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Oggi si inaugura l'ex strettoia. Ma il M5stelle protesta: «Allargamento di via Pozzopiano anche nei costi»

Abbiamo letto con un sentimento di stupore misto a rabbia la  relazione del Responsabile unico del procedimento l’arch. Gianferrini sull’ampliamento di Via Pozzo Piano.

A pochi giorni dall’inaugurazione prevista per lunedì 13 luglio, dopo aver fatto rilievi, effettuato misurazioni, sopralluoghi e dopo  aver portato in consiglio comunale la delibera per l’allargamento  e aver pubblicizzato questo evento da parte del sindaco Bottaro con tanto di pezzo di muro in mano quasi a ricordare il crollo del più famoso muro che sancì la fine della guerra fredda, viene pubblicata da parte del RUP questa relazione che ci lascia stupefatti.

Vi spieghiamo perché.

Nella relazione sono riportate  le cause, condizioni e presupposti che hanno portato alle modifiche e varianti al progetto esecutivo dei lavori di allargamento di Via Pozzo Piano.

Si riferisce di “lavori supplementari resisi necessari e non inclusi nel contratto iniziale”. Volendo fare un breve sunto dei lavori extra effettuati leggiamo di:

- bonifica dell’area da manufatti in cemento amianto; miglioramento dell’incrocio tra via Pozzo Piano Via Tolomeo e Via Gramsci ampliamento della sede stradale e dei marciapiedi; creazione di arredo urbano mediante aiuola e piantumazione, demolizione cordolo e ricostruzione, finitura pavimentazione; ampliamento della sede stradale per complessivi mq. 166,25; realizzazione di n. 5 punti di captazione e smaltimento di acqua piovana costituiti ciascuno da 2 caditoie con coinvolgimento diretto della condotta fognaria acqua bianca.

L’espressione “...lavori resisi necessari”  cosa significa? E soprattutto ci chiediamo chi ha fatto il sopralluogo prima ed il computo metrico poi dei lavori sull’area interessata, omettendo tali e tante lavorazioni in più, compreso lo smaltimento di manufatti in amianto?

- “Miglioramento dell’incrocio”. A leggerla così sembra che il progetto definitivo iniziale prevedesse altro e che si sono resi necessari lavori supplementari per il miglioramento non inclusi nel contratto iniziale;

-“La creazione di arredo urbano mediante aiuole e piantumazione”  ma nel progetto iniziale non era previsto che: “considerato il tipo di contesto e la collocazione della via, non sono previsti particolari elementi di arredo o materiali di pregio o finitura” ?

- la demolizione cordolo e ricostruzione, la finitura della pavimentazione”, sono tutti lavori  non  previsti in fase progettuale?

-“Ampliamento della sede stradale”, come mai? Errore di rilievo o di calcolo?

- Ed infine dulcis in fundo è stata fatta una modifica ad un progetto iniziale che non prevedeva punti di captazione e smaltimento di acqua piovana? Sarebbe stato un errore clamoroso!

A noi  questo non risulta, infatti leggiamo nel progetto di ampliamento dell’Arch. Sarcinelli del 10/05/2018 che: “in alcuni tratti verranno posate delle caditoie per raccogliere l’acqua meteorica e coinvogliarla nei fossati e nei pozzi a perdere”.

E ci sembra alquanto normale questa previsione in quanto proprio su quella strada, in caso di pioggia, si forma un torrente che più avanti va  formare un bacino di acqua  pericoloso, che costringe a bloccare l’incrocio tra via Pozzo Piano e Via Falcone.

E qui sarebbe troppo facile dire “ve lo avevamo detto” quando nel corso di uno dei consigli comunali avevamo invitato, prima della approvazione del progetto, a valutare il rischio idrogeologico chiedendo il parere  dell’Autorità di bacino, che in seguito ha espresso parere favorevole.

Non crediamo assolutamente che in questo caso si sia attuato un mal costume spesso diffuso di alcune aziende aggiudicatrici di appalti pubblici di usare la strategia del ribasso nell’offerta per aggiudicarsi i lavori per poi in sede di realizzazione far emergere la necessità di “nuovi lavori resisi necessari” ne tanto meno pensiamo che questo possa essere stato fatto sotto l'attenta supervisione dei nostri dipendenti comunali.

Siamo anche fiduciosi  che quando l’attuale amministrazione vorrà pubblicare a quanto ammontano questi maggiori costi, “stranamente” non riportati nel provvedimento del RUP,per le opere successive realizzate, e a quanto ammonta l'indennità di esproprio (a proposito di questo non c'è nessuna traccia dei termini), nessuna azienda non vincitrice della gara di appalto possa fare ricorso!

 

Pietro Rutigliano attivista, Luisa Di Lernia e Vito Branà portavoce del Movimento Cinque Stelle


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