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Rifiuti, Caracciolo «smonta» la differenziata: «Da sola non basta, per chiudere il ciclo servono anche impianti». Cosa aspettarci a Trani?

“La modifica e l’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti è la sfida più grande che la Regione Puglia è chiamata ad accettare e affrontare. Per anni si è puntato esclusivamente a promuovere la raccolta differenziata, facendola passare come soluzione del problema rifiuti in Puglia e non come momento fondamentale e necessario di un percorso virtuoso, ma pur sempre un passaggio di un meccanismo che invece deve evolversi verso un'economia circolare e verso la chiusura, sostenibile e programmata, del ciclo dei rifiuti per la cui chiusura diventa imprescindibile parlare di impiantistica”.

Così l’Assessore Regionale alla Qualità dell’Ambiente Filippo Caracciolo,intervenendo questa mattina presso la Fiera Ecomondo di Rimini, alla Tavola Rotonda “Ciclo integrato dei rifiuti nella regione Puglia, Cultura – Tecnologie e Innovazioni”.

Secondo Caracciolo “la strada che abbiamo deciso di intraprendere è, in realtà, l'unica percorribile: investire in un'impiantistica pubblica tecnologicamente avanzata, pienamente sostenibile per dal punto di vista ambientale in grado di connettersi al sistema privati in modo da poter gestire in autonomia almeno il 50% del flusso dei rifiuti regionali, creando economie di scala che a loro volta abbatteranno maggiori costi per i Comuni e, conseguentemente, genereranno vantaggi a medio termine per i cittadini pugliesi”.

“Non è nostra intenzione – ha continuato l’Assessore - e non rientra nel nostro programma fare la guerra ai privati, dobbiamo e vogliamo salvaguardare il pubblico interesse e per fare questo abbiamo necessità di rendere il sistema meno ingessato, avere più impianti a disposizione e sottrarci a quella che molte volte diventa una sorta di gioco al massacro con l’incubo da parte dei Comuni di non sapere più dove conferire sino a dover sospendere la raccolta in attesa di certezze sulla destinazione dei rifiuti.Si tratta di una rivoluzione copernicana, che passa necessariamente, dal finanziamento, dalla progettazione e dalla realizzazione, in tempi relativamente brevi impianti pubblici che abbiano l’Agenzia territoriale per la gestione dei rifiuti come soggetto attuatore e che vadano a completare la dotazione impiantistica già esistente, evitando così emergenze o smaltimenti di una frazione strategica per la raccolta differenziata qual è quella organica”.

“Seguendo i principi dell’economia circolare – ha concluso Caracciolo – stiamo provando concretamente a mettere in campo in maniera convinta soluzioni derivanti da una visione d'insieme, a 360 gradi, della gestione del ciclo dei rifiuti, programmando, progettando e investendo le risorse disponibili sulla base delle esigenze dei territori. Per vincere la sfida la Regione Puglia ha bisogno di avere al proprio fianco i Comuni, gli amministratori e le associazioni e i privati che conoscono il settore e possono offrire indicazioni utili all’intero sistema, perché solo se uniamo le forze di chi ha come obiettivo il miglioramento ambientale della nostra Puglia possiamo ambire ad un vero salto di qualità”.

Le dichiarazioni del neo assessore regionale all'ambiente riaprono interrogativi a 360 gradi: quali impianti? E dove? Appare evidente che Caracciolo vada, per prima cosa, alla ricerca di nuove discariche da attivare e, in questo caso, l'ampliamento di quella di Trani diventa più che mai un'ipotesi che la Regione vorrebbe percorrere. 

Ma servono anche impianti in proporzione alla prefigurata diminuzione della raccolta differenziata, e questi potrebbero essere non solo biostabilizzazione e compostaggio, ma, anche, inceneritori poiché l'Unione Europea parla di valorizzazione energertica dei rifiuti a valle della raccolta differenziata.


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