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Photored, pioggia di soldi

Le auto non passano quasi più. I photored, invece, corrono alla grande. Dal bilancio dei primi quattro mesi, infatti, i numeri dicono che i rilevatori di passaggio col rosso installati dalla Italtraff, per conto della Polizia locale, funzionano. E rendono.

Alla fine di giugno, infatti, dal Comando della polizia locale si apprende che sono state rilevate complessivamente 1800 infrazioni. Tenendo conto del fatto che la sanzione prevista per il passaggio con il rosso è di 150 euro, oltre la sottrazione di sei punti dalla patente di guida, va da sé che il Comune di Trani ha incassato, tramite questi strumenti, qualcosa come 270mila euro, una somma già di gran lunga superiore il costo dell’operazione, che si è aggirato intorno ai 190mila.

Gli impianti per la rilevazione delle infrazioni di passaggio con il rosso, lo ricordiamo, sono stati installati presso quattro incroci semaforici: via Barletta-via Curatoio; via Di Francia-vie I Capirro e Duchessa d’Andria; via Superga-vie Russia e delle Tufare; via Malcangi-viale De Gemmis.

Il primo ad entrare in funzione, lo scorso 6 febbraio, è stato il photored di via Barletta, seguito a ruota dagli altri “fratelli”. Ebbene, nel corso dei mesi è cambiata la tendenza dell’approccio degli automobilisti a questi impianti. Se, infatti, prima si passava con il rosso con maggiore frequenza ed a tutte le ore, adesso le infrazioni si sono diradate e gli orari concentrati di più nel corso della fascia notturna.

In altre parole, gli automobilisti hanno imparato a conoscere questi strumenti e ben si guardano dal passare col rosso perché, ormai, le “trappole” sono ben note e le conseguenze, economiche e sulla patente, pesanti. Anzi, secondo quello che le immagini forniscono, la prudenza è massima nella misura in cui, ormai, si inchioda anche con il giallo, per paura del flash durante l’attraversamento dell’incrocio.

Peraltro, la taratura degli impianti pare pressoché perfetta. Tanto è vero che le contestazioni delle multe sono davvero poche. Chi è incorso in una contravvenzione, infatti, dopo avere preso visione delle fotografie presso il Comando della polizia locale ha ben pochi motivi per impugnare il provvedimento sanzionatorio, perché data, luogo e circostanza non lasciano spazio a dubbi di alcun tipo. Adire la via del contagioso amministrativo, insomma potrebbe essere motivo di ulteriore, e vano, dispendio di denaro.

A proposito di soldi. Dicevamo del costo dell’operazione di circa 190mila euro. Nell’importo è compresa la posa in opera delle quattro apparecchiature, il collaudo e la garanzia completa per la durata di un anno. Dopo l’anno di garanzia, resterà al Comune da pagare solo la manutenzione ordinaria e straordinaria – messa a disposizione del software compresa – che normalmente si aggira intorno al 17,5 per cento l’anno del valore di acquisto delle apparecchiature. I photored installati godono di decreto di omologazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti numero, mentre la società è essa stessa costruttrice delle apparecchiature comprate dal Comune di Trani.

In altre parole, Trani ha, adesso, quattro incroci blindati, dove la sicurezza è figlia anche dell’effetto psicologico della crisi economica, ma è anche vero che altrove, dove non ci sono i photored, per un’antipatica legge negativa della compensazione, ognuno fa quel che gli pare. Per esempio, uno dei semafori dove si registra la maggiore indisciplina da parte degli automobilisti è quello di via Malcangi con via Pola, un luogo di quasi anarchia favorita da una visibilità molto ampia che però, non può essere ritenuta una giustificazione per un comportamento illecito.

Ed occhio, adesso, anche alla statale 16 bis. Due autovelox saranno presto collaudati ed attivati sempre dalla Polizia locale, su mandato del prefetto della Barletta-Andria-Trani, che dispone la presenza di impianti di rilevazione del superamento dei limiti di velocità in almeno un punto, sia su una corsia, sia su quella opposta, dei segmenti di strade extraurbane ricadenti nei territori dei singoli comuni.

Tutto ciò anche in presenza di una recente sentenza, del giudice di pace di Camerino, che ha annullato una sanzione irrogata dalla Polizia locale di quel comune, tramite autovelox, dando atto che «l’amministrazione locale non è né ente proprietario, né gestore della superstrada», e quindi «non ha titolo per svolgervi servizio di polizia stradale, né installare strumenti di rilevazione elettronica o segnaletica».


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