Dopo lo scontro verbale di ieri in consiglio comunale (lo potete ascoltare qui) successivo alla nomina del nuovo Collegio dei revisori dei conti, ed in replica alla nota rilasciata ieri, Peppino Di Marzio replica a Beppe Corrado inasprendo la spaccatura interna al Pdl.
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La prima immagine che mi è venuta in mente leggendo il “delirante” sfogo del consigliere Giuseppe Corrado è quella di quei fuggitivi che, ormai braccati dalle forze dell’ordine, decidono di consegnarsi fingendo che la scelta sia autonoma per non ammettere di non avere più via d’uscita.
È così che deve essersi sentito il Sig. Corrado quando da più parti, analizzando il voto delle primarie del centro destra tranese, era balzato agli occhi il “giochino” posto in essere da alcuni soggetti istituzionali del locale Pdl che, anziché “fare squadra” (espressione a me molto cara durante la breve, ma intensa, campagna elettorale) intorno alla mia persona, quale espressione del partito, hanno appoggiato la candidatura dell’Avv. Riserbato, deviando verso quest’ultimo voti del proprio elettorato.
Ecco perchè ben conscio che, nonostante il mio silenzio sui nomi degli “scissionisti”, questi fossero ormai noti alla cittadinanza tranese, il buon Corrado ha pensato bene di venire allo scoperto, ammettendo chiaramente di aver dapprima osteggiato ed ostacolato la mia candidatura, per ragioni che è facile intuire, per poi abdicare in favore dell'avversario di turno.
Ma in questo percorso, per certi versi logico e naturale per determinati soggetti, c’è qualcosa che proprio non mi torna.
Il livore, l’astio dimostrato senza veli da Corrado nei miei confronti evidentemente è il frutto della decisione assunta dai vertici del Pdl, e non certo da me “imposta”, di indicarmi quale candidato del partito alle primarie per la carica di sindaco della città , a discapito tra gli altri dello stesso Corrado, che aveva dato la sua disponibilità.
Innanzitutto dovrebbe spiegare il buon Corrado per quale recondita e ignota ragione la scelta ricaduta sulla mia persona deve per ciò stesso ritenersi “imposta”, mentre se fosse caduta su di lui sarebbe stata il frutto di scelte “libere e democratiche”.
Ma quello che più mi lascia basito è pensare che il "tuttologo" Corrado continui a farsi paladino degli “interessi” del partito e della cittadinanza, cosa che davvero mal si concilia con i suoi comportamenti.
Ed infatti, dando la propria disponibilità a candidarsi per le primarie del Pdl, Egli ha direttamente manifestato la propria intenzione a schierarsi “contro” Riserbato, avversario politico in quella competizione elettorale.
Eppure, un istante dopo aver appreso che il prescelto del Pdl non era lui, non ha esitato un attimo a schierarsi accanto allo stesso Riserbato, divenuto tutto d’un tratto il miglior candidato sindaco che Trani potesse auspicarsi.
Stando così le cose, e avendo ormai una maturità che non mi consente (ahimé!) di credere ancora alle favole (anche se ce n'è una di Fedro che si sposa benissimo con il comportamento del consigliere in questione), mi è davvero difficile pensare che questa ennesima esternazione del “novello picconatore” Corrado sia dettata da interessi di salvaguardia del partito e della città, apparendo al contrario come la ripicca di chi non ha ottenuto ciò che desiderava.
Non mi ha meravigliato quanto scritto nella sua nota rispetto alla “lealtà”, né può meravigliarmi il fatto che non condivida la mia posizione sul punto: la lealtà non è merce che si può barattare, né tanto meno acquistare in un qualsiasi mercatino dell’usato, è uno di quei valori fondanti dell’animo umano che o si possiedono naturalmente o non faranno mai parte del patrimonio di un uomo.
Io ho dato la mia disponibilità al partito, nel pieno rispetto dei tempi dettati dallo stesso, sicuro di poter contare sull’appoggio di quanti si vantano di farne parte, mettendoci la faccia e operando una scelta secca, “o di qua o di là”, scelta che rifarei anche domani: non accetto lezioni di morale da chi, al contrario, ha preferito vestire contemporaneamente entrambe le maglie, certo così di vincere qualunque fosse stato l’esito delle primarie.
Del resto se non ci fosse stato nulla di male ad appoggiare un candidato di altro partito mi chiedo per quale ragione il consigliere Corrado ha deciso di non manifestare apertamente e pubblicamente il suo pensiero, preferendo invece comunicarmi falsamente che si sarebbe attenuto alla volontà del partito.
Quanto alle scelte provinciali, superfluo appare ricordare ai cittadini (che a differenza di Corrado non hanno la memoria corta) che il ruolo di assessore provinciale che ricopro è frutto della mia elezione a consigliere provinciale quale maggior suffragato della città di Trani.
Nella mia vita politica, consigliere Corrado, a differenza di altri suoi amici io sono stato sempre eletto e mai nominato.
In tanti anni di militanza politica non ho mai effettuato attacchi personali e di certo non mi farò trascinare da Lei in un campo che evidentemente Le è congeniale; l'unica cosa che mi sento di dire è che fortunatamente i nostri concittadini conoscono bene chi è e come vive il sottoscritto così come sanno benissimo chi è Beppe Corrado.
Giuseppe Di Marzio
