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VIDEO. Autorità di bacino, il Consiglio di Barletta-Andria-Trani contrario all'accorpamento con Bari. L'intervento di Ventola

Anche il Consiglio provinciale di Barletta - Andria - Trani è contrario all’accorpamento dell’Ato Bt con quello di Bari. Propone anzi il mantenimento immutato dell’attuale ripartizione degli attuali sei ambiti territoriali (consentendo la realizzazione degli impianti già previsti, con i dovuti adeguamenti a completamento della dotazione impiantistica) e l’esclusione di impianti programmati caratterizzati da significative criticità localizzative come nel caso di “Grottelline” a Spinazzola.

E’ quanto stabilito quest’oggi dal Consiglio provinciale (seduta inaugurata dal minuto di raccoglimento per le vittime della tragedia di Lampedusa) con l’ordine del giorno approvato sul Piano Regionale Gestione Rifiuti Urbani. Il provvedimento ha incassato il voto favorevole di tutti i Consiglieri presenti (Ventola, Corrado, Di Modugno, Di Palma, Fasanella, Fisfola, Lovino, Mastrogiacomo, Antonucci, Silvestri Vigilante, Zinni, Lonigro, d’Addato, Valente, Abascià, Dicorato, Lodispoto, Patruno, Scelzi, Superbo, Landolfi).

Come noto, con l’adozione del Piano Regionale Gestione Rifiuti Urbani, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 22 luglio, il numero degli Ato pugliesi verrebbe ridotto da sei a cinque, attraverso l’accorpamento di quello della Bat con quello di Bari.

«Questo accorpamento - ha spiegato il Presidente della Provincia Francesco Ventola nell’illustrare l’ordine del giorno in aula -, oltre ad arrecare danni ed aggravi di natura ambientale, produrrebbe una brusca interruzione ad un percorso amministrativo, gestionale e culturale che negli ultimi anni è stato faticosamente avviato nel nostro territorio con grande impegno delle varie comunità coinvolte e con l’impiego di risorse anche economiche molto rilevanti. Tale percorso, ora in fase avanzata di attuazione, si è rivelato virtuoso ed ha prodotto effetti e benefìci oggettivamente riscontrabili, tutti nel solco delle direttive comunitarie, nazionali e regionali. Questo orientamento ha portato i nostri comuni ad adeguare diligentemente il loro percorso amministrativo per livelli di servizio omogenei e di raccolta differenziata corrispondenti ai parametri legislativi. I risultati di Raccolta Differenziata raggiunti nei comuni che hanno introdotto il sistema di porta a porta sono superiori ai limiti di legge del 65%, mentre anche altri comuni del Bacino Bt stanno lavorando per raggiungere levati livelli di Raccolta Differenziata».

Nel Piano Regionale Gestione Rifiuti Urbani, inoltre, si afferma che “esistono situazioni di squilibrio a livello provinciale”, legati nella Bat alla mancanza di impianti pubblici utili alla raffinazione del CSS primario ed all’urgenza di realizzare impianti di trattamento meccanico-biologico e nella Provincia di Bari alle capacità insufficienti degli impianti di discarica esistenti e dell’impianto di raffinazione CSS di Conversano.

Secondo il Presidente Ventola «l’unico effetto collegato all’accorpamento dell’Ato Bat con l’Ato Bari, previsto nel Piano Regionale Gestione Rifiuti Urbani, sarebbe quello di garantire ad un altro territorio diverso dal nostro di supplire alle proprie insufficienze in termini di volumi di discarica. La storia recente testimonia come il nostro territorio abbia sempre risposto con generosità alle esigenze di altri territori, come confermato dalle reiterate ordinanze regionali a carico della discarica di Trani. Per questo, conservare l’attuale ripartizione degli attuali sei Ambiti Territoriali sarebbe la soluzione migliore».

Intanto domani, martedì 8 ottobre alle ore 10.30, il Consiglio regionale pugliese dovrebbe riunirsi proprio per l’approvazione del Piano Regionale Gestione Rifiuti Urbani. «Mi recherò alla seduta, assieme ai Capigruppo del Consiglio provinciale, per presidiare i lavori con l’auspicio che i nostri Consiglieri regionali si adoperino per sventare l’accorpamento degli Ato e la riduzione da cinque a sei» ha poi concluso il Presidente Ventola.

 

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