Il Consiglio comunale di ieri è stato lungo, acceso e particolarmente significativo per le decisioni assunte. Purtroppo, il bilancio politico e amministrativo della seduta è profondamente negativo. È stata una giornata buia per la città e per la democrazia.
La maggioranza, nell’indifferenza rispetto alle proposte avanzate dall’opposizione, ha approvato l’aumento della Tari e la salvaguardia degli equilibri di bilancio senza prevedere le necessarie coperture finanziarie per garantire la prosecuzione del servizio di manutenzione del verde pubblico.
Questo significa che, salvo un tempestivo intervento attraverso una variazione di bilancio, il servizio terminerà il prossimo 31 ottobre. Una scelta incomprensibile, soprattutto in una città che già oggi soffre una grave carenza di manutenzione del verde e in cui il patrimonio arboreo versa in condizioni sempre più critiche. Si è scelto, di fatto, di interrompere un servizio essenziale.
Ma l’aspetto più preoccupante della seduta riguarda il metodo con cui è stata gestita. La dialettica democratica è stata completamente mortificata. Con un atteggiamento improntato alla logica del “qui comando io”, la maggioranza ha respinto sistematicamente tutte le proposte dell’opposizione, senza alcuna reale apertura al confronto.
Sono stati bocciati:
* l’emendamento che prevedeva agevolazioni Tari per cittadini e imprese residenti o operanti nelle aree maggiormente penalizzate dai cantieri pubblici, in particolare nelle zone Stadio, Ponte Lama e Castello;
* la mozione per interventi urgenti negli edifici scolastici;
* la mozione per un piano straordinario di pulizia della penisola di Colonna;
* la proposta finalizzata a garantire maggiore trasparenza nell’assegnazione dei contributi alle associazioni;
* la mozione che chiedeva una soluzione immediata alle criticità derivanti dalla chiusura del Ponte Lama per lavori di manutenzione straordinaria.
Di fronte a ciascuna di queste proposte, la risposta della maggioranza è stata sempre la stessa: “Stiamo valutando, ci stiamo lavorando, faremo”. Nel frattempo, però, il voto è stato puntualmente contrario.
È un atteggiamento che contraddice gli appelli alla collaborazione e al dialogo istituzionale. Si continua a chiedere spirito costruttivo, ma nei fatti si risponde con chiusure e porte sbattute in faccia.
E quella porta non viene chiusa all’opposizione, bensì ai cittadini e agli interessi della città.
Sindaco Galiano, se questo è l’inizio della sua amministrazione, il rischio è che si concretizzi il più classico dei casi in cui si predica bene e si razzola male. Trani merita ben altro: merita ascolto, confronto, programmazione e scelte coraggiose nell’interesse della comunità, non decisioni calate dall’alto e un sistematico rifiuto di ogni proposta costruttiva.
Giacomo Marinaro (Prossimamente)
