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«Procedure censurabili sull'albo pretorio»: la denuncia di Laurora sul Pue di via Malcangi e sulla «svendita» della baia di Colonna

Se andate sul sito del Comune di Trani e cliccate sul link "Albo Pretorio" troverete tutti i provvedimenti amministrativi dell'Ente, dalle Determinazioni Dirigenziali, alle Ordinanze alle Delibere di Giunta e Consiglio Comunale.

Si dovrebbe istituire, sempre sull’Albo Pretorio una nuova sezione denominata "FURBETTI DEL CORONAVIRUS" nella quale dovrebbero essere inseriti alcuni provvedimenti discutibili.

Nell'ambito di questa nuova fattispecie è ricompreso il PUE di via Malcangi, la cui procedura è partita nel lontano 2015 e che ha subito una accelerazione a seguito di una variante presentata alla fine del 2019 e adottata dalla giunta dopo pochi mesi in questo periodo di emergenza sanitaria e di “distrazione di massa”. 

Abbiamo evidenziato per iscritto al Comune di Trani tutte le censure relative a questo PUE che è di enorme interesse ed impatto per la comunità, per il quale la VAS è definita nel 2016, mentre il progetto è del 2019 e, soprattutto sul quale non è stato acquisito nemmeno il parere positivo della Commissione Urbanistica Comunale, motivo per il quale abbiamo trasmesso via PEC a tutti i componenti della stessa le nostre osservazioni.

Quello che ci scandalizza maggiormente ed in modo particolare è che nel PUE non sia previsto né l’affaccio pubblico sul lungomare, né sia stato previsto il prolungamento di Via Gisotti atto a collegare Via Falcone con il lungomare Cristoforo Colombo. Questo prolungamento è importantissimo per l'intero quartiere e per tutta la viabilità cittadina. Come ci si può vantare di un semplice "allargamento" di via Pozzopiano, quando c'è poi la possibilità nello stesso quartiere di ottenere una strada gratuitamente e non lo si fa? Perche questa svendita del nostro territorio? A chi giova? E perché? Questa previsione è responsabilità diretta del Sindaco e di tutti coloro che sono entrati in questa procedura!

Un'altra procedura censurabile riguarda la svendita della Baia di Colonna. Dopo aver privatizzato quasi tutto l'arenile ora passiamo alla svendita pure dello specchio acqueo! E’ pervenuta infatti una richiesta da parte di una società di Melfi al fine di ottenere la concessione demaniale della nostra Baia (udite, udite) da novembre a maggio per ben DIECI ANNI. In totale spregio della norma regionale che prevede, per questo tipo di concessione, la preventiva approvazione del famigerato Piano delle Coste, quello che il sindaco sbandierava in campagna elettorale 2015 e che non si è mai visto ne' sentito.

Ma come si fa a mettere in pubblicazione sull'Albo Pretorio, in questo periodo di emergenza sanitaria, questo provvedimento che oltre ad apparire palesemente illegittimo, impatta così fortemente sulla fruibilità del nostro mare, a discapito di tutta la comunità cittadina?! Ma come si fa a dare 15 giorni di tempo per presentare un progetto alternativo altrimenti si rilascia una concessione per dieci anni?!

E questa società è abilitata ad installare corpi morti, catenarie, pedane, tubazioni e pompe, che riempiranno la Baia da novembre a maggio di ogni anno! Chi ha autorizzato il Dirigente dell'Area Urbanistica ad attivare questa procedura senza il Piano delle Coste, che deve essere approvato dal Consiglio Comunale e validato dalla Regione Puglia? Se si debba utilizzare lo specchio d’acqua antistante la Baia di Colonna, uno dei pochi tratti fruibili della nostra costa e in quale modo la si debba utilizzare, lo decide il Consiglio Comunale, in rappresentanza dei cittadini, non certo un Dirigente!

E dopo aver deciso come la si utilizza casomai, si individuail concessionario con un procedimento di evidenza pubblica, non con una mera pubblicazione all'Albo Pretorio per 15 giorni, lasso di tempo che già di per sè appare non congruo in tempi ordinari, figuriamoci in questo periodo.

Se così si deve procedere, allora è opportuno che i procedimenti amministrativi in questo periodo siano fermati, perché ne stiamo vedendo di cose strane, e su questo aspetto interpelleremo il Prefetto e gli organi preposti alla tutela della legittimità degli atti. Siamo alle solite, mentre da un lato ci si ammanta di beatitudine e pubblica virtù, dall’altro si agisce come furbetti del coronavirus, occultando i vizi privati.

Non è possibile che un’intera classe politica di rappresentanti dei cittadini tranesi (o proni e compiacenti sudditi del monarca?) assista a questo scempio senza agire a tutela della propria comunità. Per questo motivo abbiamo presentato le nostre osservazioni contro entrambe le procedure su citate e non abbiamo intenzione di fermarci.

 

Tommaso Laurora (candidato sindaco)

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