«Chiediamo a Marco Galiano di ritirare le dimissioni e tornare pienamente all'impegno assunto appena tre mesi fa con i cittadini di Trani». È questo il cuore della presa di posizione del Partito democratico, affidata a una nota del segretario provinciale della Bat, Michele Lamacchia, e di quello cittadino, Antonio Giannetti, che prova a ricucire lo strappo con il sindaco dimissionario tracciando una linea netta su due questioni: le nomine nelle società partecipate e le scelte sulla scuola.
Sul primo fronte, il Pd rivendica una posizione che dice di aver sempre sostenuto, vale a dire la massima libertà di scelta dei sindaci e dei presidenti di Regione per le nomine nelle partecipate. «Le nomine nelle società partecipate sono responsabilità diretta del sindaco - si legge nella nota - che deve poter scegliere in piena autonomia sulla base della competenza, della qualità e dei curricula».
Una linea che, secondo i democratici, è stata mantenuta anche nella formazione della giunta di Trani, quando fu escluso che le nomine nelle partecipate potessero diventare oggetto di un tavolo tra i partiti. «A Marco Galiano abbiamo sempre riconosciuto e continueremo a riconoscere e difendere questa sua prerogativa», prosegue il documento, che contiene anche un passaggio destinato a far discutere: «Eventuali pressioni o indicazioni di singoli non rappresentano la posizione del Partito democratico». Una presa di distanza, dunque, da qualunque iniziativa personale che possa aver pesato sulla vicenda.
Diverso, invece, il principio che il Pd applica alle questioni scolastiche. «Nessuno può decidere da solo quando una scelta incide sulla vita di bambini, famiglie e intere comunità scolastiche». Dirigenti, insegnanti, personale, famiglie e studenti, secondo il partito, devono essere ascoltati, e ogni riorganizzazione deve garantire qualità della didattica, servizi e continuità educativa.
Un ragionamento che il Pd allarga al piano nazionale, richiamando la battaglia contro la destra al governo del Paese, accusata di trasformare quotidianamente la scuola in un terreno di divisione. «Per noi la scuola resta il primo luogo dell'inclusione, della coesione e delle pari opportunità».
Da qui la sintesi politica: «È su questi principi, senza diktat e senza invasioni di campo, che si governa insieme assumendosi ciascuno le proprie responsabilità». E l'invito finale al sindaco, che il partito dice di aver sostenuto con convinzione nella candidatura, con forza in campagna elettorale e di continuare a sostenere oggi. «Le difficoltà si affrontano con il confronto e con la politica - conclude Lamacchia - non interrompendo un mandato che i cittadini hanno appena affidato a questa amministrazione».
