“Un giorno, un anno: Almanacco di Trani”
Anno n. II, N.28, settimana 12-18 maggio 2025 - A cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti
“…L’ 11 maggio 1313, Tattadompna lascia in eredità una somma per la fabbricazione
del campanile del Duomo di Trani…”
Storico: Il campanile della Cattedrale di Trani inizia ad essere costruito nel XIII secolo, ma dopo i primi tre piani, probabilmente dopo il terzo decennio del XIII secolo, i lavori si fermano a causa della mancanza di maestranze e di sostegno finanziario. La situazione migliora nel 1313, quando una donna di nome Tattadompna, figlia di Nauclerio Parisio e moglie di Andrea Caczioli, lascia un legato di tre tarì d’oro per la ripresa dei lavori del campanile, come si evince da un suo testamento. Dopo questa data, i lavori riprendono e si protraggono per circa cinquant’anni, durante i quali sono aggiunti altri tre piani al campanile, portando la torre a un’altezza complessiva di circa 11,50 metri nella parte superiore, con un tamburo ottagonale e una cuspide piramidale. Lo stile architettonico si adatta ai tempi, con aperture sempre più ampie e artistiche man mano che si saliva in altezza. Insomma, il cantiere del campanile vede una lunga fase di interruzioni e riprese, ma alla fine è completato con un design che rispecchia le nuove tendenze architettoniche dell’epoca.
Aneddoti:
Caratteristiche: il campanile di Trani, situato accanto alla basilica, è costruito tra il primo quarto del XIII secolo e termina circa 150 anni dopo, durante il governo di Jacopo Tura Scottini (1352-1379). È alto circa 58,85 metri e si compone di vari elementi: il basamento con arco e cornicione, un torrione quadrato di cinque piani, un tamburo ottagonale e una piramide con costole a rilievo. La base del campanile è robusta, con elementi decorativi che alleggeriscono la massa e distribuiscono il peso in modo efficace. In sintesi, il campanile rappresenta un’opera complessa, frutto di un’evoluzione stilistica e tecnica, con interventi di vari periodi e maestranze.
Architetto Nicolaus: L’architetto Nicolaus progetta i primi due piani, firmandoli, e molti dettagli decorativi e scultorei sono attribuibili a lui, progettista generale della torre. La struttura mostra un mix di stili romanico e gotico, con elementi come archi a tutto sesto e a sesto acuto, che potrebbero essere stati modificati in restauri successivi. La presenza di un arco a sesto acuto, in un contesto romanico, suscita discussioni tra gli esperti, alcuni dei quali pensano che sia stato aggiunto in un secondo momento per motivi di stabilità..
Per la realizzazione di questa rubrica, si desidera esprimere un sentito ringraziamento al sig. Saverio Cortellino.
