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Trani, la metamorfosi da slowcity a carcity: la riflessione di Antonio Carrabba

Nel 1999 Trani aderì al “progetto cittaslow” e ne faceva parte insieme a Orvieto, Amalfi, Positano, Termoli, Chiavenna, Sperlonga, Anghiari, Cisternino e Todi.

Nel tempo, è risaputo, i progetti tramontano (per alcuni), si dimenticano, sebbene sia rimasto qualche cartello stradale a ricordare che c’era stata anche quella velleità. Il progetto attuale della città sembra sia “carcity! No, non ho sbagliato, non volevo dire citycar, ma carcity, cioè città a dimensione auto.

Nella città a dimensione auto, o se vi piace nella carcity, un automobilista coerente al progetto parcheggia l’auto in modo da intralciare il meno possibile la carreggiata che ovviamente è riservata alla circolazione delle auto.

Le foto qui riportate mostrano come un diligente automobilista, incurante della circostanza che il marciapiede è riservato ai pedoni, veri intralci alla circolazione delle auto, abbia pensato di parcheggiarvi sopra, a pochi centimetri dalla saracinesca di un locale, ingombrando il meno possibile la carreggiata.

La condotta di questo automobilista - che probabilmente, non è stata oggetto di rilevazione da parte di alcun agente preposto ai servizi di polizia urbana – va rimarcata anche per un altro motivo. Ancora alle 12,30, dopo aver notato l’anomalia già alle h.9,30 circa, l’auto era là già da prima ad ostruire il passaggio di pedoni giovani e anziani, mamme con passeggini e diversamente abili con carrozzelle.

Orbene, ironia a parte, è pur vero che sull’architrave in pietra all’ingresso del locale c’è tanto di segnale di divieto di sosta perché insiste un passo carraio regolarmente autorizzato, ma se anche l’auto fosse del proprietario di quel locale non potrebbe comunque occupare quel tratto di marciapiede.

Tutto ciò non per ostilità verso lo sconosciuto automobilista che non sappiamo chi sia e nella foto è stata oscurata la targa, ma solo per dare la misura del livello di diseducazione dei cittadini. Mi chiedo se l’ambizione della nostra città sia in realtà quella di “capitale della cultura d’inciviltà!”.

Antonio Carrabba


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