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Caso discarica di Trani, l'amarezza del Comitato rifiuti zero: «Abbiamo lottato invano per due anni, e questi sono i risultati»

C'è un disegno scellerato in chi governa la nostra città: privilegiare l'interesse di pochi a scapito della collettività. Sono anni che lo denunciamo. Prima di noi lo hanno fatto in molti altri, tra partiti e associazioni. Non crediamo di saperne più degli altri, o di essere gli unti del Signore, per cui chi non fa come diciamo noi sbaglia.

Semplicemente crediamo che la critica costruttiva, il dibattito, l'analisi collettiva delle problematiche permetta scelte più oculate, tutela degli interessi collettivi e condivisione delle responsabilità.

Sono due anni che chiediamo la progressiva chiusura della discarica, definita in questi giorni “colabrodo”, attraverso la Strategia Rifiuti Zero. Non perché appartenenti alla setta di Ercolini (tra i primi divulgatori della strategia in Italia), ma perché una serie di esperienze negative sul territorio italiano, insieme a quelle positive, ci ha convinto della fattibilità di una scelta che porterebbe notevoli benefici in termini di tutela del territorio, della salute pubblica e dell'integrità dei prodotti della nostra terra. E noi non chiediamo di adottare queste pratiche e basta, ma chiediamo di analizzarle insieme, con i cittadini e con chi ci amministra. Più volte ci siamo resi disponibili anche a finanziare dei viaggi ai nostri amministratori in comuni del nostro piccolo paese in cui le pratiche positive si sono realizzate, magari anche con difficoltà, ma si sono realizzate. Al contrario i nostri amministratori, mettono in pratica azioni improvvisate e non condivise (il programma elettorale del sindaco Riserbato prevedeva tutt'altro).

La chiusura della discarica di qualche giorno fa, mette in evidenza le nebbie che circondano la contrada “Puro Vecchio”. Si vociferava, e alcuni consiglieri comunali e regionali lo hanno confermato, ci fossero denunce di lavoratori della stessa municipalizzata su alcune azioni intraprese dai vertici Amiu, denunce dell'Arpa su alcuni rischi legati alla discarica. Ma tutto questo non ha minimamente messo in discussione il vostro operato. Avete continuato per la vostra strada mettendo in secondo piano l'interesse collettivo. Siamo cresciuti con l'insegnamento della bontà della gestione pubblica rispetto a quella privata, perché rispettosa degli interessi di tutti. Oggi, solo per aver messo in discussione questa certezza nell'opinione pubblica, dovreste avere la decenza di dimettervi. Invece leggiamo dalla stampa, che, anziché cambiare strategia e andare verso la riduzione dei rifiuti, con il porta a porta spinto in tutta la città, proponete la realizzazione di un quarto lotto. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico, e voi a quanto pare siete maestri del perseverare.

E' vostro dovere pubblicare tutto il carteggio tra Comune, Amiu, Regione e Arpa per rendere pubblica  la verità.

E' vostro dovere chiarire se c'è stato o meno sversamento di percolato nel terreno, e, se c’è stato, accertare e rendere pubblici l’entità del danno ambientale e da quanto tempo si protrae.

E’ vostro dovere cambiare rotta sulla gestione dei rifiuti, in quanto le vostre ricette sono fallite ovunque.

Dicevamo prima che c'è un disegno scellerato nel vostro operato.

Avete ferito irrimediabilmente la nostra città. Ferita che difficilmente si rimarginerà, ma, prima che inferiate il colpo mortale definitivo, o vi dimettete, oppure quello che resta della società civile di questa città ha il dovere di fermarvi.

Vincenzo Ferreri - Anna Rossi - Coordinamento Rifiuti Zero


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