Giungono, alla spiacciolata, le prime reazioni alle dimissioni alle dimissioni del sindaco, Marco Galiano. Le riporteremo qui, progressivamente in base al loro arrivo in redazione.
Andrea Ferri - Consigliere regionale Fdi
«Le dimissioni del sindaco non sono un motivo per esultare, ma un fatto politico che deve preoccuparci». Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Andrea Ferri interviene sulla decisione di Marco Galiano e chiede stabilità e governabilità per la città. Secondo Ferri, le difficoltà interne alla maggioranza e le posizioni differenti su questioni importanti mostrerebbero l’assenza di una sintesi politica necessaria a governare. Il rischio, sostiene, è che contrapposizioni ed equilibri interni assorbano tempo ed energie, rallentando programmazione, opere e risposte ai problemi della città. «Trani non ha bisogno di una politica litigiosa - conclude Ferri - ma di una politica capace di governare il territorio con serietà, affidabilità e continuità».
Giacomo Marinaro - Ex candidato sindaco
«Le dimissioni del sindaco Marco Galiano, dopo appena quattro mesi, sono un fatto politico che non può lasciare indifferente Trani». Il candidato sindaco alle ultime elezioni esprime solidarietà personale a Galiano, ma invita a interrogarsi sulle cause della crisi, soprattutto se legate a contrasti interni alla maggioranza. Secondo l’esponente politico, interessi personali, equilibri di partito e ambizioni individuali non devono prevalere sugli interessi della città. Le dimissioni evidenzierebbero inoltre la fragilità di una maggioranza e la difficoltà di garantire una leadership capace di tenere insieme posizioni diverse. «Trani non può permettersi di fermarsi né può permettere che le istituzioni siano ostaggio degli equilibri interni alla politica». Per questo, conclude, servono responsabilità, chiarezza sulle cause della crisi e una prospettiva amministrativa capace di restituire stabilità e credibilità alla città.
Coalizione Cdx
La coalizione di centrodestra di Trani - Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista Guarriello e Trani Libera - interviene sulle dimissioni del sindaco Marco Galiano, definite «un dato politico che deve preoccuparci». Secondo il centrodestra, i primi cento giorni avrebbero dovuto servire a imprimere una direzione all’amministrazione, mentre sarebbero emerse difficoltà nella gestione della macchina comunale e nella tenuta della maggioranza. Tra gli esempi viene citato il dimensionamento scolastico, sul quale il centrosinistra avrebbe faticato a trovare una sintesi. Senza entrare nelle motivazioni personali delle dimissioni, la coalizione sostiene che la crisi ponga interrogativi sulla capacità della maggioranza di governare per i prossimi cinque anni. «Trani non può permettersi di perdere altri mesi, né tanto meno anni, dietro alle beghe della politica», conclude il centrodestra, chiedendo programmazione, progettualità e capacità di assumere decisioni.
Angela Mercorio - Ex candidato sindaco
Angela Mercorio, di Rispettiamo Trani, commenta le dimissioni del sindaco Marco Galiano. Secondo Mercorio, «bisogna guardare al funzionamento del sistema, non soltanto alla crisi politica o ai responsabili. Il problema - sostiene - è il peso degli equilibri di coalizione: quando la priorità diventa tenere in piedi la maggioranza, i bisogni della città passano in secondo piano. Il risultato sono decisioni rinviate, tempo perso e progetti fermi, a danno di cittadini, imprese, famiglie, scuole e quartieri. La crisi dovrebbe quindi servire a chiedersi non solo chi sarà il prossimo sindaco, ma quale modello politico costruire intorno a quella carica».
Roberto Gargiuolo - Capogruppo Forza Italia
Roberto Gargiuolo, capogruppo di Fratelli d'Italia, contesta la lettura delle dimissioni del sindaco Marco Galiano come «gesto di fermezza contro le pressioni della maggioranza». Secondo Gargiuolo, «Galiano conosceva già i rischi legati alle persone che aveva scelto al suo fianco durante la campagna elettorale e nell'amministrazione e non può ora attribuire ad altri la responsabilità dei propri errori». Il capogruppo di Fratelli d'Italia ricorda inoltre che «bravi e persone tutte d'un pezzo» sono anche i circa 600 candidati alle ultime elezioni. La nota conclude con gli auguri a Galiano, precisando però che il suo futuro «non potrà svilupparsi all'interno dell'amministrazione».
