Cinquantotto partite Iva a rischio frode chiuse, sanzioni amministrative per 174.000 euro e, per chi volesse riaprirne una, l'obbligo di presentare una fideiussione bancaria di almeno 50.000 euro. È il bilancio dell'attività preventiva messa a segno dalla Guardia di finanza della Bat, frutto di un'analisi predittiva condotta dalla Compagnia di Trani con un obiettivo preciso: impedire che imprese ormai esistenti soltanto sulla carta diventino lo strumento per false fatturazioni, indebite percezioni di denaro pubblico e riciclaggio.
Il Comando provinciale di Barletta-Andria-Trani ha elaborato una metodologia operativa per individuare, fra le partite Iva con sede legale nella provincia, quelle connotate da elevati indici di rischio. Tre i criteri principali: l'inoperatività aziendale da almeno tre esercizi finanziari; la titolarità di ingenti debiti verso l'Erario mai onorati; la presenza di ulteriori elementi di rischio, fra i quali i precedenti giudiziari per reati a scopo di lucro in capo ai rappresentanti legali.
Sul campo, a tradurre il metodo in risultati è stata la Compagnia di Trani, che ha passato al setaccio il tessuto imprenditoriale del territorio fino a individuare una platea di 58 imprese ad alto rischio frode. Aziende che - secondo le Fiamme gialle - in assenza di un intervento tempestivo e incisivo avrebbero potuto alterare la libera concorrenza, arrecando ulteriori danni alle casse dello Stato e all'ordine pubblico economico della provincia.
La pericolosità delle partite Iva selezionate è stata confermata da debiti multimilionari nei confronti dell'Erario e, in alcuni casi, dalla gestione affidata a rappresentanti legali con precedenti specifici per truffa, ricettazione e bancarotta fraudolenta.
L'azione preventiva è stata resa possibile da uno strumento recentemente introdotto nella legislazione tributaria. Sulla base delle segnalazioni dei finanzieri, è stata avanzata richiesta all'Agenzia delle entrate di disporre la cessazione delle partite Iva, l'esclusione delle imprese dalla banca dati Vies - quella dei soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie - e l'applicazione delle sanzioni amministrative.
Il provvedimento ha un doppio effetto: da un lato impedisce l'utilizzo delle partite Iva segnalate per commettere illeciti, dall'altro subordina l'apertura di una nuova posizione alla presentazione di una fideiussione bancaria di almeno 50.000 euro.
All'esito del monitoraggio, 12 partite Iva sono state chiuse per rischio frode in applicazione della specifica norma sull'Iva, 36 sono state cessate d'ufficio e 10 sono state chiuse direttamente dai contribuenti.
