Carlo Del Negro ci riporta a una delle pagine più significative della storia del calcio tranese: la sfida di Serie B tra Trani e Brescia, disputata davanti a circa 9mila spettatori. Un racconto ricco di dettagli, emozioni e memoria sportiva, per rivivere quella giornata attraverso la sua ricostruzione.
Accadde oggi: 27 settembre 1964
Campionato 1964/1965 Serie B
TRANI-BRESCIA 0-0
Arbitro: Mario Bernardis di Trieste
Note: cielo sereno; terreno in ottime condizioni; spettatori 9.000 circa; calci d’angolo 6-1 in favore del Trani.
TRANI: Biggi, Crivellenti, Galvanin; Ferrante, D'Elia, Bazzarini; Arfuso, Bitetto, Barbato, Carradori, Cosmano
All. Vincenzo Marsico
BRESCIA: Brotto, Lorenzini, Lancini; Rizzolini, Vasini, Bianchi; Toschi, Lodi, De Paoli, Salvi, Pagani
All. Renato Gei
Se oggi il Trani avesse avuto a disposizione uno Stadio da ventimila posti avrebbe fatto registrare sicuramente il tutto esaurito, perché oggi, tutti, ma proprio tutti, avrebbero voluto essere allo Stadio per assistere alla prima partita del Trani in Serie B tra le mura amiche. La nuova gradinata ancora in costruzione ha limitato la capienza ad “appena” novemila spettatori assiepati in tribuna ed in curva. A Trani per tutta la settimana non si parlava d’altro; l’incontro di cartello contro le rondinelle bresciane, che annoverano tra le loro fila numerosi calciatori che hanno calcato i campi della Serie A, era motivo d’orgoglio e di interesse per tutti i tifosi tranesi nella speranza di vedere prevalere la propria squadra a dispetto di ogni pronostico sfavorevole. Ed il Trani l’avrebbe anche vinta questa gara, e non solo virtualmente, se l’arbitro non avesse annullato un gran gol di Carradori su calcio di punizione. Se non avessimo assistito alla gara, a giudicare dal risultato, avremmo affermato che il Trani ha resistito al Brescia, E' avvenuto, invece, esattamente il contrario. Il Trani ha affrontato Il Brescia attaccando per tutto l’arco della gara, mentre il Brescia non ha mai impegnato Biggi più di tanto. L'arbitro, che per il resto ha diretto bene, ha così salvato il Brescia dalla prima sconfitta. Al 9’ del primo tempo, infatti, i difensori del Brescia si arrangiano come possono atterrando Cosmano al limite dell’area di rigore. Bernardis concede il calcio di punizione e Carradori calcia violentemente, di prima intenzione, mandando la palla all'incrocio dei pali sulla destra di Brotto. Ma il tripudio della folla viene subito interrotto dall'arbitro che annulla l’eurogol di Carradori poiché, a suo dire, il calcio di punizione fischiato doveva intendersi indiretto, cioè, come si dice in gergo “a due”.
Le proteste dei giocatori tranesi non servono a smuovere il direttore di gara dalla sua decisione. Lo scampato pericolo, però, mette in allarme il Brescia che arretra il proprio baricentro e bada soprattutto a non prenderle. Il Brescia si avvale della tecnica, il Trani fa leva sul ritmo e sulla grinta e riprende ad insidiare la porta di Brotto a più riprese. E se lo stesso portiere bresciano non fosse stato bravo almeno sul tiro di Cosmano al 27’, tanto per descrivere l’intervento più difficile, il Brescia avrebbe subíto a Trani la sua prima sconfitta: Bitetto da metà campo sventaglia sulla sinistra per Cosmano, il quale, al volo, di sinistro indirizza a rete; Brotto è bravissimo ad inarcarsi all’indietro ed a deviare di pugno in angolo. Un tiro bellissimo ed una parata da applausi. Il Trani ha impegnato seriamente la difesa del Brescia, costretta sei volte in calcio d'angolo, la maggior parte delle quali intenzionalmente, per risolvere situazioni davvero critiche.
Tatticamente, nel Trani, due le novità sostanziali: Ferrante, in difesa, al posto di Pappalettera, che l’allenatore Marsico fa esordire in Serie B, all’età di 35 anni, quindici anni dopo il suo esordio avvenuto nel Trani, nel lontanissimo 1949; ed Arfuso, in attacco, al posto di Franzò. Nel Brescia, manco a dirlo, centrocampo affidato ad Ottavio Bianchi e Virginio De Paoli. Ferrante è stato il migliore in campo nelle fila del Trani. Ha annullato De Paoli, mica il primo arrivato; un calciatore che l’anno successivo verrà ceduto dal Brescia alla Juventus; gli altri hanno fatto tutti il loro dovere, impegnandosi al limite delle loro possibilità. In attacco Arfuso, Barbato e Cosmano hanno dovuto faticare parecchio nel tentativo di superare la forte difesa avversaria, comandata da Rizzolini ex Inter. Fisicamente meno dotati dei rispettivi avversari diretti, Cosmano, Barbato ed Arfuso hanno cercato di aggirare l’arcigna difesa bresciana con l’astuzia, ma non vi sono riusciti.
L’arbitro, come già detto, ci ha messo del suo, e questo non suoni come vittimismo. Infatti a fine partita i giocatori del Trani, affermano, a proposito del gol di Carradori, che Bernardis in un primo momento aveva ordinato la punizione di prima, poi si e ricreduto, annullando il gol. Situazione seria e delicata, nonché da approfondire, questa delle decisioni arbitrali palesemente avverse nei confronti della squadra tranese, che non sarà un episodio isolato, ma che si ripeterà costantemente per tutto l’arco del campionato. Antichi vizi, nuove virtù. Nella ripresa il copione non cambia: Trani costantemente ad imporre il proprio gioco e Brotto, il migliore in campo tra le fila bresciane, e compagni a sventarle tutte. Il Brescia alla fine del Campionato di Serie B terminerà in testa alla classifica e verrà promossa in Serie A, ma oggi se ne torna a casa a capo chino e con le famigerate “mazze addosso”.
Carlo Del Negro

