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Zona Zes, la replica dell'assessore Nenna: «Siamo in attesa della risposta della commissione esaminatrice»

“Lo stato della procedura amministrativa regionale di assegnazione delle Zone Economiche Speciali è ancora nella fase istruttoria, motivo per il quale le improvvide dichiarazioni rilasciate da taluni esponenti politici rischiano soltanto di inficiare la serena capacità di valutazione della commissione esaminatrice a discapito della nostra città”. A dirlo è l’assessora alle attività produttive della Città di Trani, Marina Nenna. “In momenti come questi il silenzio è opportuno. Interromperlo, al contrario, potrebbe rivelarsi dannoso e controproducente. Chi è intervenuto sull’argomento mi auguro lo abbia fatto esclusivamente per mera ignoranza delle procedure perché non voglio credere che ci sia qualcuno che stia auspicando un finale a danno della città solo per mera contrapposizione politica”.

L’assessora Nenna cogliere l’opportunità per spiegare in maniera compiuta cos’è la ZES e come è nata la candidatura di Trani per averne una sul proprio territorio. “La ZES – spiega - è un’area, individuata nelle Regioni del Sud, collegata a zone portuali (nel nostro caso, al porto di Barletta), per la quale sono previsti importanti benefici fiscali e semplificazioni amministrative, che mirano a consentire lo sviluppo di imprese già insediate o che si insedieranno, favorendo anche gli investimenti dall’estero nelle cosiddette zone retroportuali. Un’area in cui, in sostanza, gli imprenditori e le imprenditrici pagano meno tasse e soffrono meno burocrazia. Trani si è candidata e non da sola. La Provincia BAT, con l’ausilio del partenariato economico e sociale (organismo composto da tutte le parti economiche e sociali del territorio, da Confindustria alla CGIL), ha costruito un vero e proprio progetto di sistema territoriale integrato retroportuale, che ha visto l’Ufficio tecnico della Provincia coordinare gli uffici tecnici dei Comuni di Barletta, Canosa, Minervino, Spinazzola, Poggiorsini, San Ferdinando, Trinitapoli, ma soprattutto Trani. In questo processo di coesione, ruolo fondamentale nell’ampliare ad altre realtà territoriali il progetto da candidare all’avviso della Regione Puglia l’hanno avuto la stessa Città di Trani, ma anche, e soprattutto, il presidente della Provincia, Bernardo Lodispoto, ed il consigliere regionale Filippo Caracciolo, il quale, con eccellente lungimiranza politica, ha collaborato al coinvolgimento dei singoli territori, così da valorizzare anche le piccole realtà più distanti dalla zona costiera”.

“Nello specifico di Trani – prosegue l’assessora - il Comune di Trani ha candidato l’area produttiva di circa 1 milione e 400 mila mq a nord dell’abitato, ricompresa tra la ex statale 16 e la linea costa, identificandola come sito con valenza a gravitazione extracomunale, allo scopo di facilitarne la riconversione e rifunzionalizzazione nei termini di APPEA (Aree Produttive Paesaggisticamente ed Ecologicamente Attrezzate) anche in previsione del parco di Ariscianne- Boccadoro tra Barletta e Trani, così da configurare un progetto di sviluppo territoriale costiero tra Barletta e Trani, economicamente, socialmente e ambientalmente sostenibile”.

Il progetto ha una visione politica ben precisa. “L’area produttiva si interfaccia con il progetto di fattibilità tecnico economica redatto in esito al concorso internazionale di progettazione bandito dalla Provincia di Barletta Andria Trani per l’attuazione del progetto strategico territoriale del PTCP finalizzato alla riconfigurazione morfologica ed alla naturalizzazione del tratto di costa a nord del Castello Svevo, approvato con deliberazione del presidente della Provincia di BAT 28/2019, attraverso interventi di rinaturalizzazione progressiva orientata alla tutela, recupero e valorizzazione nonché allo sviluppo sostenibile della fascia costiera. L’area designata, quindi, si identifica come contesto produttivo legato strategicamente alla riconversione e rigenerazione di aree produttive abbandonate (settore lapideo) nei settori legati a nuove attività economiche e produttive in qualche modo connesse all’economia del mare e si conforma ad una strategia suolo zero, per il recupero di capannoni dismessi”.

L’assessora Nenna fornisce infine le ultime precisazioni sulla procedura. “Sono i dirigenti degli uffici tecnici dei singoli Comuni a fornire asseverazione circa l’assenza di vincoli derivanti dal PPTR sulle aree designate. Dall’esame della tavola allegata emerge con chiarezza l’individuazione proprio delle aree escluse dalla tutela ex articolo 142, comma 2 del decreto legislativo 42/2004. Nel nostro caso, il progetto definitivo ha subìto una doppia asseverazione: quella del dirigente dell’Area urbanistica del Comune di Trani, l’architetto Francesco Gianferrini, e quella dell’ingegnere Vincenzo Guerra, dirigente della Provincia, sulla cui competenza spiace che si voglia adombrare dubbio non so per quale motivo. Approfitto dell’occasione per ringraziare tutti i soggetti coinvolti nella stesura e presentazione del progetto per il prezioso e corposo lavoro corale svolto. Adesso attendiamo che la commissione esaminatrice si pronunci con la serenità di chi è consapevole di aver profuso ogni sforzo possibile, invitando tutti a non veicolare politiche del sospetto assolutamente inopportune e dannose”.


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