Area mercatale di via Superga, 14.000 metri quadrati: è la seconda delle 27 voci oggetto di intervento elencate in una determinazione dirigenziale dello scorso 14 giugno, firmata dal dirigente dell'Area urbanistica Francesco Gianferrini.
Nel provvedimento la figura apicale dell'Ufficio tecnico impegna una spesa di 25.000 euro, in favore di Amiu Spa, per l'«affidamento dei lavori di difesa passiva di prevenzione antincendio di aree incolte di proprietà comunale, nonché diserbo dei marciapiedi di strade e piazze cittadine».
I tempi della determinazione dirigenziale già la dicono lunga su come quest'anno si sia fatta fatica ad eseguire correttamente l'attività di prevenzione incendi.
Per prima cosa è arrivata in ritardo l'ordinanza del sindaco, Amedeo Bottaro, che annualmente dispone che tutti i possessori di terreni incolti, privati e pubblici - Comune compreso - bonifichino le proprie aree entro il 15 giugno, proprio per evitare che prendano fuoco e determinino problemi in danno della pubblica incolumità.
Il ritardo dell'ordinanza ha causato, evidentemente, la sua mancata osservanza da parte di tanti, perché la città è davvero piena, da nord a sud, di terreni incolti con stoppie altissime e per le quali basterebbe una minima scintilla perché prendano completamente fuoco.
Ebbene ieri all'alba uno dei tanti incendi annunciati si è verificato proprio lì, in via Superga, alla voce numero 2 della determinazione dirigenziale: si tratta di un ampio terreno di proprietà comunale che sarà destinato, quando vi saranno i fondi, a lavori di riqualificazione per la sistemazione del mercato (o parte di esso) in un'area finalmente recintata e non lungo una via ad alto scorrimento.
Come quella ci sono altre 26 zone più o meno estese, tutte di proprietà comunale e tutte affidate ad Amiu per lo sfalcio e bonifica da erbacce: prolungamento via Perrone Capano; ex campetto di via Falcone; area adiacente il campo di calcio comunale presso la scuola Giovanni Bovio; via Finanzieri; via Venezia; strada a denominarsi numero 108; area adiacente scuola Cezza; area di pertinenza tra lungomare Mongelli e lido Matinelle; area adiacente il monastero di Colonna; area intorno alla rampa della strada statale 16 bis fra via Istria e via delle Forze Armate; via Grecia; contrada Fontanelle; cantiere comunale; area intorno alla chiesa di Santa Maria delle Grazie; vecchia discarica comunale; strada a denominarsi numero 124; via Martiri di Palermo; via Giachetti; via Parini; via Andria da piazza Vittime 11 settembre all'ingresso del carcere; via Tolomeo; rampa 16 bis di via Irlanda; via Salvemini; carreggiate strade rurali; contrada Boccadoro.
Oltre tutto ciò, il provvedimento prevede lo sfalcio dell'erba cresciuta ai bordi dei marciapiedi di strade e piazza all'intera all'interno dell'intero perimetro urbano, «per preservare igiene pubblica e decoro urbano»: fra le strade indicate, via Cavour, corso Vittorio Emanuele, piazza Plebiscito.
In realtà c'è un altro terreno di proprietà pubblica, non compreso nell'elenco ma che sicuramente sarà sempre Amiu a bonificare: si tratta di quello di Capirro situato fra via Astor Piazzolla e via Giuseppe Palmieri. È il più vasto di tutti ed è di proprietà della Azienda servizi alla persona Vittorio Emanuele II, ex casa di riposo, che ormai non ha più fondi in cassa essendo di fatto una scatola vuota: pertanto sarà il Comune ad agire in danno dell'ente (di cui potrà aggredire vecchie proprietà immobiliari), come ha già fatto negli ultimi anni.
Nel provvedimento mancano anche l'area esterna ed interna al giardino Telesio, in zona Pozzo piano: «Non l'abbiamo incluso perché l'intero giardino sarà oggetto di un intervento di riqualificazione che partirà a breve», dice sindaco Amedeo Bottaro.
Amiu ha da poco iniziato le operazioni ad essa affidate, ma in via Superga il fuoco ha anticipato gli operatori e così, all'alba di ieri, una buona parte dell'area mercatale di via Superga ha preso fuoco destando non poca apprensione fra i residenti, prima che i vigili del fuoco giungessero a spegnere il rogo.
Il consigliere comunale di minoranza, Michele Centrone, soltanto poche ore prima aveva pubblicamente denunciato sulla sua pagina social, con un video ironicamente accompagnato dalle note di «Se bruciasse la città», il rischio che i tanti terreni comunali rimasti incolti, non osservando l'ordinanza dello stesso sindaco, potessero da un momento all'altro prendere fuoco: è stato, come tanti altri, facile profeta.



