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Discarica, De Simone: «Sindaco faccia i nomi di chi avrebbe inquinato, altrimenti è diffamazione»

Ancora una volta il Sindaco di Trani, Avv. Amedeo Bottaro, diffonde dichiarazioni e giudizi negativi attribuendo al centrodestra responsabilità nella gestione della discarica di Trani fino a settembre 2014. È opportuno ricordare che la diffusione di informazioni parziali, fuorvianti o non veritiere, specie se rese pubblicamente, può assumere rilevanza sotto il profilo penale.
 
Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato. In occasione dell’intervista rilasciata in data 25 settembre 2025, il Sindaco ha dichiarato testualmente che “il processo per l’individuazione dei responsabili dell’inquinamento della discarica di Trani è ancora in fase preliminare…al momento si discute sulla competenza giurisdizionale e la questione è giunta fino in Cassazione”, lasciando intendere l’esistenza di un procedimento penale volto ad accertare responsabilità per fatti antecedenti al 2013.
 
Analogamente, in più occasioni pubbliche, il Sindaco ha richiamato la nota del Commissario straordinario, dott.ssa Iaculli, facendo riferimento a una presunta gestione poco trasparente dell’amministrazione 2012–2014. Tuttavia, si omette sistematicamente di evidenziare che chi scrive ha ricoperto l’incarico di Assessore all’Ambiente nel periodo 2012–2014 ed è stato coinvolto in un procedimento penale promosso dalla Procura, fondato su un impianto accusatorio che si è rivelato nel tempo privo di adeguati riscontri probatori, e che si è protratto per oltre undici anni, per poi concludersi con sentenza definitiva di assoluzione con formula piena, con la quale il Collegio giudicante ha riconosciuto l’insussistenza dei fatti contestati e l’infondatezza delle ipotesi di disastro ambientale relative alla discarica di Trani, a conferma della totale estraneità dello scrivente rispetto alle accuse mosse.
 
Le dichiarazioni del Sindaco appaiono, pertanto, generiche e prive della necessaria precisione, in quanto non individuano in modo chiaro e puntuale i soggetti responsabili dell’eventuale inquinamento. Non vengono indicati nomi e cognomi, né vengono chiarite le effettive responsabilità di chi avrebbe causato i danni e che, conseguentemente, dovrebbe risponderne anche sotto il profilo risarcitorio.
 
Ulteriore elemento di criticità si riscontra nell’ordinanza sindacale n. 5/2026, con la quale è stata disposta la revoca della precedente ordinanza n. 25/2016. In tale provvedimento non risultano riportati in maniera completa e fedele gli accadimenti tecnici e amministrativi a partire dal 1995, né vengono adeguatamente evidenziate le responsabilità effettive, soprattutto in capo alla Regione Puglia a guida della sinistra di Vendola e dell’Assessore all’Ambiente Giudice Nicastro.
 
Per tali motivi, si invita e diffida formalmente il Sindaco a fornire chiarimenti puntuali, indicando espressamente i soggetti denunciati e i nominativi di coloro nei cui confronti si ritiene sussistente una responsabilità, nonché le azioni eventualmente intraprese per il recupero delle somme relative alla post-gestione.
 
In mancanza di una risposta pubblica, chiara e circostanziata — con indicazione precisa di fatti, atti e nominativi — nel più breve tempo possibile, mi vedrò costretto ad adire nuovamente la Procura della Repubblica di Trani e a interessare la Corte dei Conti per la verifica di ogni eventuale profilo di responsabilità connesso alle dichiarazioni rese.
 
In definitiva, il principio è chiaro: chi attribuisce pubblicamente responsabilità ha il dovere di fondare tali affermazioni su elementi concreti, verificabili e adeguatamente circostanziati. Ciò implica necessariamente l’indicazione dei fatti specifici e dei soggetti cui tali responsabilità vengono imputate. In assenza di tali requisiti, dichiarazioni generiche o allusive si risolvono in mere insinuazioni, idonee a ledere l’onorabilità delle persone coinvolte e potenzialmente rilevanti sotto il profilo civile e penale.
 
Ne consegue che non è sufficiente richiamare in modo indistinto presunte responsabilità: è necessario indicare con chiarezza chi è stato denunciato, per quali fatti e sulla base di quali prove. Diversamente, tali affermazioni risultano prive di fondamento e possono integrare violazioni di legge, con tutte le conseguenze che ne derivano.
 
In conclusione, lo scrivente dichiara sin d’ora la propria disponibilità a un confronto pubblico con il Sindaco e con il Presidente della Regione Puglia Dott. Decaro finalizzato ad analizzare in modo trasparente la gestione e la funzionalità della discarica sin dalla sua entrata in esercizio fino alla data odierna, al fine di individuare i responsabili, a prescindere dall’appartenenza politica, nonché di accertare le conseguenti eventuali richieste risarcitorie.
 
Prof. Giuseppe De Simone - Già Assessore all’Ambiente sino al dicembre 2014

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