Nonostante il dirigente dell'Area urbanistica, Vincenzo Turturro, abbia emanato un'ordinanza, contingibile ed urgente, di messa in sicurezza e predisposizione di opere a tutela della privata e pubblica incolumità, l'ex concessione demaniale denominata «La Vela» non è ancora stata messa in sicurezza.
Quel luogo, una volta sede di un fiorente ristorante denominato «da Ferruccio», poi «La vela», quindi «Memonada», con adiacente lido attrezzato, è caduto nel degrado dopo la demolizione dell'attività commerciale, che sarebbe dovuta essere il preludio ad una ricostruzione che non ci sarebbe mai stata.
Su quello spazio caduto in malora si è scatenato un lungo dibattito, teso da un lato alla denuncia dello stato di fatiscenza e pericolo dell'area in questione, dall'altro ad eventuali possibilità di rilancio della stessa.
Per un breve periodo, un gruppo di associazioni giovanili aveva anche utilizzato quell'area per farci una sorta di parco divertimenti, con area skateboard ed altre piccole attrazioni che, però, ebbero vita breve anche perché tenute particolarmente sotto controllo dalle forze dell'ordine.
L'area era finita sotto la lente della magistratura e, a seguito del fascicolo aperto dal sostituto procuratore della Repubblica, Alessio Marangelli, era stata recentemente sottoposta al sopralluogo congiunto di personale dell'Ufficio tecnico e della Polizia locale.
Pertanto, il dirigente dell'Area urbanistica, accertato il «notevole stato di abbandono, frutto di interventi di demolizione mai completati del preesistente manufatto demaniale, risultando facilmente accessibile dalla battigia e da un accesso posto sul lungomare Cristoforo Colombo», ha disposto le seguenti prescrizioni a carico dei proprietari e/o detentori della custodia dell'area: «Inibire gli accessi, attualmente fruibili da chiunque, con opportune recinzioni; operare la messa in sicurezza, con interventi necessari e urgenti, a tutela della pubblica e privata incolumità; sgomberare il lotto da rifiuti di ogni genere».
Il dirigente ha dichiarato formalmente inagibile l'area, accertandone la proprietà demaniale e custodia in seno alla società Sunflower Srl, nella persona del suo amministratore, Giuseppe Fiore, cui è rivolto l'obbligo di effettuare «ad horas» gli interventi prescritti.
Ad oggi, però, nessuna di tali prescrizioni pare essere stata attuata.
Stefano Mastromauro








