Di seguito la risposta al commissariamento del Partito democratico da parte dell’ex segretario cittadino Tommaso Laurora.
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Il segretario Andrea Patruno richiama norme statutarie differenti da quelle eventualmente utilizzabili e lo aiutiamo anche in questo dicendogli che è l’articolo 20 dello Statuto Regionale del Pd, semmai, a dover essere richiamato. Un commissariamento presuppone delle motivazioni gravi e delle gravi violazioni statutarie ed io non ho potuto costatarne alcunché in merito nel comunicato del signor Patruno.
Quando si fa riferimento a primarie monche, il signor Patruno dimentica che analoghe primarie monche si sono svolte nel mese di gennaio nella sua San Ferdinando con un esito numerico che lo ha visto sconfitto. È evidente dunque che la spinta ad un’azione di questo tipo non possa ricondursi unicamente ad un segretario provinciale già delegittimato nella sua stessa città ma debba intravedersi in dinamiche della nomenclatura tipo ex Pci che noi ritenevamo estinte.
Quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti e la gente ha già manifestato più volte consensi nei confronti di un gruppo politico che oggi si vorrebbe screditare. È semplicemente scandaloso che il Partito Democratico abbia scelto di sostenere chi non ha mai voluto sottoporsi alle primarie negando quei principi di partecipazione a cui fa riferimento il Pd. È evidente che il signor Operamolla, in un tentativo di voler apparire candidato sopra le parti, ha in realtà manifestato tutta larroganza stile prima repubblica che nell’ambiente della coalizione formatasi intorno a lui certamente non manca.
Oggi con un colpo di mano da vecchio regime sovietico si sta cercando di riportare in sella una mediocrità politica che Trani conosce bene e che avrebbe voluto volentieri dimenticare. Noi abbiamo intrapreso un percorso, presentato dei programmi, sui quali chiediamo la fiducia ai cittadini perché quando facciamo politica è a loro che ci rivolgiamo e non al signor spezzaferro di turno.
Inoltre voglio specificare che le dichiarazioni rilasciate dal signor Patruno sono false e prive di fondamento nella parte in cui tenta di convincere i cittadini dicendo che 25 componenti del coordinamento cittadino su 50 sono dalla parte di Operamolla: invece, 28 su 50, più il sottoscritto, altri due consiglieri comunali e altri due componenti del coordinamento provinciale supportavano la candidatura di Ferrante. Questa si chiama democrazia dei numeri.
Tommaso Laurora
