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Reggatta de Trani: quando canta i Police, Sting oscura Shaggy e infiamma piazza Duomo. Fuori museo 2018, riviviamo il concerto dell'anno

Se l'album più popolare dei Police si chiama Reggatta de Blanc, un motivo ci sarà. Sting, che di quella formazione scriveva quasi tutti i brani, ha sempre avuto un debole per il reggae e non ha mai fatto mistero di manifestarlo.

Anche nel corso della sua successiva attività da solista, spesso e volentieri quel genere è tornato ed oggi, in una fase della carriera in cui continua a piacergli rimettersi in gioco, ecco l'intuizione Shaggy.

Perché, insieme con lui, quel panorama si è reso ancora più chiaro, riuscendo a coinvolgere un pubblico sempre nuovo e produrre successi sempre più insperati.

Ne è nato, anche a Trani, un gran bel concerto in cui la voce e basso dei Police l'ha fatta da padrone, affiancato da uno Shaggy che ha svolto il suo compito secondo quello che era nel copione: cantare quasi tutte le canzoni a due voci, portando una mescolanza di influenze e fondendo due stili diversi per creare la miscela vincente. A supportarli, altri due coristi ed una band di tutto rispetto.

Il concerto, che ha fatto parte del cartellone di Fuori museo 2018, a cura della Fondazione Seca con il sostegno di Comune di Trani, Fondazione Megamark e Università Lum Jean Monnet, si apre alle 21.30.

La gente riesce a stare a stento seduta, sia perché la musica trascina, sia perché la scelta del palco dalla parte opposta rispetto alla cattedrale rende la platea in salita, e non più in discesa, e quindi chi è seduto davanti in qualche modo impalla chi è seduto dietro: ne fanno le spese soprattutto i diversamente abili, che si lamentano per la visione del concerto oscurata, e non sarà facile per gli organizzatori riuscire a rimettere le cose a posto.

L'apertura del concerto è con Englishman in New York in versione rap, mentre ben presto la scelta del posizionamento del palco si chiarisce nella misura in cui, sulla cattedrale vengono sparati fasci luminosi che animano il tempio.

Al contrario, il gran palco posizionato davanti a Palazzo Torres, avvolto da raggi colorati che si intrecciano a pieno ritmo, sembra uno spettacolo pirotecnico continuo, con la differenza che qui non ci sono i rumori dei botti, ma il suono degli strumenti e le voci dei protagonisti.

Il primo pezzo dei Police proposto è Every Little Thing She Does Is Magic, ed è da lì che la gente si scalda davvero perché, gira e rigira, Sting «è» i Police e, nonostante tutto quello che abbia fatto dopo, chiunque, ancora oggi continuerà ad accostarlo a quella band e confesserà di essere nato e cresciuto con le musiche dei Police.

E poi Message in a bottle, Walking on the moon, So Lonely, Roxanne, Every Breath You Take: sei pezzi dei Police, dunque, presi da ciascuno dei cinque album da quella formazione realizzati. La doppietta proviene dall'album d'esordio, Outlandos d'amour, con i mitici So Lonely e Roxanne.

Il primo dei pezzi del binomio Sting-Shaggy è stato proprio quello presentato a Sanremo, Don't make me Wait, seguito dall'attuale singolo ben piazzato nella chart, Dreaming in the Usa.

Shaggy non rinuncia a far cantare e ballare i suoi successi più famosi: il primo è Angel, poi arrivano Hey sexy lady e Boombastic, intrecciato con Roxanne,

Chiusura con Fragile, che rappresenta uno dei pezzi più sublimi dell'attività solistica di Sting. Piazza Duomo, dopo due ore e senza bis, si svuota felice di un evento che segnerà la storia dei concerti in città.

Nessun problema di ordine pubblico si è verificato, anche grazie alla presenzxa di 22 operatori di Trani soccorso, con relativi mezzi. In particolare: 4 medici, gratuitamente all'opera; 1 infermiere; 2 ambulanze; 1 mezzo antincendio; 4 operatori addetti all'antincendio a rischio elevato.

Valore aggiunto della serata, la presenza di tantissimi turisti, molti dei quali hanno scelto di pernottare a Trani dopo il concerto invertendo la tendenza di passare da noi e dormire altrove: questa volta, Sting ha cambiato le abitudini del turismo mordi e fuggi. 

Fra i Vip, l'ex ministro e parlamentare in carica Maria Elena Boschi, ospite del presidente del consiglio comunale Fabrizio Ferrante, e che ha anche visitato il Museo delle macchine per scrivere della Fondazione Seca.

E chi aveva storto il muso per il presunto prezzo troppo alto, probabilmente si sarà ricreduto: Sting, il prezzo del biglietto, lo vale sempre.


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