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Pista ciclabile, lettera in redazione di un cittadino: «Impariamo a condividere le corsie»

In questi giorni estivi, di buon mattino, percorro per effettuare una “camminata” salutare la pista ciclabile del Lungomare Cristoforo Colombo di Trani. Pista inesattamente detta “ciclabile” bensì propriamente detta secondo il Codice della Strada “PISTA CICLABILE CONTIGUA AL MARCIAPIEDE “. Tale percorso ciclo-pedonale dovrebbe essere separato dal flusso pedonale tramite striscia bianca continua e con il facoltativo fondo colorato che innalza la riconoscibilità e riduce il conflitto derivante da utilizzo da parte di pedoni.

Inoltre tale condizione è indicata da in cartello circolare di colore blu, su tutto il tratto ciclopedonale, ove sono rappresentati un pedone (marciapiede) e a destra, separato da una linea bianca verticale, una bicicletta (pista ciclabile). Percorrendola ho avuto modo di incontrare runners, ciclisti (taluni velocisti), “camminatori”, pattinatrici, utilizzatori del monopattino elettrico e della bicicletta elettrica, maratoneti, ecc. , tutti ad inseguirsi, evitarsi, incrociarsi, nonché alla conquista egoistica, se non proprio maleducata, ad occuparsi di un proprio spazio.

Tale contesto mette in risalto il tipico rapporto di odio-amore tra i runners e i ciclisti, che potrebbero tranquillamente condividere e “convivere” se entrambi rispettassero le regole e le norme del Codice della Strada e le elementari norme della buona educazione. È bene ricordare che una bicicletta, considerata a tutti gli effetti un “veicolo” deve procedere ad una velocità (non superiore a 10 Km/h) tale da evitare situazioni di pericolo come stabilito dalla Circolare Ministeriale del 31/3/1993 n.432. Inoltre l’art. 182 del C.d.S stabilisce il caso in cui il ciclista è obbligato a scendere dalla bicicletta quando la circolazione dei velocipedi è oggettiva fonte di rischio per il pedone.

È bene mettere in evidenza che sui percorsi ciclopedonali, la possibilità di venire a contatto con un pedone, o un ciclista, o addirittura con un monopattino elettrico è da prendere in considerazione. Scagionare del tutto tale pericolo è impossibile se non si rispettano le norme di circolazione, i divieti, le precedenze, il mancato rispetto delle regole del buon senso, può comportare sanzioni e l’applicazione del concorso di colpa in caso di incidente.

Concludo, dicendo a tutti i “frequentatori” della pista ciclopedonale del Lungomare di attuare le norme “NON SCRITTE” della buona educazione, del rispetto reciproco, in modo da mettere in sicurezza chi pratica lo sport. Imparare a condividere le corsie, a segnalare educatamente  e/o salutare chi lascia passare gli altri che si tratti di un runner o un ciclista. Ciò creerà un contesto più amichevole per praticare lo sport preferito. Siate sempre cortesi e gentili!

Raffaele Paradiso


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