«Sono vicino a Marco, estremamente vicino in questo momento. Le dimissioni sono un atto di grande responsabilità del primo cittadino». Angelo Guarriello, candidato sindaco e avversario di Marco Galiano fino al ballottaggio, commenta così l'improvvisa notizia delle dimissioni del sindaco, rassegnate nel pomeriggio di ieri a soli tre mesi dall'insediamento.
Fra i due, in fondo, non era mai mancato il rispetto. Guarriello era presente al giuramento di Galiano e il grande abbraccio che si scambiarono quel pomeriggio, all'ombra di palazzo di città, aveva restituito l'immagine di una competizione elettorale chiusa senza rancori. Un altro pomeriggio, quello di ieri, ha cambiato completamente lo scenario.
Per l'ex candidato sindaco, la lettura di quanto accaduto non lascia spazio a interpretazioni. «Emerge una crepa evidente del sistema amministrativo - spiega Guarriello - e da qui traspare una frattura alta ed evidente della maggioranza. Per me questo significa ingovernabilità, quindi le dimissioni sono assolutamente concepibili».
Il ragionamento si sposta poi sul piano dei principi. «Tutto questo diventa vero - prosegue - quando il fondamento non è la politica del servizio, ma quando la politica è asservita a logiche esclusivamente elettorali o, peggio ancora, a personalismi. E così cadono gli schemi della buona politica e del buon governo, e cade il bene della città».
Tre mesi di governo, più la campagna elettorale, sono bastati per arrivare alla rottura. Basteranno i venti giorni previsti dalla legge per l'eventuale ritiro delle dimissioni a ricucire lo strappo? Guarriello non si sbilancia. «Non entro nelle dinamiche che hanno potuto determinare la scelta di Marco - risponde - perché sono dinamiche che soltanto lui può spiegare in maniera coerente. Mi sento soltanto di rivolgere un augurio: che in questo sisma sia forte Marco, ma sia forte soprattutto Trani. La città deve rialzarsi, sempre e comunque, e risorgere, perché alla fine dei conti è Trani che sta soffrendo».
E se fosse toccato a lui, da sindaco, trovarsi nella stessa situazione? «Le vicende sono diverse - ammette - ma il principio è lo stesso. Quando il sistema diventa ingovernabile, quando è fallace e non esaurisce il principio fondamentale della politica del servizio e della politica bella della città, avrei fatto la stessa cosa». Meglio farlo subito, dunque, piuttosto che trascinare a lungo i problemi? «Assolutamente sì, per il bene della città».
Sul perché Amedeo Bottaro, pur con una squadra in buona parte composta dalle stesse persone, sia riuscito a governare per undici anni, Guarriello preferisce invece non esprimersi: «Non entro in questa spiegazione, perdonatemi. È una questione troppo personale e chiudo il sipario qui. Viva Trani».
Resta da capire quali saranno gli scenari, qualora le dimissioni diventassero efficaci. Sarebbe disponibile a candidarsi di nuovo, se glielo chiedessero? La risposta è un «ni»: né un'apertura, né una chiusura. Quanto basta per non escludere nulla, in attesa di capire dove porteranno i prossimi venti giorni.
L'intervista integrale ad Angelo Guarriello andrà in onda questa domenica, 27 settembre, alle 9.30 in Appuntamento con Trani, su Radio Bombo.
