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Palazzo Beltrani, si chiude domani "G12", la mostra che riunisce altrettanti giovani talenti

Si concluderà il giorno di Pasquetta, lunedì 2 aprile, la mostra G12, la nuova collettiva d’arte contemporanea che si svolgerà presso il Palazzo delle arti “Beltrani” con la partecipazione di diversi meritevoli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Bari.

Il titolo della Mostra, G12, (in cui la lettera G indica l’abbreviazione della parola “Giovani”), è emblematico in quanto si propone di riunire ben dodici ragazzi operanti in un campo impegnativo come quello artistico, all’interno dello splendido contenitore museale del Palazzo delle arti Beltrani, dando loro la possibilità di esporre delle opere realizzate appositamente per una location d’eccezione e di confrontarsi contemporaneamente con ampi spazi e stili differenti.

Da un’idea di Dario Agrimi, il progetto espositivo, a cura di Isabella Battista, comprende un corpo di opere riferito ad artisti attivi in Puglia e presenta una serie di lavori dedicati alla quotidianità che portano lo spettatore a riflettere sulla realtà e sulla propria condizione sociale.

La particolarità di questa mostra molto stimolante è la sua eterogeneità. I lavori in esposizione non sono stati selezionati sulla base di uno stile specifico e non seguono nessun tema unitario ma sono il risultato di un insieme di esperienze ed estetiche molto diverse, a volte, anche in contrasto tra loro.

I protagonisti della collettiva sono:

Damiano Azzizia (Martina Franca - 1993), le cui opere sono caratterizzate da un forte geometrismo e rappresentano spazi isolati e metafisici. La precarietà del supporto di cartone conferisce nuova qualità espressiva al materiale d’imballaggio.

Paolo Notaristefano (Massafra - 1993), la cui attenzione si focalizza sul movimento degli oggetti che ritrae. Tutto è fermo, le figure sono irriconoscibili, in contemplazione, sono parte secondaria dell’opera. La vera protagonista è la luce.

Fabrizio Riccardi (Corato - 1993), che conferisce vitalità alle ombre impresse su carta. I volti scavati, quasi similari a dei fantasmi, esprimono toccanti scene di massa, unita da un medesimo stato d’animo. Il suo lavoro si concentra sul tema della famiglia, producendo opere di grande intensità emotiva, simbolo di una condizione umana di disperazione e solitudine.

Giuseppe Marinelli (Castellana Grotte - 1990), che dipinge a chiazze di colore, con tonalità scure gli oggetti in sfondo, quasi sfocati rispetto alla folla di personaggi che campeggia nitida in primo piano.

Lorenzo Galuppo (Genova - 1995), che sceglie come protagonista la natura con una fitta vegetazione in primo piano. L’ambientazione, quasi assente, rende possibile giocare con gli effetti di controluce.

Marco Carrieri (Martina Franca - 1995), di echi pop, dipinge immagini nitide, caratterizzate da ampie campiture piatte di squillanti colori acrilici. Le figure, unico elemento dinamico della composizione, sono isolate dal brillante sfondo, rendendo l’ambiente asettico e freddo.

Lisa Cutrino (Lecce - 1995), che sceglie di focalizzarsi sulla figura umana utilizzando gamme cromatiche dello sfondo, preferite proprio per la loro forza visiva, di tipo antinaturalistico che colpisce lo spettatore, distogliendo l’attenzione dal significato drammatico del soggetto.

Angela Lazazzera (Santeramo in Colle, 1990), non lascia spazio al volto umano. Il ritratto non basta più. Tema centrale delle sue opere è la figura umana, che subisce un graduale processo di dissolvenza e dilatazione, di deformazione e distorsione, che fa emergere l’intensità espressiva dei sentimenti.

Federica Claudia Soldani (Bisceglie - 1989), le cui opere sono a metà tra pittura e scultura, caratterizzate da una spiccata manualità e una continua sperimentazione di materiali e tecniche. Le tele, di insolite dimensioni, sono caratterizzate da colori vibranti e da una pittura materica. Le figure che emergono dalla penombra con colori accesi, descrivono scene di vita metropolitana estremamente espressive.

Raffaele Vitto  (Canosa - 1993), rappresenta l’amore per la sua terra e l’importanza della tradizione agricola attraverso installazioni povere, ma allo stesso tempo in grado di trasmettere a chi le guarda potenti e complesse emozioni. I suoi lavori esprimono il prodotto di una cultura economica, sociale, in cui però domina il concetto che riduce l’azione dell’opera a qualcosa di estremamente semplice, essenziale.

Ivana Lorusso (Bari - 1995), racconta i suoi soggetti attraverso la descrizione di ciò che vi è contenuto ricorrendo ai giochi di luce, alle varie gradazioni cromatiche nella scala dei grigi; scatti rubati che rivelano gli stati d’animo colti attraverso gesti, attimi, atteggiamenti. La macchina fotografica non è che un mero mezzo col quale fissare la realtà.

Rita Scarola, (Grumo Appula - 1990), narratrice di scene della vita quotidiana, è attratta dagli spaccati di società, strade e gente qualunque. Una fotografia antropologica costituita da immagini reali, mai astratte, in cui si percepisce la voglia di raccontare.

Nella sua complessità, G12 si presenta al pubblico come un vero e proprio esordio di un gruppo all’interno del prestigioso Polo Culturale cittadino, che tra le sue finalità ha quella di promuove la creatività giovanile del territorio.

Proprio da questa idea, il Palazzo delle Arti Beltrani, stupendo edificio storico ed importante contenitore culturale, diventa per l’occasione ancora più dinamico e capace di reinventarsi, adattandosi alle sperimentazioni artistiche.

La mostra sarà fruibile tutti i giorni, dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle ore 18.00. 

Ticket di ingresso: intero 10 euro; gruppi 8 euro (minimo 15 persone); ridotto 5 euro per insegnanti muniti di carta docente, over 65. Ticket speciale a 3,50 euro per gli studenti.

Per ulteriori informazioni: E-mail: info@palazzodelleartibeltrani.it - Sito web: www.palazzodelleartibeltrani.it - Tel. e Fax: 0883 500044.


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