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Via Grecia, ancora troppo precari quei 23 alloggi: il Comune di Trani approva la perizia di variante. Lavori per 75mila euro con le economie della vecchia gara

Per risolvere la maggior parte dei problemi tuttora presenti nell'edificio di via Grecia, che ospita i 23 alloggi per utenze differenziate consegnati ad altrettante famiglie lo scorso agosto, sarà necessaria una perizia di variante progettuale.

Per realizzarla, il dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, ha impegnato una spesa di 75.000 euro in favore dell'impresa Michele Ianno costruzioni, di San Marco in Lamis, che è la stessa che ha eseguito i lavori di edificazione dello stabile.

SEI ANNI DALLA GARA ALLA CONSEGNA

I fondi derivano dalle economie del bando nato con il finanziamento di 3.100.000 euro a disposizione nell'ambito del contratto di quartiere Sant'Angelo.

L'impresa si aggiudicò i lavori nel 2013 per 2.100.000 mentre gli alloggi, dopo numerose difficoltà e interruzioni dei lavori, furono consegnati agli assegnatari l'8 agosto 2019.

Ci fu la necessità di farlo, nonostante non tutti i lavori si fossero conclusi, per evitare occupazioni abusive. Inoltre, e soprattutto, si volle rispondere al crescente bisogno di quelle famiglie, da tempo assegnatarie di quegli alloggi, di mettere piede negli appartamenti loro destinati.

Ben presto, però, sarebbero emersi i problemi che già erano sotto gli occhi di tutti il giorno della consegna. Il sindaco, Amedeo Bottaro, quell'8 agosto invitò le famiglie a pazientare: «L'impresa costruttrice è ancora qui - fece sapere il primo cittadino -, a vostra disposizione per qualsiasi intervento dovesse essere necessario».

I PROBLEMI IRRISOLTI E LA VARIANTE

Nel frattempo, però, la stessa impresa aveva sottoposto al Comune di Trani la necessità di intervenire ocn una perizia di variante, quantificando il costo degli interventi suppletivi in 75.000 euro.

L'impresa ne giustifica la necessità «per problemi di natura tecnica e costruttiva e per l'aggiornamento tecnologico del progetto esecutivo, utilizzando materiali, componenti e tecnologie che non esistevano al momento della progettazione e determinano, senza aumento di costo, significativi miglioramenti nella qualità di parti dell'opera senza alterarne l'impostazione progettuale e la funzionalità».

Più nel dettaglio, la relazione tecnica fa sapere che la variante riguarderà i seguenti lavori: migliorie relative alle caldaie a servizio dell'impianto di riscaldamento, nonché produzione di acqua calda sanitaria; migliorie relative alla configurazione della centrale termica; realizzazione del cancello di chiusura della rampa carrabile e pedonale a servizio dell'autorimessa; copertura di protezione e chiusura dei vani contatori gas metano, ubicati su via Grecia e via Austria; opere di finitura delle unità immobiliari; realizzazione di una condotta interrata per la predisposizione all'allacciamento Telecom.

LE LAMENTELE DEL SUNIA

La perizia di variante non fa parola dell'ascensore, di cui ancora lo stabile è privo, e che rappresenta la principale delle lamentele ripetutamente rese pubbliche dal sindacato degli inquilini Sunia.

Il referente cittadino dell'organismo, Luigi Magnifico, ha più volte sollecitato l'amministrazione comunale a porre rimedio alle numerose carenze tuttora presenti nello stabile: «Non è stato ancora installato l’ascensore - si legge nell'ultima comunicazione -; vanno installate nuove caldaie centralizzate, perché le attuali non vanno bene; manca un corrimano nel vano scale; bisogna completare la recinzione di tutto il perimetro dell’area di pertinenza; i bagni per i disabili non sono a norma; la pavimentazione del  marciapiede antistante il portone è pericolosa e necessita di un trattamento antiscivolo; le balaustre del primo e secondo piano non sono ben ancorate, quindi esiste il serio rischio per chi si sostiene di cadere giù; le maniglie delle porte si aprono dall’esterno, viceversa per aprire dall’interno servono le chiavi; sul portone è necessaria una per proteggere dalla pioggia persone e impianto di citofono».

LA REPLICA DEL SINDACO

Bottaro ha sempre replicato affermando che «l'impresa esecutrice è stata diffidata a completare nel più breve tempo possibile i lavori, eseguendo soprattutto le più urgenti installazioni, a cominciare dall'ascensore e dalla nuova caldaia termica. Si sta procedendo lentamente, forse anche troppo, ma si sta procedendo. Di certo - aggiunge -, sapevamo che saremmo andati incontro a numerosi problemi: la necessità di fare entrare le famiglie in quegli appartamenti, per evitare occupazioni abusive, ha aperto la strada a questi ulteriori inconvenienti che, però, confido si risolvano al più presto».


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