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Carcere di Trani, «apertura nuovo padiglione da 200 posti senza personale»: la denuncia del Sappe

C’era una volta il carcere di Trani che era considerato il fiore all’occhiello  del sistema penitenziario italiano,   poichè ospitava in sicurezza, la crema del terrorismo rosso, nero nonché i più famosi criminali italiani del momento. Il penitenziario di Trani costruito negli anni 70 diventò un carcere a massima sicurezza poiché a quel tempo era considerato strutturalmente all’avanguardia e molto sicuro. Da allora sono passati quasi 50 e molti lavori di manutenzione anche straordinari sono stati eseguiti poiché la struttura con gli anni è diventata fatiscente.

Purtroppo da allora la famosa sezione “blu” quella in cui erano ospitati terroristi e famosi criminali, è rimasta la stessa diventando un monumento al degrado ed alla fatiscenza, e nonostante ciò si continuano ad ospitare circa 200 detenuti costringendo anche i poliziotti a lavorare in condizioni igienico sanitarie fatiscenti. Negli ultimi tempi il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria ha più volte denunciato all’amministrazione penitenziaria ed ai mass media lo stato di degrado presente in tale reparto che ospita più del 60% della popolazione detenuta di Trani, con stanze singole con al centro un water, e locali docce da far paura.

Il SAPPE, nonostante gli “avvertimenti” minacciosi dell’amministrazione che non voleva, ha pure documentato con foto una situazione di assoluto degrado che offende la dignità di detenuti e la professionalità dei poliziotti. Chissà dove sono le varie associazione che tutelano i diritti dei detenuti (Antigone per esempio) radicali e garanti  sempre pronti a denunciare situazioni anomale o sparare addosso ai poliziotti. A seguito delle forti proteste del SAPPE, l’amministrazione penitenziaria promise che appena pronto il nuovo padiglione da 200 posti,  ci sarebbe stata il travaso di detenuti,  con la  chiusura immediata della sezione della vergogna.

La battaglia del SAPPE fu anche condivisa  dall’allora direttrice del carcere di Trani  dott. Piarulli  che, addossava la responsabilità di questa vergogna ad un amministrazione inefficiente ed inesistente. Come pure la Dirigente del carcere insieme ai sindacati ha sempre sostenuto  la necessità di integrare i  poliziotti penitenziari di Trani che,  si erano vista scippare con i nuovi organici del 2017,  una cinquantina di unità. Tutto ciò oltre alla grave situazione igienico sanitaria già descritta,  ha comportato aggravio di lavoro per i polizotti in servizio costretti a carichi di lavoro massacranti.

Proprio con la dott.ssa Piarulli in più occasioni abbiamo firmato documenti  con cui si chiedeva al DAP l’integrazione dei poliziotti,  al fine di garantire i diritti previsti dalle leggi dello stato a tutela dei lavoratori. Il 23 marzo 2018 alla notizia dell’elezione della direttrice del carcere di Trani a senatrice della repubblica  per il movimento 5 stelle, non solo il SAPPE ed  i poliziotti della regione, ma soprattutto quelli di Trani sono stati molto felici poiché finalmente potevano contare sull’aiuto di chi in prima linea, era a conoscenza   delle problematiche penitenziarie pugliesi, e  tranesi in particolare.

Purtroppo però sono passati DUE anni dall’elezione della senatrice Piarulli,  ma nessun intervento concreto a favore delle carceri Pugliesi  e di quello  di Trani è stato posto in essere, nonostante il ministro della giustizia Buonafede fosse della sua stessa parte politica. Così la nuova  senatrice che da direttore si lamentava  della sezione BLU, della carenza di poliziotti, del grave sovraffollamento  di detenuti che vede la regione Puglia tra le più disastrate della nazione, nel momento in cui poteva dare una mano concreta  al sistema  penitenziario regionale e locale, è scomparsa per poi riapparire solo per qualche fugace intervento di passerella e rappresentanza.         

Il SAPPE che rappresenta la quasi metà dei poliziotti pugliesi, ha ancora molta fiducia nella senatrice Piarulli   e spera  che questa assenza  di “ due anni” dal preoccuparsi di situazioni che conosce molto bene,  sia dovuta al “noviziato” per cui ci auguriamo che già da domani,  inizi ad interessarsi concretamente delle problematiche penitenziarie pugliesi che,  sono molto complesse e delicate a partire proprio dall’imminente apertura del nuovo  Padiglione  di 200 posti del carcere di Trani, pretendendo dall’amministrazione penitenziaria di utilizzare tale reparto solo  per ospitare i detenuti attualmente ristretti nella sezione “BLU” ai limiti della dignità umana che Lei conosce molto bene, che deve essere chiusa.

Nel contempo deve anche preoccuparsi che in occasione di tale apertura,  il DAP garantisca l’invio di un adeguato numero di poliziotti(almeno 50),  per assicurare la correttezza dei servizi.

Stesso impegno chiediamo alla senatrice del baschi blu,  per le imminenti aperture dei padiglioni di Lecce e Taranto,   ove sembrerebbe che il DAP non abbia intenzione di integrare  l’organico di polizia penitenziaria necessario per tali aperture.

Ultima cosa che chiediamo alla senatrice Piarulli è quella per cui nei nuovi padiglioni di Lecce, Taranto e Trani,  devono essere ospitati i detenuti ristretti nella regione, poiché allo stato la Puglia è di gran lunga il distretto più affollato della nazione con una percentuale superiore al 50%,  mentre a livello nazionale tale affollamento non supera l’8% con regioni che hanno carceri quasi vuote.

Senatrice Piarulli non dimentichi  che la sua intera vita professionale si è svolta all’interno dei penitenziari dove ha svolto un compito egregio,  vorremmo che quella disponibilità e professionalità la mettesse a disposizione del sistema penitenziario pugliese che,  le  sarebbe molto riconoscente.

Senatrice Piarulli, Batta un colpo…. glielo chiedono i suoi tanti collaboratori e sottoposti della polizia penitenziaria  che hanno sempre avuto fiducia in Lei, se ciò non dovesse avvenire Lei tradirà non solo tutti Noi , ma il suo stesso passato.

 

 

Federico Pilagatti, Segretario regionale Sappe


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