Marco Galliano ritirerà le dimissioni? È la domanda che, a Trani, in queste ore si pongono tutti, dopo il rumoroso e imprevisto passo indietro del primo cittadino. I precedenti, e chi conosce da vicino il professore, lasciano pensare di no. E, a ben guardare, i segnali di una maggioranza tutt'altro che coesa erano emersi già prima del voto.
IL PRIMO SCRICCHIOLIO
Tutto cominciò con l'improvvisa e rumorosa uscita del Movimento 5 stelle dal campo largo e, dunque, dalla coalizione a sostegno di Marco Galiano a sole 24 ore dal deposito delle liste dei candidati al consiglio comunale. Era il segnale che qualcosa, nella maggioranza, non funzionasse, ma in quei momenti concitati della campagna elettorale si ritenne di essere in presenza di una scelta avventata dei pentastellati, peraltro pagata a caro prezzo con l'esclusione totale dal consiglio comunale.
Oggi, con il senno di poi, quella decisione sembra cambiare decisamente aspetto, ricordando anche quanto l'attuale sindaco, all'epoca candidato, avesse provato fino all'ultimo a mediare perché il Movimento 5 stelle rimanesse all'interno della sua coalizione. Galiano ha sempre parlato di un progetto politico nel quale credeva tantissimo e in ragione del quale ciascuno avrebbe dovuto remare dalla stessa parte. Alla luce delle altrettanto impreviste e rumorose odierne dimissioni del primo cittadino, appare evidente che così non è stato.
LA FOGLIA DI FICO
Altrettanto palese sembra il fatto che non sia stato soltanto il dimensionamento scolastico la causa dello strappo. Anzi, sembra proprio la foglia di fico dietro la quale si nasconde ben altro, e di ben più profondo. Le nomine imminenti sono ben più che un’ipotesi: Galiano non avrebbe gradito imposizioni di nomi, rigettandoli. E si sarebbe sempre più isolato.
I PRECEDENTI
Adesso, però, la domanda di tutti è una sola: Galiano ritirerà le dimissioni? I precedenti di Tarantini e Riserbato, sebbene gli scenari fossero completamente diversi l'uno dall'altro, dicono di no. E chi conosce da vicino il professore dice esattamente la stessa cosa, perché tutto avrebbe voluto essere tranne che un presunto burattino in mani altrui.
Peraltro, la scelta di Galliano avrebbe un valore soltanto se davvero il primo cittadino non tornasse sui propri passi e tornasse, piuttosto, a sedersi alla scrivania della presidenza della scuola media Ettore Baldassarre. Se invece dovesse ripensarci, sarebbe proprio un segnale di debolezza che difficilmente ci si aspetterebbe da lui.
LE GARANZIE
Certo, anche la maggioranza potrebbe ricompattarsi e giurare, da qui in avanti, di non farlo più, come i bambini dopo avere commesso una marachella. Ma quali garanzie avrebbe davvero Marco Galiano perché ciò che oggi è improvvisamente esploso oggi non torni a manifestarsi domani sotto altra forma?
A ben guardare, il progetto alternativo di Galiano rispetto all'amministrazione precedente forse era proprio qui: la convinzione che, con quasi tutti gli stessi protagonisti dell'era Bottaro, si sarebbe potuto compiere un percorso diverso, condiviso e costruttivo, senza scendere di volta in volta a compromessi.
Ma un conto è la sintesi, un altro è cambiare ogni volta le carte in tavola. Proprio questo, dunque, Galiano difficilmente farà. E allora quelle dimissioni, definite irrevocabili, forse davvero tali resteranno.
Nico Aurora

