Gli abbattimenti di alberi nella nostra città ripresi con intensa attività in piazza Albanese, dopo i “Cappuccini” e soprattutto i propositi di intervento altrettanto drastici in viale De Gemmis, in via Martiri di Palermo e altrove, mettono in discussione il significato del valore della natura urbana.
La crisi climatica, il consumo di suolo e il conflitto che gli abbattimenti alimentano diventano materia di natura politica, non più amministrativa come fa apparire, e lo ha fatto nel recente passato, il governo della città.
La comunità scientifica non smette di rammentare a tutti l’importanza della vegetazione ai fini della qualità dell’aria con l’assorbimento del carbonio e del contrasto al fenomeno “isola di calore urbana”.
Gli abbattimenti comportano impoverimento ecologico non eguagliabile con le future nuove piantumazioni, che al momento non vediamo eseguite, perché non possono compensarne l’effetto in termini di stoccaggio di CO2, di filtraggio delle polveri sottili e di mitigazione dell’isola di carbone urbana.
Sarebbe pleonastico ricordare il valore ecologico del verde urbano in una città che nell’ultimo undicennio ha fatto registrare una forte urbanizzazione, con un’offerta abitativa di alta qualità superiore alle reali esigenze e inesistente, o quasi, di quella popolare.
In questa stagione rovente, che probabilmente ha aperto un ciclo di estati sempre più calde, che lasceranno già da questa un elevato numero di vittime fra anziani, malati e lavoratori all’aperto, va ritrovata la capacità di indirizzo democratico per riportare al centro del progetto amministrativo le condizioni di vivibilità della città.
Da qui nasce un appello, al quale invitiamo ad unirsi tutte le associazioni della città o i soggetti privati che intendono aderire, per invitare la nuova amministrazione a sospendere ogni intervento irreversibile in città e aprire un confronto pubblico per la ricerca di soluzioni alternative fondate su evidenze scientifiche e sulla cittadinanza attiva attraverso la Consulta ambientale.
Volutamente non facciamo appello ai partiti e ai partitini ai quali rivolgiamo invito a fare la loro parte nelle sedi previste e non cavalcare il “casus belli”, dal momento che la nostra Costituzione assegna loro un dovere preciso: concorrere con metodo democratico a determinare la politica.
La cittadinanza attiva si propone invece quale forma di collaborazione gratuita e non subordinata fra cittadini e pubblica amministrazione che va a colmare il divario esistente con la città reale, perché è diversa la percezione dei cittadini sull’ambiente, vivibilità, servizi, sicurezza della città dalla narrazione che ne fanno gli amministratori politici.
L’Associazione Cittadinanza Attiva Oikos Trani invita le associazioni della città a condividere queste riflessioni e a comunicare all’indirizzo di posta elettronica (cittattivaoikos.trani@gmail.com) l’adesione al progetto e alla partecipazione ad un incontro preparatorio che l’associazionismo civico intende proporre al nostro sindaco.
Antonio Carrabba - Presidente Oikos Trani
