Si è concluso alle 2 circa il primo vero e proprio consiglio comunale di Trani della nuova consiliatura, una seduta fitta di provvedimenti destinati a incidere sul futuro della città: dalle linee programmatiche dell'amministrazione al quadro economico dell'ente, passando per l'aumento della Tari e gli equilibri di bilancio.
Una durata del genere non si registrava da anni e, a memoria, non si era mai verificata durante la presidenza di Giacomo Marinaro nella precedente consiliatura. E allora, cosa è cambiato?
Per prima cosa, proprio la collocazione dello stesso Marinaro, oggi passato all'opposizione. Non certo da solo, ma da protagonista, l'ex presidente ha tenuto banco per l'intera seduta, tra interventi ed emendamenti che hanno messo a dura prova la maggioranza. Quest'ultima è comunque riuscita a parare il colpo, senza però evitare il prolungamento dei tempi, nonostante il rigore mostrato da Fabrizio Ferrante nella conduzione dei lavori.
Durante le amministrazioni del sindaco Bottaro, e in particolare nella seconda, la minoranza (anche perché svuotata di quattro componenti passati in magigoranza) aveva troppo spesso rinunciato a utilizzare tutte le armi a sua disposizione, se si eccettua il battagliero Gianni Di Leo (oggi anche lui in maggioranza), lasciando a chi governava di avere vita facile in aula.
Oggi il quadro sembra sostanzialmente mutato: non solo Marinaro, ma anche un centrodestra apparso più agguerrito e meglio assortito - sebbene ieri mancasse l'ex candidato sindaco Angelo Guariello - sta effettivamente svolgendo il compito che spetta alla minoranza: tallonare l'amministrazione comunale, mettendone in risalto le criticità e proponendo soluzioni alternative.
Il consiglio comunale che va in archivio consegna comunque alla città un ritorno al passato che ci fa ben sperare: un'aula viva e combattuta. Forse, davvero, le parti in gioco hanno re-imparato, ciascuna, il proprio mestiere.
Nico Aurora

