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Caso Guadagnuolo, il Comitato bene comune: «La sua difesa incrina il rapporto di fiducia fra cittadini e sindaco di Trani»

«Ma quindi io cosa avrei violato? Il codice etico? E se vengo condannato a pagare, dopo la revoca in autotutela, violando quale norma, non si sa, chi paga? Che norma avrei violato?».

Sono le parole pronunciate dal sindaco Bottaro (così come riportate dal sito radiobombo.com, ndr) in consiglio comunale in risposta alla mozione presentata dalle consigliere del M5S per richiedere la revoca del rinnovo del mandato all’amministratore unico dell’Amiu, ing. Guadagnuolo. Revoca richiesta perché la conferma dell’incarico, concessa qualche giorno dopo il rinvio a giudizio dell’au, con l’imputazione di truffa, nel procedimento penale relativo ai lavori di adeguamento della condotta sottomarina, viola il codice etico, la carta di Avviso pubblico che il presidio cittadino dell’associazione Libera propose all’amministrazione con lo scopo di promuovere legalità e trasparenza all’interno delle istituzioni.

Crediamo che le parole summenzionate sviliscano fortemente l’immagine che un primo cittadino dovrebbe sentirsi chiamato a dare di sé. È vero che il codice etico in questione non è legge, tuttavia la sua adozione  è stata sancita da una delibera di giunta e da una delibera del consiglio comunale. Affermare dunque oggi che la violazione di una norma in esso contenuta sia questione priva di rilevanza significa sbeffeggiare i cittadini, significa che le proposte che provengono dalle associazioni, sebbene a volte vengano accolte in veste ufficiale, siano in realtà solo provvedimenti di facciata, perché poi, quando si va nella sostanza, si possono disattendere impunemente.

Del resto non è la prima volta che questa amministrazione dà prova di incoerenza tra il dire e il fare. L’approvazione della strategia rifiuti zero, proposta al consiglio comunale dalla nostra associazione, era già stato un esempio eclatante dello scarso valore rappresentato dalle delibere approvate solo per mettere a tacere -  crediamo a questo punto - cittadini troppo attivi e pressanti nelle istanze per il bene comune. Perché poi nulla è stato fatto di quanto quella delibera prescriveva, come ormai tutti sappiamo.

Un atteggiamento di finta accondiscendenza, insomma, che alla lunga però logora il rapporto di fiducia che una buona amministrazione dovrebbe sempre coltivare con gli elettori e con tutti i cittadini. 

Concludiamo riportando le parole espresse dal sindaco Bottaro all’indomani dell’approvazione del Codice etico da parte della sua giunta: «Abbiamo appena deliberato in Giunta l’adesione alla Carta di avviso pubblico: un codice etico che costituisce un impegno forte in materia di trasparenza, imparzialità, disciplina e onore previsti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione. Voglio ringraziare gli attivisti del Circolo di Trani di “Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” che hanno promosso questa iniziativa. Insieme a loro daremo concretezza a questo impegno».

Nulla da aggiungere.

Anna Rossi – Enzo Scaringi - Comitato Bene Comune


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