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Rinnovato il protocollo «Zeus» tra Questura Bat e Cipm

Dopo i brillanti risultati ottenuti, continuerà il percorso rieducativo trattamentale per stalker e maltrattanti.

Nei giorni scorsi, nella sala Conferenze della Questura, il Questore della Bat, dott. Alfredo Fabbrocini, e l’avv. Stefania Ciocchetti, Presidente del CIPM “Centro Italiano per la promozione della Mediazione Puglia” hanno siglato il rinnovo del Protocollo Zeus fino al 14 giugno 2026.

Originariamente, il Protocollo era stato sottoscritto il 14 giugno 2022 ed è stato il primo progetto adottato nell’ambito della Provincia Bat che ha focalizzato l’attenzione non solo sulle vittime di violenza di genere, ma anche sulle figure degli stalker e dei cyber bulli minorenni, avviandoli - in seguito alla notifica dell’ammonimento del Questore nei loro confronti - ad un percorso rieducativo trattamentale. Si tratta di un modello d'azione innovativo, che amplia l'efficacia dello strumento di natura amministrativa dell'Ammonimento del Questore, in quanto offre all'ammonito un ciclo di colloqui, curati da équipe multidisciplinare (criminologi, avvocati, psicoterapeuti, educatori e mediatori), per poter riflettere e ricostruire, sul piano emotivo e cognitivo, le vicende che lo hanno portato a porre in essere le condotte violente o persecutorie e quindi mira a favorire la consapevolezza del disvalore sociale, della lesività dei comportamenti prevaricatori, cercando di prevenirne la reiterazione finalizzato ad apprendere le corrette modalità di gestione delle emozioni e a comprendere pienamente il disvalore penale e sociale delle condotte tenute.

Questa procedura operativa si inserisce nella più ampia strategia di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza contro le donne basata sul genere, messa in atto su tutto il territorio nazionale dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato attraverso la sottoscrizione di specifici protocolli di collaborazione tra le Questure, i Comuni ed i Centri Specialistici ai quali vengono indirizzati i soggetti Ammoniti.

Il Protocollo rinnovato negli Uffici di Via dell’Indipendenza è stato aggiornato alle più recenti modifiche legislative, in particolare al cd. Decreto Caivano del settembre 2023 che prevede ora la possibilità per il Questore di emettere un Ammonimento per i minorenni, ultraquattordicenni, che abbiano commesso condotte di bullismo nei confronti di minori (in precedenza era previsto solo per episodi di cyberbullismo, commessi, cioè, necessariamente con l’uso della rete o dei social network).

Nel corso di questi due anni in cui il Protocollo è stato in vigore nella sesta provincia pugliese, l’80% dei soggetti ammoniti si è presentato ai colloqui con i professionisti del CIPM ed ha avviato così un percorso di recupero e solo una bassissima percentuale di questi soggetti, circa il 2%, ha continuato a porre in essere condotte violente o persecutorie, comunque arginate grazie ad arresti in flagranza o esecuzioni di misure cautelari.

Si tratta di un risultato eccezionalmente positivo, se si considera che l’invito a prendere parte ai colloqui è strettamente correlato all’efficace notifica dell’ammonimento del Questore a cura dell’Ufficio Polizia Anticrimine. La notifica dell’ammonimento è stata prevista in forma orale per accentuarne la solennità e il carattere deterrente. L’Ufficiale di P.S. spiega il disvalore delle condotte realizzate, intimando all’autore di cessare ogni azione vessatoria e di mantenere una condotta conforme alla legge, informandolo delle conseguenze giuridiche derivanti da tale provvedimento (procedibilità d’ufficio, pena aggravata). Rappresenta un momento fondamentale per far comprendere al soggetto ammonito come funziona il sistema della prevenzione, affinché questi non lo subisca, ma ne divenga parte.

La cosiddetta “Legge Roccella” del dicembre 2023 ha introdotto una modifica che, nell’intenzione del legislatore, potrebbe ulteriormente incentivare il ricorso al percorso trattamentale, prevedendo la possibilità di revoca dell’ammonimento, su istanza della persona ammonita, non prima che siano decorsi tre anni dalla emissione, valutata la partecipazione del soggetto agli appositi percorsi di recupero ed i relativi esiti.

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