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Pasqua e Pasquetta, cosa portare in tavola? I consigli della biologa nutrizionista Vincenza Pellegrino

Uova di cioccolato, carne di agnello e torte di ricotta saranno le protagoniste delle nostre tavole in questi giorni pasquali, piatti che fanno parte della tradizione, cibi legati anche a dei simbolismi religiosi che è giusto rispettare, ma che ci portano anche a fare il pieno di calorie. Quest’anno siamo costretti a vivere una Pasqua diversa dal solito, molti dei rituali e delle abitudini a cui siamo abituati non ci saranno, ma cosa succederà dal punto di vista alimentare?

A spiercelo è la dott.ssa Vincenza Pellegrino, biologa nutrizionista: «Come ribadisco spesso, il lavoro maggiore sulla nostra salute e sulla nostra forma fisica va fatto giornalmente, seguendo con costanza un’alimentazione sana e bilanciata, e non saranno un pranzo o una cena importanti a cambiare eccessivamente le carte in tavola, soprattutto se questi “eccessi” sono vissuti con serenità e con equilibrio. Già perché mi preme sottolineare che in queste circostante la parola d’ordine è l’equilibrio e non privazione e astinenza».

Rispettare le tradizioni, ma sempre con un menù equilibrato: «Le tradizioni è giusto che siano rispettate anche a tavola, sono la gratificazione per la mente, per il palato e anche per il cuore. Pertanto non ci sono pastiere, cassatielli o torte pasquali fit o light che ne terranno il paragone; basterà non abbuffarsi, assaggiarne una piccola porzione e seguire delle semplici regole che ci aiuteranno a non uscire troppo dai binari. Innanzitutto cerchiamo di scegliere degli ingredienti di prima qualità, le materie prime che utilizziamo sono importanti per non fare il carico di grassi saturi, sale, additivi, conservanti e zuccheri semplici».

Ma non c’è Pasqua senza uova di cioccolato: «Attenzione però a non abusarne e a sceglierne la giusta tipologia - ci spiega la biologa nutrizionista -. Quindi usiamo e doniamo preferibilmente uova di cioccolato fondente, in tal caso, rispetto a quelle di cioccolato bianco o al latte, la massa di cacao sarà maggiore a discapito della quantità di zuccheri, il sapore ne risulterà più intenso e non innescherà in noi quello strano circolo vizioso legato all’eccesso di carboidrati che ci porterà a far fuori un uovo intero in mezza giornata! Un pezzo di cioccolato pari a 20/30g potrà essere usato nei giorni seguenti a fine pasto o a merenda».

Altra regola fondamentale è quella di non mangiucchiare prima dei pasti assaggiando continuamente le prelibatezze che stiamo preparando. Per ovviare a questo, la dottoressa consiglia di tenere sempre in frigo verdure fresche già pulite e tagliate. Così ovvieremo agli attacchi di fame facendo il pieno di vitamine, minerali e antiossidanti. Una buona porzione di verdura cruda è bene che venga consumata preventivamente prima del pasto, possibilmente accompagnata da un bicchiere di acqua, sarà un valido aiuto per non sederci a tavola eccessivamente affamati, schivando il pericolo di “azzannare” qualsiasi cosa possa capitarci sotto tiro.

Ma arrivando al clou, cosa possiamo portare sulle nostre tavole pasquali? 

«Per tradizione - continua Vincenza Pellegrino - il pranzo non può che iniziare con delle uova, simbolo di rinascita, fonte alimentare di proteine nobili, ma per non appesantire eccessivamente il nostro stomaco evitiamo che siano accompagnate da salse elaborate come maionese o tonnata, piuttosto serviamole sode o al massimo con salsine a base di yogurt. Altra presenza costante saranno i salumi: cerchiamo di prediligere bresaola o fesa di tacchino a salame, coppata o culatello molto più ricchi di grassi.

Per noi tranesi la pietanza tipica per eccellenza è il cosiddetto “benedetto”, un piatto unico e nutriente che vede l’accostamento tra fonti di carboidrati, proteine e grassi provenienti da piselli, agnello e uova, che è bene sia usato come primo piatto e non come “rinforzo” al pasto. Non può di certo mancare la classica grigliata di carne di agnello! Scegliamo dei tagli più magri, prediligiamo delle preparazioni più semplici come la cottura alla griglia invece del classico abbacchio extra farcito. Un piatto di cruditè fresche potranno accompagnare questo secondo piatto, ci aiuteranno a sentirci più sazi e andranno a sostituire ulteriori formaggi e salumi che siamo soliti consumare erroneamente come “accompagnamento” al pasto appesantendoci ulteriormente. Una piccola porzione di fragole ci aiuteranno a completare il pranzo che termineremo con un dessert».

A Pasqua non possiamo rinunciare ai tipici dolci: colombe, scarcelle, taralli di zucchero e pastiere faranno festa sulle nostre tavole. Come ci comporteremo di fronte a tante golosità? «Semplice, facciamo prevalere il buonsenso e non abbuffiamoci! Scegliamo una tipologia che ci piace maggiormente e gustiamone una porzione moderata senza sensi di colpa».

L'ultima regola per questa domenica di Pasqua è importante sia per il corpo che per la mente: «State lontano dalla bilancia nel giorno immediatamente successivo. Sicuramente noteremmo un aumento di peso che sarà scaturito da un eccesso di ritenzione idrica scaturito dall’introito maggiore di carboidrati, sale e condimenti nei giorni precedenti. Pertanto è bene nei giorni successivi idratarsi maggiormente, magari usando tipologie di acqua a basso carico di sodio, tisane a base di finocchio, betulla, tè verde, frutti rossi, karkadè. Attenzione a non farci guidare dai sensi di colpa e commettere l’errore di digiunare nei giorni seguenti, sottoporremmo il nostro corpo ad un eccessivo stress che ci porterà a cadere in abbuffate compulsive spinti da un eccessivo senso di fame. Invece ciò che dovremo fare è tornare, o iniziare per i più discoli, a seguire un’alimentazione bilanciata e lasciare spazio all’attività fisica; tramite allenamenti online o applicazioni apposite sui nostri smartphone possiamo dedicare più tempo all’attività motoria, permettendo un maggior dispendio energetico conferendo anche maggior benessere alla nostra mente oltre che al nostro corpo».


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