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Trani, Legambiente su Ekobat: "Non potranno approvarla"

La discarica EKOBAT per rifiuti speciali non pericolosi si inserirebbe in un contesto di discariche esistenti che preluderebbe ad uno un probabile scenario da vera e propria catastrofe ambientale.

In un raggio di poche centinaia di metri si formerebbe un gigantesco bacino di rifiuti pari ad una capacità di stoccaggio di circa cinque milioni di metri cubi. Un vero e proprio scenario ecologico da film dell'horror che vede sul confine tra Trani ed Andria la grande discarica A.M.I.U. di Bacino, ormai al terzo lotto di ampliamento; la discarica ECOERRE per rifiuti speciali non pericolosi, già autorizzata; la proposta di discarica per rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, della EKOBAT.

Ebbene, i decisori che si esprimeranno sulla V.I.A., sapranno sicuramente che tale procedura è essenzialmente uno strumento di aiuto alla decisione orientato ad assicurare che i fattori ambientali, connessi al progetto in via diretta ed indiretta, vengano presi in considerazione e valutati da commissioni competenti. Il suo scopo è di assicurare che le decisioni siano prese sulla base di una conoscenza informata delle conseguenze ambientali, che tale informazione sia discussa e che sulla decisione sia garantita l'espressione di un adeguato livello di governo. Essa esprime le nuove attenzioni ai complessi rapporti tra uomo ed ambiente che, nel corso degli ultimi venti anni, sono divenute patrimonio diffuso ed oggetto di specifiche politiche pubbliche, sostenute ed incardinate da strutture istituzionali.

Tali rapporti manifestano una spiccata attitudine intersettoriale di cui la Valutazione di Impatto Ambientale è espressione. Secondo una giurisprudenza sempre più consolidata il giudizio di compatibilità ambientale, emanato dall'organo amministrativo dopo la prescritta procedura, è un giudizio "politico" forte non sindacabile dal giudice amministrativo per ragioni tecniche (in altre parole, dopo che si è chiuso legittimamente il procedimento non può essere riaperto nel merito tecnico). Il Parere implica, quindi, una scelta discrezionale che la Pubblica Amministrazione esercita nei limiti -procedurali e di merito- fissati dalla legge.

La V.I.A. quindi individua, descrive e valuta, in modo appropriato al caso ed alle circostanze, gli effetti sia diretti sia indiretti, attuali e futuri, del progetto sull’uomo e le sue attività, la fauna e la flora, il suolo, l’acqua, l’aria, il clima, il paesaggio, il patrimonio culturale ed i beni materiali. A questo scopo contiene almeno una descrizione del progetto, delle misure prese ed atte ad evitare gli effetti negativi dello stesso, i dati necessari ad identificare e valutare questi ultimi, una sintesi non tecnica delle informazioni, obiettivi e scelte. La procedura di Valutazione dell'Impatto Ambientale prevede momenti di consultazione allargati ai cittadini ed alle istituzioni o associazioni.

Nello studio d'Impatto Ambientale della EKOBAT viene scaltramente taciuta la presenza di un altro vincolo escludente l’ubicazione della discarica, rappresentato dalla presenza della adiacente discarica di rifiuti speciali della ECOERRE, già autorizzata, e della discarica R.S.U. dell'A.M.I.U .

Ebbene, il 'Piano Regionale di aggiornamento dei Rifiuti Speciali', prevede che i nuovi impianti di discariche devono essere ubicati ad una distanza sufficiente da quelli esistenti, in modo tale da consentire di distinguere ed individuare i responsabili di eventuali fenomeni di inquinamento, al fine di assicurare una elevata protezione dell’ambiente nel rispetto del principio comunitario “ chi inquina paga”.

In tale situazione, inoltre, in caso di fenomeni di inquinamento verrebbe vanificato il rispetto del principio comunitario “chi inquina paga” richiamato dall’articolo 178 commi 1 e 3 del D.Lgs.152/2006.

Essendo la discarica ECOERRE e la discarica in progetto della EKOBAT a pochi metri l’una dall’altra, questo principio non verrebbe rispettato inducendo un determinante e sostanziale diniego ad un parere positivo della procedura V.I.A..

 

 

I soci del Circolo di Trani di Legambiente


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