di Gino Magno, proprietario di Villa Ianniruberto, location di alcune delle riprese del tempo. Rivedere Trani protagonista sul grande schermo ha chiuso il cerchio tra cinema e città.
Un momento per guardare al passato senza nostalgia sterile, ma con l'obiettivo di valorizzare un patrimonio. La commedia sexy, ha sottolineato Procacci Leone, è stata specchio dei costumi, laboratorio di attori e occasione per molti territori di entrare nel circuito produttivo nazionale.
L’evento ha ricevuto il patrocinio gratuito dell'amministrazione comunale e la collaborazione della Confraternita S. Cuore di Maria, a cui gli organizzatori hanno rivolto un ringraziamento sentito per il supporto.
Tra aneddoti, risate e analisi, Trani ha così reso omaggio a un genere spesso liquidato con superficialità, ma che resta una fotografia vivida dell'Italia degli anni '70. E lo ha fatto da casa: da uno dei luoghi che quel cinema ha scelto, raccontato e reso immortale.
Alfredo Cavalieri








