«L'incuria a Trani regna sovrana». Non usa giri di parole Mimmo Briguglio nel denunciare lo stato del verde pubblico cittadino, a partire dalla siepe dello spartitraffico fra corso Alcide De Gasperi e piazza Albanese: troppo alta e incolta, per mancanza di manutenzione da parte degli addetti, al punto da togliere visibilità a chi attraversa la strada lungo il passaggio pedonale. Una situazione, a suo dire, inaccettabile, sulla quale non intende sorvolare.
LA DENUNCIA
Il tema, del resto, non è nuovo per lui: «Già qualche tempo fa, in occasione del sopralluogo alla piazzetta Madre Teresa di Calcutta - ricorda Briguglio - avevo denunciato la mancanza di attenzione e di programmazione da parte dell'ufficio preposto e dell'agronomo comunale addetto al verde pubblico. Non è possibile che, per mancanza di programmazione e di controlli, i cittadini non possano attraversare la strada o passeggiare in sicurezza, per paura di essere investiti a causa di siepi molto alte che impediscono la visuale, o di alberi con rami carichi di foglie a rischio caduta».
Da qui l'annuncio di una verifica puntuale: «Sarà mia cura, nell'immediato, visionare il contratto sottoscritto dal Comune con la ditta appaltatrice per capire le inadempienze. I soldi pubblici vanno monitorati, come del resto la città».
GLI ALTRI FRONTI
L'elenco dei luoghi trascurati, secondo Briguglio, è lungo: «Ne sono un esempio palazzo Telesio, Boccadoro, villa Bini, i giardini delle scuole, le piazzette. Anche gli alberi di ulivo su via Istria chiedono aiuto: sarebbe bene che chi si prende l'incarico di raccogliere le olive e fare l'olio curi poi gli alberi tutto l'anno».
Il ragionamento si chiude con un richiamo alla vocazione della città: «Una città turistica deve essere accogliente e il verde pubblico è il primo biglietto da visita per chi arriva. Il decoro urbano e la sicurezza pubblica devono essere sempre salvaguardati. Trani e i tranesi meritano rispetto, perché i soldi sono pubblici».
IL RETROSCENA
Resta, sullo sfondo, una curiosa coincidenza. Briguglio, infatti, si ritrova oscurato due volte: fisicamente, perché al di là delle siepi fuori controllo di piazza Albanese non lo si scorge più; metaforicamente, perché l'assessorato di cui era in predicato, stando alle voci che circolano negli ambienti politici cittadini, potrebbe alla fine non andare a lui. Che la crociata sul verde pubblico serva anche a riguadagnare visibilità, dunque, è un sospetto legittimo. Di certo, siepi potate e marciapiedi sicuri gioverebbero a tutti: a chi attraversa la strada e, forse, anche a chi aspetta una chiamata da palazzo di città.
