Anna Rossi e Vincenzo Topputo (Europa verde-Avs)
Avs chiede al sindaco Marco Galiano di ritirare le dimissioni e proseguire l’esperienza amministrativa, ritenendo che «tre mesi non bastano per chiudere un’esperienza di governo». La posizione, espressa da Anna Rossi e Vincenzo Topputo, di Europa Verde - Avs, nasce anche dalla richiesta di chiarire eventuali pressioni o condizionamenti che possano avere influito sulla decisione del primo cittadino. Sul dimensionamento scolastico, uno dei temi al centro delle tensioni nella maggioranza, Avs rivendica di aver sostenuto la posizione del sindaco, ma ritiene che il provvedimento non debba diventare la causa della fine anticipata della consiliatura. Il partito sottolinea inoltre di non avere mai posto condizioni o avanzato pretese, sostenendo di avere anteposto all’interno della coalizione l’interesse della città alle convenienze di parte. «Un progetto amministrativo non si esaurisce in novanta giorni», ribadisce Avs, che si dichiara disponibile a proseguire il percorso politico nel rispetto delle prerogative del sindaco e della giunta. Da qui l’appello a Galiano affinché torni sui propri passi e riprenda a guidare l’amministrazione.
Lamacchia-Giannetti (Pd)
Il Partito democratico chiede a Marco Galiano di ritirare le dimissioni e tornare alla guida dell’amministrazione comunale, ribadendo il sostegno al sindaco dimissionario. In una nota del segretario provinciale della Bat, Michele Lamacchia, e del segretario cittadino, Antonio Giannetti, il partito distingue due questioni al centro dello scontro: le nomine nelle partecipate e la riorganizzazione scolastica. Sulle società partecipate, il Pd rivendica la piena autonomia del sindaco nelle nomine, da effettuare sulla base di competenza, qualità e curricula, escludendo accordi tra partiti. Il partito precisa inoltre che eventuali pressioni o indicazioni personali «non rappresentano la posizione del Partito democratico». Sulla scuola, invece, i democratici sostengono che le decisioni che coinvolgono bambini, famiglie e comunità scolastiche debbano essere assunte attraverso il confronto con dirigenti, insegnanti, personale, famiglie e studenti, garantendo qualità della didattica e continuità educativa. Da qui l’appello a Galiano a non interrompere il mandato ricevuto appena tre mesi fa: «Le difficoltà si affrontano con il confronto e con la politica - concludono -, non interrompendo un mandato che i cittadini hanno appena affidato a questa amministrazione».
Tommaso Laurora (vice sindaco)
«Prima dei ruoli, delle responsabilità e della politica ci sono le persone». Il vice sindaco Tommaso Laurora, di Italia viva, commenta così le dimissioni di Marco Galiano, scegliendo di mettere al centro il rapporto umano con il sindaco e rinviando ogni valutazione politica. Laurora ricorda la vicinanza ricevuta da Galiano in un momento difficile della sua vita e richiama le parole che il sindaco gli aveva rivolto allora: «Io ci sono e ci sarò». Oggi è lui a restituirle all’amico: «Marco, io ci sono e ci sarò». Sulle ragioni delle dimissioni il vicesindaco preferisce non intervenire: «Non è il momento delle polemiche, delle accuse o delle ricostruzioni. Ci sarà tempo per capire e, se necessario, per assumersi ciascuno le proprie responsabilità». Laurora richiama quindi il rispetto dovuto alla città e sottolinea di non considerare la carica un bene da difendere a ogni costo: «Le poltrone passano. I rapporti umani, quelli veri, restano».
Italia Viva Bat e Trani
Italia Viva Bat esprime solidarietà al sindaco dimissionario di Trani Marco Galiano e rivendica il primato delle istituzioni sulle appartenenze di partito. Il partito sostiene che il sindaco debba poter amministrare con autonomia, senza «veti, pressioni o condizionamenti». Italia Viva Bat, insieme al circolo cittadino di Trani, contesta una politica fondata su ultimatum e prove di forza, distinguendo il legittimo confronto politico sulle questioni amministrative - tra cui dimensionamento scolastico e nomine nelle partecipate - dalla pretesa dei partiti di imporre le decisioni agli amministratori. Il partito ribadisce quindi il proprio sostegno a Galiano e ai rappresentanti di Italia Viva in Giunta e Consiglio comunale, esprimendo particolare vicinanza al vicesindaco Tommaso Laurora. «Prima di ogni appartenenza politica vengono le persone, le istituzioni e l’interesse della città di Trani», concludono il presidente provinciale Ruggiero Crudele e quello cittadino Giacomo Di Nardo.
Domenico Briguglio (consigliere comunale di maggioranza)
«Una scelta di coerenza». Così il consigliere comunale Domenico Briguglio commenta le dimissioni del sindaco Marco Galiano, esprimendo il proprio sostegno al primo cittadino. Briguglio rivendica di essere rimasto estraneo ai «giochi di potere» e alle dinamiche politiche che, a suo giudizio, rischiano di anteporre gli interessi di pochi a quelli della comunità. Richiamando i valori di legalità, responsabilità e servizio ai cittadini, sottolinea di avere «apprezzato la scelta di Galiano di porre l’interesse della città al centro delle motivazioni delle dimissioni». Briguglio auspica quindi che nei venti giorni previsti il sindaco possa riflettere e decidere con lucidità, continuando a mettere Trani davanti agli interessi personali o di parte.
Domenico Cognetti (Pd)
Il consigliere comunale Domenico Cognetti, del Partito democratico, prende le distanze dalla rappresentazione delle dinamiche interne alla maggioranza contenuta nell’intervista del sindaco Marco Galiano. Sul dimensionamento scolastico, spiega, era favorevole al provvedimento, pur ritenendo necessario discuterne modalità ed eventuali correttivi attraverso il confronto. «Non mi sono mai permesso di indicare nominativi, imporre scelte o avanzare richieste personali», precisa, negando di avere esercitato pressioni sul sindaco. Cognetti ritiene che le numerose questioni amministrative affrontate negli ultimi mesi possano avere rallentato l’attività dell’amministrazione, ma invita ora a una maggiore responsabilità e capacità di dialogo. Auspica quindi «che Galiano possa rivedere le proprie dimissioni e proseguire il mandato. In caso contrario, continuerò a impegnarmi per Trani anche fuori del Consiglio comunale, senza legare il mio impegno a incarichi o posizioni. Al centro della discussione non dovrebbero esserci le persone, ma Trani e il suo futuro».
