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«Spending review», Barletta-Andria-Trani più fuori che dentro. Ventola: «Difendiamola per non privare i cittadini dei servizi»

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi questa mattina, avrebbe definito i criteri per il riordino delle Province in base ai quali i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore a 2500 chilometri quadrati. Parametri che escluderebbero, alla pari di tante altre Province italiane, anche la Provincia di Barletta - Andria - Trani, la quale, pur annoverando quasi 400mila abitanti, non rientrerebbe nel criterio legato all’estensione territoriale.

Sull’argomento è intervenuto il Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani, Francesco Ventola.

«Valutare quanto riportato da un semplice comunicato stampa del Consiglio dei Ministri potrebbe essere abbastanza superficiale - esordisce Ventola -. Prima di esprimermi più approfonditamente, attendo di leggere con maggior attenzione il Decreto che verrà pubblicato a breve. Pertanto, prima di recitare il “De Profundis” delle Province credo sia necessario leggere attentamente le carte. Da ciò che si evince - prosegue ancora Ventola -, il Governo trasmetterà la deliberazione ai Consigli delle autonomie locali, istituiti in ogni Regione; la proposta finale sarà poi trasmessa dai Cal al Governo, che provvederà all’effettiva riduzione delle Province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura. A tal proposito sono altresì curioso di conoscere quali siano le competenze dei Consigli delle autonomie locali, in considerazione del fatto che in Puglia il Cal è formalmente istituito pur non essendosi mai insediato. Nel caso specifico della Provincia di Barletta - Andria - Trani, ad esempio, parliamo di un territorio che confina direttamente con l’istituenda Area Metropolitana di Bari, aspetto questo decisamente inedito e che ritengo debba essere approfondito dal Cal pugliese. Sempre sulla base del comunicato stampa diramato dal Consiglio dei Ministri, credo che quanto stabilito quest’oggi dal Governo sia totalmente anticostituzionale, violando del tutto l’articolo 133 della Costituzione togliendo autonomia ai comuni sulla determinazione dei territori».

Citando testualmente l’articolo cui fa riferimento il Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani, si legge: “il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell'ambito d'una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione. La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni”.

Quanto ai costi dell’operazione, Ventola afferma che «è assolutamente impossibile quantificarli, come lo stesso decreto legge n. 95 del 6 luglio scorso, in materia di revisione della spesa pubblica, afferma chiaramente. Se dunque è impossibile quantificare i costi della chiusura delle Province, che sono al diretto servizio dei cittadini cui erogano quotidianamente servizi, perché non si è proceduto con la chiusura di tutti quegli enti inutili, di diramazione regionale, che ci costano milioni e milioni di euro? Sarebbero bastate - afferma Ventola - poche righe per eliminarli tutti, risparmiando così tanti soldi pubblici senza violare la Costituzione. E’ alquanto paradossale che un Governo definito tecnico prenda una topica così colossale proprio su un argomento squisitamente tecnico. Auspico dunque che tale provvedimento, se trovassero conferma queste prime indiscrezioni, non trovi alcun supporto dalla politica. I veri costi, infatti, sono altrove, ma evidentemente non vi è alcun interesse a far decadere i Consigli di Amministrazione di questi enti intermedi, i cui rappresentanti, diversamente da chi governa le Province, sono nominati e non eletti democraticamente dal popolo. La mia - conclude Ventola - non vuole essere una strenua difesa delle Province o, in particolare, di quella che mi onoro di rappresentare, ma una difesa dei servizi che le Province erogano ai cittadini e che probabilmente qualcuno non vuole più che siano resi».

Intanto, alla luce dei risvolti odierni, il Presidente del Consiglio provinciale, Vincenzo Valente, ha convocato con urgenza per questo pomeriggio alle ore 17.00, presso la sede della Provincia in Piazza San Pio X ad Andria, una Conferenza dei Capigruppo consiliari, con all’ordine del giorno l’informativa del Presidente Ventola in merito al futuro della Provincia.


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