ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Caso discarica di Trani, l'amarezza del Comitato rifiuti zero: «Abbiamo lottato invano per due anni, e questi sono i risultati»

C'è un disegno scellerato in chi governa la nostra città: privilegiare l'interesse di pochi a scapito della collettività. Sono anni che lo denunciamo. Prima di noi lo hanno fatto in molti altri, tra partiti e associazioni. Non crediamo di saperne più degli altri, o di essere gli unti del Signore, per cui chi non fa come diciamo noi sbaglia.

Semplicemente crediamo che la critica costruttiva, il dibattito, l'analisi collettiva delle problematiche permetta scelte più oculate, tutela degli interessi collettivi e condivisione delle responsabilità.

Sono due anni che chiediamo la progressiva chiusura della discarica, definita in questi giorni “colabrodo”, attraverso la Strategia Rifiuti Zero. Non perché appartenenti alla setta di Ercolini (tra i primi divulgatori della strategia in Italia), ma perché una serie di esperienze negative sul territorio italiano, insieme a quelle positive, ci ha convinto della fattibilità di una scelta che porterebbe notevoli benefici in termini di tutela del territorio, della salute pubblica e dell'integrità dei prodotti della nostra terra. E noi non chiediamo di adottare queste pratiche e basta, ma chiediamo di analizzarle insieme, con i cittadini e con chi ci amministra. Più volte ci siamo resi disponibili anche a finanziare dei viaggi ai nostri amministratori in comuni del nostro piccolo paese in cui le pratiche positive si sono realizzate, magari anche con difficoltà, ma si sono realizzate. Al contrario i nostri amministratori, mettono in pratica azioni improvvisate e non condivise (il programma elettorale del sindaco Riserbato prevedeva tutt'altro).

La chiusura della discarica di qualche giorno fa, mette in evidenza le nebbie che circondano la contrada “Puro Vecchio”. Si vociferava, e alcuni consiglieri comunali e regionali lo hanno confermato, ci fossero denunce di lavoratori della stessa municipalizzata su alcune azioni intraprese dai vertici Amiu, denunce dell'Arpa su alcuni rischi legati alla discarica. Ma tutto questo non ha minimamente messo in discussione il vostro operato. Avete continuato per la vostra strada mettendo in secondo piano l'interesse collettivo. Siamo cresciuti con l'insegnamento della bontà della gestione pubblica rispetto a quella privata, perché rispettosa degli interessi di tutti. Oggi, solo per aver messo in discussione questa certezza nell'opinione pubblica, dovreste avere la decenza di dimettervi. Invece leggiamo dalla stampa, che, anziché cambiare strategia e andare verso la riduzione dei rifiuti, con il porta a porta spinto in tutta la città, proponete la realizzazione di un quarto lotto. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico, e voi a quanto pare siete maestri del perseverare.

E' vostro dovere pubblicare tutto il carteggio tra Comune, Amiu, Regione e Arpa per rendere pubblica  la verità.

E' vostro dovere chiarire se c'è stato o meno sversamento di percolato nel terreno, e, se c’è stato, accertare e rendere pubblici l’entità del danno ambientale e da quanto tempo si protrae.

E’ vostro dovere cambiare rotta sulla gestione dei rifiuti, in quanto le vostre ricette sono fallite ovunque.

Dicevamo prima che c'è un disegno scellerato nel vostro operato.

Avete ferito irrimediabilmente la nostra città. Ferita che difficilmente si rimarginerà, ma, prima che inferiate il colpo mortale definitivo, o vi dimettete, oppure quello che resta della società civile di questa città ha il dovere di fermarvi.

Vincenzo Ferreri - Anna Rossi - Coordinamento Rifiuti Zero


Notizie del giorno

Liste attesa: 78 anni e priorità D, ma la visita urologica sarà fra tre anni Luna park gratuito per i ragazzi diversamente abili: domande entro il 23 luglio Patronale, diffuso il programma: «Sarà festa della meraviglia» Post maltempo, villa ancora chiusa. Superlavoro notturno di Amiu Crolli di alberi, Gioventù nazionale: «Il maltempo non può essere un alibi» Vento impetuoso, giù tre alberi: nessuna conseguenza Alta marea anomala, l'acqua invade il piazzale della Lega navale Sant'Anna, prosegue il percorso verso la festa "Dove il futuro mette radici": focus su giovani, lavoro e sviluppo della Puglia questo mercoledì in biblioteca Cultura incontra città, per «Agorà» di Tranensis oggi Trifone Gargano L'ebanista fa il bis, questo venerdì "Aperipoesia" tra poesia, improvvisazioni musicali e convivialità Ottocento anni di memoria francescana: Fondazione Seca porta in piazza Duomo il 22 agosto il musical «Forza venite gente» Caso fotografo, parla il legale: «Adulterio scoperto e macchinazione ai suoi danni, altro che stalking» Battiti, accertati danni in piazza Quercia. Galiano in radio: «Riparandoli, si ripulirà anche la pavimentazione» Campane, appello Amiu ignorato: ecco i primi abbandoni selvaggi. Galiano: «Saremo severi» Il Trani si è radunato e profuma di rosa: un abbonato su cinque è donna Memorial Avantario, lo Sporting ricorda il «sindaco gentiluomo» con il tennis TRANINCHIARO. Maggioranza compatta, ma ai vertici perde un’occasione politica «Ripartire dal mare per rilanciare la blue economy»: il talk di Forza Italia con sindacati e categorie Oasi è tornata in centro: nuova sede e servizi per anziani e migranti Siepi, taglio in corso. Fino alla prossima emergenza Finti benefattori trasformano marciapiede in discarica: «Quando ho preso la targa è fuggito» Galiano in radio: «Calice soppresso? Non è ancora detto». E riapre al Giullare Ponte sulla Trani-Andria, si varano le travi: disagi fino a fine mese «La notte dei figli delle stelle», Trani unita nel nome di Saverio Prosegue il progetto "Il Sogno di Angelica": da Trani al Kenya la solidarietà non si ferma Stalking contro ex genero, chiesto giudizio per fotografo tranese Emergenza caldo, gli ingegneri Bat: «Sicurezza cantieri sia parte integrante della progettazione» Emergenza caldo, Merra (Gs) pensa anche agli animali: «Si tutelino con idonee misure» Da Kubrick a Hitchcock, passando per Antonioni: torna «Cinema fuori museo» di Fondazione Seca