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«Diffamazione in consiglio», Nacci querela Cinquepalmi. Procacci (Trani a capo): «Andremo sereni davanti ai giudici, ma intanto Amiu risponda nel merito»

L’amministratore unico di Amiu, Gaetano Nacci, ha presentato denuncia-querela nei confronti della consigliera comunale del movimento Trani#ACapo, Maria Grazia Cinquepalmi, accusandola di aver diffamato Amiu e offeso le capacità e la professionalità dello stesso Nacci. Di seguito il commento del portavoce di Trani a capo, Antonio Procacci.

***

Il riferimento di Nacci è a quanto Maria Grazia ha affermato in Consiglio comunale in merito ai legittimi dubbi sulla veridicità degli ultimi bilanci di Amiu, compreso l’ultimo, approvato il 26 giugno scorso. Dubbi che peraltro il nostro movimento ha ribadito in più circostanze negli ultimi anni ed ha anche segnalato alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti.

Purtroppo non è la prima volta che le nostre azioni, finalizzate a tutelare gli interessi dei cittadini di Trani ed esercitate con i pieni diritti che vengono riconosciuti ai rappresentanti dei cittadini in Consiglio comunale, subiscono azioni come quella di Nacci, che anziché articolare una risposta nel merito, ha pensato bene di presentare una querela per diffamazione, non prima di inviarci una scomposta risposta, con linguaggio tutt’altro rispettoso del ruolo dei Consiglieri comunali.

La differenza è che Nacci alle sue risposte e alla sua querela non ha allegato uno straccio di documento che supporti il suo risentimento per le dichiarazioni, legittime, fatta da un Consigliere comunale nell’Aula consiliare, mentre i consiglieri di Trani#ACapo, nell’esposto presentato alla magistratura penale e contabile, hanno supportato le loro dichiarazioni con documenti ufficiali. Vedremo come andrà a finire.

Vogliamo intanto tranquillizzare Nacci: non temiamo le querele, perché le carte siamo abituati a studiarcele e le leggi le conosciamo. Certo fa specie che l’amministratore di un’azienda di proprietà del Comune prenda un’iniziativa del genere, querelare un consigliere comunale, senza prima quanto meno provare ad articolare una risposta nel merito ai rilievi sollevati.

E fa specie anche che proponga una mediazione finalizzata alla conciliazione: se pensa di essere stato offeso, che senso ha chiedere di conciliare? No, caro Nacci, nessuna mediazione, andiamo davanti ai giudici.

Ma al di là di questo, ci può spiegare Nacci come mai i costi di messa in sicurezza della discarica, oltre 4 milioni, che noi nel Consiglio comunale del 6 giugno abbiamo contestato essere stati messi in bilancio come “immobilizzazioni immateriali” e quindi non contabilizzati, poi magicamente siano stati spostati in una posta diversa, denominata “anticipazioni su ordinanza n. 25/2016”, nel bilancio approvato il 26 giugno?

Se noi lo abbiamo diffamato contestandogli quel fatto specifico, perché hanno ritenuto di dover modificare la posta di bilancio solo 20 giorni dopo?

Senza parlare del fatto che noi consideriamo quei costi come ordinari, in quanto attribuibili all’emungimento del percolato, e pertanto andrebbero inseriti come costi di bilancio, altro che immobilizzazioni o anticipazioni sull’ordinanza. È su questo che Nacci dovrebbe rispondere, altro che querele.

Si ritiene diffamato perché in Consiglio abbiamo contestato i piani di risanamento societari che ci hanno sottoposto in sede di ricapitalizzazione? Ma l’ingegner Nacci ha letto l’ultima pronuncia della Corte dei Conti? Ha letto ciò che ha scritto sulla ricapitalizzazione di Amiu?

Non ce ne staremo fermi e zitti, come forse si preferirebbe, dopo la querela di Nacci, altro che mediazione.

E sul reale stato di salute di Amiu io, il nostro capogruppo Aldo Procacci e la consigliera Maria Grazia Cinquepalmi, a cui va la solidarietà e il massimo supporto del movimento da me rappresentato, andremo avanti, senza alcun timore.

Anche perché i nostri timori, ad esempio, sull’utilizzo del fondo post gestione per le attività di messa in sicurezza della discarica, hanno trovato nel frattempo conferma proprio nelle parole di Nacci, nella relazione a corredo del bilancio 2018.

Noi abbiamo sempre contestato quanto previsto nell’ordinanza del Sindaco del 2016, che autorizzava per gli interventi di copertura per la messa in sicurezza della discarica il prelievo dei fondi accantonati (e vincolati) per la chiusura e post-gestione della discarica, “con successiva restituzione degli stessi mediante rivalsa nei confronti dei soggetti che verranno definitivamente individuati quali responsabili dell’inquinamento”.

Abbiamo sempre detto che quei soldi non si potevano toccare, per legge, e che comunque, a meno di superpoteri di preveggenza, il sindaco non poteva essere certo che qualcuno sarà condannato nel processo sul disastro ambientale.

Tant’è che nella relazione sul bilancio 2018 Nacci candidamente afferma che il Socio Unico di Amiu, rappresentato da Bottaro, ha chiarito che qualora l’azione di responsabilità in danno ai responsabili dell’inquinamento risultasse infruttuosa, come noi diciamo da anni, a ripristinare il fondo post gestione dovrà pensarci il Comune, che non sta portando la posta di debito nel suo bilancio. Quindi questi soldi, alla fine, ce li rimetteranno i cittadini di Trani.

Poi però noi veniamo querelati quando diciamo certe cose. Ce ne faremo una ragione, ma soprattutto ci difenderemo, come stiamo facendo in altre situazioni. E non ci fermeremo, se ne facciano una ragione loro.

Amtonio Procacci (portavoce Trani a capo)

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