Domenico Cognetti (Pd)
Il consigliere comunale Domenico Cognetti, del Partito democratico, prende le distanze dalla rappresentazione delle dinamiche interne alla maggioranza contenuta nell’intervista del sindaco Marco Galiano. Sul dimensionamento scolastico, spiega, era favorevole al provvedimento, pur ritenendo necessario discuterne modalità ed eventuali correttivi attraverso il confronto. «Non mi sono mai permesso di indicare nominativi, imporre scelte o avanzare richieste personali», precisa, negando di avere esercitato pressioni sul sindaco. Cognetti ritiene che le numerose questioni amministrative affrontate negli ultimi mesi possano avere rallentato l’attività dell’amministrazione, ma invita ora a una maggiore responsabilità e capacità di dialogo. Auspica quindi «che Galiano possa rivedere le proprie dimissioni e proseguire il mandato. In caso contrario, continuerò a impegnarmi per Trani anche fuori del Consiglio comunale, senza legare il mio impegno a incarichi o posizioni. Al centro della discussione non dovrebbero esserci le persone, ma Trani e il suo futuro».
Tommaso Laurora (vice sindaco)
«Prima dei ruoli, delle responsabilità e della politica ci sono le persone». Il vice sindaco Tommaso Laurora, di Italia viva, commenta così le dimissioni di Marco Galiano, scegliendo di mettere al centro il rapporto umano con il sindaco e rinviando ogni valutazione politica. Laurora ricorda la vicinanza ricevuta da Galiano in un momento difficile della sua vita e richiama le parole che il sindaco gli aveva rivolto allora: «Io ci sono e ci sarò». Oggi è lui a restituirle all’amico: «Marco, io ci sono e ci sarò». Sulle ragioni delle dimissioni il vicesindaco preferisce non intervenire: «Non è il momento delle polemiche, delle accuse o delle ricostruzioni. Ci sarà tempo per capire e, se necessario, per assumersi ciascuno le proprie responsabilità». Laurora richiama quindi il rispetto dovuto alla città e sottolinea di non considerare la carica un bene da difendere a ogni costo: «Le poltrone passano. I rapporti umani, quelli veri, restano».
Domenico Briguglio (consigliere comunale di maggioranza)
«Una scelta di coerenza». Così il consigliere comunale Domenico Briguglio commenta le dimissioni del sindaco Marco Galiano, esprimendo il proprio sostegno al primo cittadino. Briguglio rivendica di essere rimasto estraneo ai «giochi di potere» e alle dinamiche politiche che, a suo giudizio, rischiano di anteporre gli interessi di pochi a quelli della comunità. Richiamando i valori di legalità, responsabilità e servizio ai cittadini, sottolinea di avere «apprezzato la scelta di Galiano di porre l’interesse della città al centro delle motivazioni delle dimissioni». Briguglio auspica quindi che nei venti giorni previsti il sindaco possa riflettere e decidere con lucidità, continuando a mettere Trani davanti agli interessi personali o di parte.
Italia Viva Bat e Trani
Italia Viva Bat esprime solidarietà al sindaco dimissionario di Trani Marco Galiano e rivendica il primato delle istituzioni sulle appartenenze di partito. Il partito sostiene che il sindaco debba poter amministrare con autonomia, senza «veti, pressioni o condizionamenti». Italia Viva Bat, insieme al circolo cittadino di Trani, contesta una politica fondata su ultimatum e prove di forza, distinguendo il legittimo confronto politico sulle questioni amministrative - tra cui dimensionamento scolastico e nomine nelle partecipate - dalla pretesa dei partiti di imporre le decisioni agli amministratori. Il partito ribadisce quindi il proprio sostegno a Galiano e ai rappresentanti di Italia Viva in Giunta e Consiglio comunale, esprimendo particolare vicinanza al vicesindaco Tommaso Laurora. «Prima di ogni appartenenza politica vengono le persone, le istituzioni e l’interesse della città di Trani», concludono il presidente provinciale Ruggiero Crudele e quello cittadino Giacomo Di Nardo.
