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Trani, giunta verso il rimpasto. Bottaro: «I dissidenti non hanno votato quello che i loro assessori hanno approvato»

Sulle recenti vicende politiche cittadine, il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, rompe il silenzio e dichiara: «Ho deciso di candidarmi a Sindaco di Trani perché ho sentito, forte, l’esigenza di dare il mio contributo alla città, di prendermene cura. Tante, troppe, questioni irrisolte, troppo lassismo, troppa rassegnazione rispetto alle cattive prassi, rispetto al fatto “che tanto è così che funziona e le cose non cambieranno mai”. Mi sono candidato con la convinzione che le cose potessero cambiare. In poco più di un anno e mezzo, abbiamo affrontato di petto tante questioni per anni irrisolte: abbiamo evitato con la ricapitalizzazione che l’Amiu fosse liquidata e chiusa, abbiamo ricominciato a presentare progetti, a candidarli ed a vincere finanziamenti: ricordo che, oltre il finanziamento per il parco di via Polonia recentemente inaugurato, abbiamo ottenuto per Trani 18 milioni di euro da investire in opere pubbliche nelle periferie, abbiamo avviato l’iter per la riqualificazione del lungomare, abbiamo installato i varchi sul porto, abbiamo cominciato a chiedere il rispetto delle regole: chi doveva soldi al Comune adesso sta pagando, dal canone di fitto degli immobili comunali agli oneri di urbanizzazione.

Ricordo ancora che, al momento dell’insediamento, Il Comune di Trani era di fatto “commissariato” dalla Corte dei Conti, con bilancio e spese bloccate. Ricordo ancora il mio primo giorno da Sindaco, trascorso per rimuovere da ogni angolo dalla città cumuli di immondizia, con la raccolta ferma. Questa era la Trani che ho ereditato e che stiamo tirando fuori dalle sabbie mobili con una ricetta semplicissima: risanare e progettare.

Volere bene alla propria città ed essere persone serie significa guardare in faccia la realtà ed assumersi le proprie responsabilità, senza girare la testa dall’altra parte e far cadere sulla testa dei cittadini di Trani, negli anni a venire, pesantissimi debiti fuori bilancio che segneranno il futuro della città. Abbiamo detto basta a questo modo di fare. I problemi di ieri e di oggi li risolviamo oggi. È ciò che ho detto in campagna elettorale ed è ciò che sto facendo perché mi ritengo una persona seria. Il piano economico finanziario relativo al servizio di igiene urbana per l’anno 2017 e l’aumento delle tariffe Tari (provvedimenti sofferti) vanno esattamente in questa direzione.

L’aumento è contenuto se si considera il costo di trasporto e stoccaggio dei rifiuti prodotti in città, una problematica, questa, che deriva dalla chiusura della discarica, emergenza (fra le tante) che abbiamo dovuto affrontare fin dal primo giorno di governo. La chiusura dell’impianto ha determinato, lo ricordiamo ancora una volta, ingenti mancati introiti che sono andati ad incidere sui costi di gestione dell’Amiu, comportando per il Comune l’aggravio delle spese derivanti dal conferimento in altre discariche pugliesi.

La Giunta ha responsabilmente approvato il Pef e l’aumento della Tari. In Consiglio comunale, invece, è stata registrata una spaccatura interna. I consiglieri comunali di maggioranza che hanno deciso di non votare il Pef devono spiegarci, ora, perché, invece, i loro assessori di riferimento hanno fatto l’esatto contrario. Bisogna dunque ritenere che gli assessori in carica non sono più riferimento politico di questi consiglieri? Non godono più della loro fiducia? Se si è rotto questo rapporto, lo si dica chiaramente e il sottoscritto ne prenderà atto».

Per quanto riguarda la sua assenza, il primo cittadino dice: «Non ho potuto partecipare ai lavori consiliari per motivi personali dovuti a delle visite mediche calendarizzate da tempo. Lo avevo annunciato in una conferenza stampa convocata proprio per spiegare il contenuto del Pef e l’aumento della Tari, mettendoci come sempre la faccia, come fanno le persone per bene».


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