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Compostaggio nell'ex ricicleria di Trani, il Comitato bene comune: «Decisione non in linea con la strategia “Rifiuti zero”»

Ancora una volta questa amministrazione si mostra perfettamente in linea con quelle precedenti dal punto di vista della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e stavolta lo fa facendo propria una vecchia delibera del 2013 riguardo la realizzazione di un impianto di “compostaggio” anaerobico nella ex ricicleria. Ci riserviamo di entrare nel merito tecnico e scientifico della questione facendo nostre le parole di chi è molto più titolato di noi, ma ora non si può tacere su alcune importanti considerazioni politiche.

Il sindaco Bottaro si è speso molto in campagna elettorale in tema di tutela dell’ambiente, trasparenza e condivisione delle scelte, ma con questa delibera ha dimostrato di non avere interesse per nessuna di queste tre cose; da un punto di vista ambientale va chiarito che questa scelta è del tutto opposta e incongruente con quella, fortemente voluta, di adottare la strategia “Rifiuti zero”: quest’ultima si basa infatti sul principio dettato dalla direttiva della Comunità europea 2008/98/Ce in materia di economia circolare, che vincola al recupero prioritario di materia rispetto al recupero energetico. Cioè dai rifiuti, organici o inorganici, bisogna cercare prima di tutto di ricavare nuova materia prima riciclandoli o riutilizzandoli. Nel caso del rifiuto organico si può ottenere ottimo fertilizzante naturale per l’agricoltura, ma solo con il compostaggio aerobico (in presenza di ossigeno), mentre con il compostaggio anaerobico, voluto dalla Regione e dalla giunta, si ottiene un recupero di energia, ma anche un compost non naturale, di cattiva qualità e che richiede ulteriori trattamenti impattanti sull’ambiente.

La nostra, come sempre, non è un’opposizione a priori sulle scelte dell’amministrazione, ma un ragionamento coerente con i principi da cui si parte. Tutti vorremmo che Amiu, che dovrebbe gestire tale impianto, diventasse un azienda pubblica che producesse utili, ma ciò andrebbe fatto con il recupero delle materie da raccolta differenziata spinta (non ancora partita) e dalla messa sul mercato di queste, che aumentano il proprio valore man mano che aumenta il livello della raccolta differenziata; inoltre in un territorio come il nostro, la produzione di un fertilizzante di qualità sarebbe una benedizione per la nostra agricoltura che deve fare i conti con un suolo spesso avaro di sostanze organiche. Di recente si era parlato di impianti di compostaggio di prossimità che sarebbero stati ideali per il nostro territorio, ma non avrebbero nessun senso se venisse realizzato un impianto anaerobico di una certa rilevanza.

Inoltre questa importante decisione è stata presa senza tenere in alcun conto l’opinione dei cittadini, in barba a  tutte le belle parole della campagna elettorale. Ricordiamo al sindaco che lui stesso volle istituire circa un anno fa un Comitato di controllo che aveva proprio il compito di condividere con le associazioni interessate le scelte riguardanti la discarica (dove avrà sede questo impianto). Noi abbiamo sempre partecipato a quelle riunioni (l’ultima risale ad ottobre), il sindaco a nessuna, e ogni volta ci si è limitati ad ascoltare il resoconto dell’assessore all’ambiente su decisioni già prese altrove senza che il Comitato potesse avere alcun ruolo attivo. Cogliamo l’occasione per chiedergli se ritiene di tenere ancora in vita questo istituto e se crede nel suo ruolo. In tal caso gli proponiamo fin da ora di rispondere positivamente alla richiesta di manifestazione di interesse della Regione a patto che si tratti esclusivamente di un impianto di compostaggio aerobico e contestualmente si parta quanto prima con una raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio cittadino.

Secondo fonti giornalistiche, quando nel 2013 fu l’amministrazione di centro destra a chiedere al Consiglio comunale di esprimersi in materia, l’attuale assessore regionale all’ambiente, dottor Santorsola (che all’epoca sedeva ai banchi dell’opposizione) disse che così rischiavamo di cancellare la vocazione turistica della città e che sarebbe il caso di chiedere l’opinione dei cittadini. Ovviamente un impianto di compostaggio non c’entra niente con la vocazione turistica di una città, ma in effetti, sarebbe il caso di chiedere l’opinione dei cittadini.

Teresa De Vito – Vincenzo Ferreri

Comitato Bene Comune


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