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CityUser, la app per comunicare con il Comune di Trani, Comitato bene comune: «Uno spreco, come tante altre cose»

L’amministrazione comunale vuole costruire un filo diretto con i cittadini utilizzando strumenti informatici. Questo, concettualmente, è un buon proposito. Ha deciso quindi di utilizzare in via sperimentale la piattaforma CityUser, una applicazione con cui attraverso smartphone o tablet il cittadino può, ad esempio, segnalare disservizi. CityUser è a pagamento, così come ci ha confermato il sindaco e, da Radiobombo, apprendiamo che il costo è di 16.000 euro.

Noi ci chiediamo perché è stato scelto uno strumento a pagamento quando ne esiste uno completamente gratuito che assolve ugualmente alla principale missione di segnalazione di problemi? Infatti la piattaforma www.decorourbano.org è uno strumento completamente gratuito che consente, in modo semplice, la segnalazione da parte dei cittadini in merito alla gestione dei rifiuti, alla manutenzione e alla segnaletica stradale, al degrado nelle zone verdi, al vandalismo e alle affissioni abusive. Strumento utilizzato già da oltre 4 milioni e mezzo di cittadini.

Avevamo già proposto alla precedente amministrazione l’adesione a Decorourbano ma senza successo. Nell’ultima campagna elettorale, inoltre, anche i Verdi si erano espressi dal palco in favore dell’adozione di questo strumento lodandone la validità. . Poi tutti hanno cambiato idea.

La domanda l’abbiamo rivolta al sindaco, il quale ci ha risposto motivando la scelta in ragione della segnalazione diretta che viene inoltrata all’ufficio competente e la formazione del personale all’uso dello strumento. Lo strumento adottato permette inoltre di accedere a documenti dell’amministrazione (ad es. delibere), ma a questo deve già assolvere il portale istituzionale. Francamente ci sembra poca cosa per motivare la spesa.

Inoltre solitamente prima si sperimenta qualcosa e poi la si acquista, considerando altresì che 16.000 euro non sono pochi, anzi sono tantissimi se vi è la possibilità di usufruire di uno strumento gratuito e se la città “piange miseria” per ogni richiesta. Non sarebbe stato meglio adottare uno strumento gratuito e spendere quei 16.000 euro per qualche intervento segnalato proprio dallo strumento gratuito? Purtroppo però dobbiamo constatare che a Trani si spreca non solo in termini di danaro, ma anche in termini di non utilizzo di progetti commissionati, pagati e abbandonati.

Scopriamo infatti che nei cassetti del Comune già dal 2011 giaceva un ottimo progetto di raccolta differenziata (di cui tanto si parla), regolarmente pagato, redatto dalla Esper (una delle ditte più competenti in materia), approvato dalla giunta comunale e di cui, pare, si era persa memoria.

Anche all’epoca ci fu una bella conferenza stampa in cui si presentava il progetto che a breve avrebbe cambiato le nostre vite, auspicando anche un lauto finanziamento della Regione Puglia; poi non è successo assolutamente niente. Viene spontaneo chiedersi come ciò sia possibile; perché la maggioranza dell’epoca non andò avanti e perché l’opposizione dell’epoca (oggi maggioranza) non si adoperò perché l’amministrazione rispettasse gli impegni presi? Il centro sinistra, che dovrebbe avere una certa sensibilità ai temi ambientali, avrebbe dovuto vigilare perché il piano partisse sollecitando costantemente il sindaco; è questo il compito dell’opposizione;e perché un anno fa non è stata fatta una ricerca prima di affidare un nuovo incarico al Conai, perdendo ulteriormente tempo e soldi per portare i rifiuti indifferenziati in giro per la Puglia? Non ne sapevano niente? Eppure nel febbraio 2013 gli stessi Verdi chiedevano all’amministrazione di partire con la raccolta differenziata come progettata due anni prima. Forse dovevano essere più esigenti. A quest’ora Trani avrebbe fatto un bel passo avanti nella gestione dei rifiuti, risparmiando molto sul conferimento dei rifiuti indifferenziati e la relativa tassa sarebbe molto più leggera per i cittadini.

In pochi giorni ci si accorge ancora che l’amministrazione comunale, da una parte lamenta l’aver ereditato una situazione disastrosa, causa di una totale mancanza di fondi per fare investimenti e poi sperpera quelle poche risorse di cui dispone per acquistare servizi che potrebbe avere gratis e non utilizza un progetto utilissimo per fornire un ottimo servizio alla cittadinanza.

Ci si chiede se esista una volontà politica di fare di Trani una città moderna e virtuosa o si è deciso di continuare a navigare a vista senza affrontare in modo strutturale problemi che così diventeranno sempre difficili da risolvere.

Teresa De Vito – Enzo Scaringi
Comitato Bene Comune

 

 

 

 


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