«I vantaggi della “casa del parto” sono tanti». Così Carlo Avantario, ginecologo, consigliere comunale del Pd ed ex sindaco, ha introdotto l’incontro che si è tenuto ieri in biblioteca, alla presenza dei consiglieri regionali della Bat (Sabino Zinni, Mimmo Santorsola, Ruggiero Mennea, assente per motivi istituzionali l’assessore Filippo Caracciolo, che si è detto comunque, insieme agli altri consiglieri, portavoce del progetto), per parlare della casa del parto che sorgerà a Trani e che, per essere attivata, aveva bisogno solo di un regolamento.
«Il parto verrebbe “umanizzato” – ha detto Avantario - e quindi verrà data ad ogni donna la possibilità di vivere l’esperienza della nascita del proprio figlio secondo i valori e la cultura con cui è cresciuta. Le case del parto sono diffuse in molte parti d’Italia e secondo l’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, sono del tutto sicure. Anzi, secondo le stime, sono persino più sicure degli ospedali. Da non sottovalutare anche l’ingente risparmio economico che si avrebbe rispetto al parto in ospedale, dove c’è una degenza più lunga. In Puglia, anche a causa del riordino ospedaliero, sono stati disattivati molti punti nascita, e quindi le donne devono spostarsi anche di molti chilometri per partorire». Grazie alle case del parto, quindi, dovremmo poter avere dei nuovi “nati a Trani”, che mancano da ben tredici anni.
I consiglieri regionali Zinni, Santorsola e Mennea si sono complimentati con Avantario «per aver caparbiamente creduto in questo progetto, che abbracciamo in qualità di consiglieri regionali».
Tra i rappresentanti del Comune di Trani, sono intervenuti Leo Amoruso, consigliere del Pd, che ha chiesto se le case del parto fossero «del tutto sicure» e Anna Barresi, che ha puntato l’attenzione sull’importanza dell’incentivazione di una politica per le famiglie.
Avantario si è detto «disponibile ad incontrare, periodicamente, tutti i cittadini, in incontri pubblici di questo tipo». Ma i cittadini erano assenti. E, si sa, gli assenti hanno sempre torto.




