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Export dei prodotti nostrani, per Coldiretti Puglia «la Regione è a due velocità»

La Puglia si conferma una regione a 2 velocità nelle esportazioni di prodotti agroalimentari, secondo lo studio elaborato dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, in collaborazione con Coldiretti.

Nella top 20 della classifica italiana delle province che esportano prodotti made in Italy c’è solo Bari all’11esimo posto, segnala Coldiretti Puglia, con quasi 1 miliardo di euro di export agroalimentare nel 2018, mentre si posizionano al 43esimo posto la provincia di Foggia, al 66esimo posto quella di Brindisi, alla 68esima posizione la provincia della Bat, al 69esimo posto la provincia di Taranto e all’83esimo Lecce.

Sempre Bari è al 15° posto della classifica italiana delle province che esportano olio, con 53 milioni di euro e un aumento rispetto al 2017 del 10,3%, mentre Brindisi, pur perdendo il 6,2%, ha raggiunto nel 2018 i 39 milioni di euro per l’export di olio e il 19esimo posto nella classifica nazionale.

L'olio è il terzo prodotto pugliese più esportato e rappresenta il 9% dell’export di olio dall’Italia. La Puglia produce oltre il 50% dell’olio extravergine di oliva italiano, con un grande sforzo da parte di olivicoltori e frantoiani di arrivare sui mercati nazionali ed esteri con un prodotto di alta qualità e una rinnovata immagine e visibilità, rispondendo alla crescente domanda mondiale su cui incide la maggiore consapevolezza degli effetti positivi sulla salute associati al consumo di olio di oliva, provati da numerosi studi scientifici che hanno fatto impennare le richieste di quel segmento di popolazione che nel mondo è attento alla qualità della propria alimentazione.

L’export del vino salva la provincia di Lecce che, pur posizionandosi all’83esimo posto della classifica nazionale, ultima delle province pugliesi, recupera nel 2018 un ragguardevole 14,60% rispetto all’anno precedente. La Puglia con 11 milioni di ettolitri di vino prodotti nel 2018 è tornata al primo posto della classifica delle regioni più produttive, seguita dal Veneto (10,3), dall’Emilia Romagna (7,8) e dalla Sicilia (5,8). Le quatto regioni sommano circa 36 milioni di ettolitri, ossia il 65% di tutto il vino italiano. Le esportazioni dei vini pugliesi sono cresciute nel 2018 del 6,7%, una conferma della grande dinamicità del settore.

Buona posizione della provincia di Foggia, quinta nella classifica delle esportazioni di frutta e ortaggi lavorati e conservati con 158 milioni di euro nel 2018, sul totale regionale di 186 milioni di euro. Oltre agli scambi storici e consolidati verso la Germania, la Puglia si è imposta negli ultimi anni in Tunisia, Francia, Polonia, Regno Unito e Svizzera, oltre a Benelux, Scandinavia, Spagna, Albania, Grecia. La specializzazione strutturale dell’orticoltura pugliese, legata alla spiccata vocazione pedoclimatica, flessibilità e tradizione imprenditoriale, consente di proporre una amplissima gamma di prodotti e si manifesta anche in termini di performance produttive. Tutto ciò va tutelato e promosso sui mercati italiani e mondiali.

La specializzazione strutturale dell’orticoltura pugliese, legata alla spiccata vocazione pedoclimatica, flessibilità e tradizione imprenditoriale, consente di proporre una amplissima gamma di prodotti e si manifesta anche in termini di performance produttive. Tutto ciò va tutelato e promosso sui mercati italiani e mondiali.

Il 27% delle aziende presenta una produzione di ortive, mentre il 58% in quella di fruttiferi. Le percentuali si invertono ove si consideri la SAU, visto che per le coltivazioni ortive la SAU aumenta al 55,7% mentre l’incidenza dei fruttiferi sulla superficie complessiva scende al 33,7%. Le dinamiche intercensuarie evidenziano un processo di ristrutturazione aziendale, con una forte riduzione della numerosità delle aziende, cui è associato un aumento della SAU, particolarmente significativo nel comparto delle ortive, spiega Coldiretti Puglia.

Ancora bassa invece la capacità di esportazione nelle Americhe, in Cina, in Russia, in Giappone, un tema su cui impattano problematiche di conservazione degli alimenti, complessità logistica e lontananza dei mercati.

Sono cresciute ancora del 3,9% per l’olio e del 6,7% per i vini le esportazioni pugliesi, mentre perde il 5,3% il segmento della pasta, pur restando determinante per l’export pugliese. Le battaglie di Coldiretti Puglia per tutelare il patrimonio del ‘made in Italy’ agroalimentare e  bloccare  lo scippo di identità che il territorio quotidianamente subisce ad opera dei famigerati agropirati nazionali ed internazionali trovano ragion d’essere nel valore delle principali filiere agroalimentari pugliesi, pari a  542.000.000 euro per la  pasta e i prodotti da forno, 576.000.000 euro per quella olearia e 462.000.000 euro per la filiera vinicola e il pomodoro da industria di cui la sola provincia di Foggia è leader con 3.500 produttori che coltivano mediamente una superficie di 26 mila ettari, per una produzione di 22 milioni di quintali ed una P.L.V. (Produzione Lorda Vendibile) di quasi 190.000.000 euro.

La Puglia, secondo i dati ISMEA, è prima in Italia per aziende ortive in piena area (ortaggi non coltivati in serre), seconda dietro la Sicilia per frutteti, terza per i legumi. In particolare ha numeri da record su pesche, uva da tavola e agrumi per quanto riguarda la frutta, mentre nelle produzioni ortive su lattughe, fave, carciofi e pomodori da industria.

Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia 

Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti 


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