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Legambiente Puglia presenta «Spiagge e fondali puliti» e l'indagine «Beach litter», che ha coinvolto anche Trani

Mozziconi di sigarette, stoviglie e shopper di plastica, bottiglie di vetro, pezzi di polistirolo, tappi e lattine di bevande, cotton fioc, blister di medicinali, reti per la coltivazione dei mitili, materiale da costruzione. Beach litter, l’indagine di Legambiente sui rifiuti nelle spiagge, rileva l’urgenza di stili di vita corretti e più sostenibili, per fronteggiare un’emergenza che diviene via via più allarmante. Le spiagge italiane sono soffocate da rifiuti d’ogni genere – 10 per ogni metro – causati in primis da una cattiva gestione nelle case, ma anche dalle criticità dei sistemi depurativi, da attività produttive e dall’abbandono volontario.

I dati pugliesi 2019 sono stati illustrati a Bari durante la presentazione di Spiagge e fondali puliti, l’annuale campagna di Legambiente che il 25 e 26 maggio vedrà all’opera numerosissimi volontari per ripulire i litorali dai rifiuti abbandonati. All’incontro hanno partecipato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia; Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia; Contrammiraglio Giuseppe Meli, Direttore Marittimo della Puglia e della Basilicata ionica; Domenico Vitto, presidente di Anci Puglia.

16.282 i rifiuti individuati dai circoli di Legambiente Puglia, per una media di 1163 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia. Anche quest’anno domina la plastica, pari all’80% dei rifiuti rinvenuti, seguita da metallo (5,4%), vetro e ceramica (4,6%), carta e cartone (4,3%), legno (2,7%), gomma (1,9%), tessili (1,0%), prodotti chimici/sintetici (0,3%). La top ten dei rifiuti più trovati comprende tra gli altri mozziconi di sigarette, buste nere per l’immondizia, tappi e anelli di plastica, reti per mitili o ostriche, polistirolo.

La cattiva gestione dei rifiuti urbani è a monte dell’81% dei rifiuti, le attività di pesca e acquacoltura del 16% (reti, scatoline delle esche, lenze), la carenza dei sistemi depurativi del 3%.

14 le spiagge in Puglia passate al setaccio, pari a 29.200 mq di area campionata: spiaggia di Strada del Baraccone a Bari, spiaggia Porto Rosso a Monopoli (Ba), spiaggia San Vito-Colonna (Cava Calcarenite Storiche) a Polignano a Mare (Ba), spiaggia del lungomare Pietro Paolo Mennea a Barletta (Bt), spiaggia Belvedere via Valerio a Margherita di Savoia (Bt), spiaggia Boccadoro a Trani (Bt), spiaggia Scoglio del Cavallo Santa Sabina a Carovigno (Br), spiaggetta tra Sant’Isidoro e il Lido dell’Ancora a Nardò (Le), Cave di Otranto (Le), spiaggia di Scalo di Forno a Porto Cesareo (Le), Lido Piccolo a Gallipoli (Le), spiaggetta di San Cataldo (Le), spiaggia Marchese a Maruggio (Ta), spiaggia presso Parco Cimino a Taranto.

Beach litter è un’indagine annuale di citizen science nata nell’ambito di Spiagge e fondali puliti. Al suo quinto anno, è tra le più importanti esperienze di ricerca scientifica in Italia e nel mondo, realizzata dalla forte capacità di fare rete dei volontari. Il monitoraggio viene effettuato su un’area lunga 100 metri, che si estende dalla battigia alla fine della spiaggia. Un protocollo scientifico e riconosciuto dall’Agenzia Europea dell’Ambiente stabilisce che solo i rifiuti di dimensioni maggiori di 2,5 cm siano raccolti, senza scavare. Gli oggetti individuati vengono contati, catalogati, digitalizzati e sintetizzati infine nel dossier.

A margine dell’incontro di oggi è stato presentato inoltre il Vademecum per una strategia plastic free, realizzato da Legambiente in collaborazione con Chimica Verde Bionet. È una “guida” rivolta alle Amministrazioni, per sollecitarle e aiutarle a intraprendere un percorso di riduzione, sostituzione e corretta gestione dei materiali in plastica. Il vademecum indica ai Comuni le azioni e gli strumenti metodologici da adottare, a breve e lungo termine, per diventare gradualmente plastic free, a partire dall’attivazione di percorsi condivisi con uffici pubblici, cittadini e attività commerciali e artigianali.

Alcune delle azioni prevedono l’eliminazione graduale degli oggetti in plastica monouso dagli uffici pubblici; la sostituzione dei bicchieri in plastica usa e getta con bicchieri compostabili o riutilizzabili nelle attività ristorative e negli esercizi commerciali; l’installazione di erogatori d’acqua potabile nel territorio comunale, per ridurre l’acquisto e il consumo delle bottigliette in plastica.

«In questi ultimi mesi diversi Comuni si stanno rincorrendo nell'approvazione di ordinanze plastic free, un bellissimo segnale, ma crediamo stia accadendo tutto troppo in fretta e in maniera disordinata – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia -. Ridurre in modo sostanziale la plastica nelle vite dei cittadini e nelle dinamiche economiche di commercianti e uffici pubblici è un passaggio che va fatto per gradi e deve essere preceduto da adeguati momenti di preparazione e partecipazione della cittadinanza e dei diversi stakeholder. Per questo oggi abbiamo voluto realizzare un vademecum che ha lo scopo di indicare alle amministrazioni quella che secondo noi è la strada più corretta per intraprendere un percorso di riduzione, sostituzione e corretta gestione dei materiali plastici, in diversi momenti temporali, con suggerimenti, chiarimenti e condivisione di buone pratiche già messe in campo da alcune amministrazioni virtuose. Senza percorsi partecipativi che preparino esercenti e cittadinanza ad essere plastic free, si otterranno solo scarsi risultati».

«Legambiente ha il pieno sostegno di Anci Puglia per un percorso di riduzione e sostituzione dei materiali in plastica – ha detto Domenico Vitto, presidente di Anci Puglia -. Il Vademecum per una strategia plastic free è un segnale concreto, un ottimo strumento per dare l’avvio a una strategia condivisa. Nelle prossime settimane firmeremo un protocollo d’intesa che darà continuità formale a questo impegno».

A Trani, sono stati raccolti 1115 rifiuti in una spiaggia di 800 metri quadrati, e molti oggetti di plastica (898), per una percentuale dell’81 %.

 


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