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Trani, Bottaro contagiato in casa: «Stiamo bene e nessun mio contatto è positivo. Raccomando a tutti mascherina e vaccinazione»

Sta bene il sindaco, Amedeo Bottaro, così come tutti i componenti del suo nucleo familiare. Infatti la positività del primo cittadino al covid-19, accertata nella giornata di sabato a seguito di tampone, è nata dal contagio contratto a scuola da uno dei figli, che inevitabilmente ha a sua volta contagiato l'intera famiglia.

Bottaro è l'unico ad avere qualche linea di febbre ed una forma di tosse, comunque poco frequente e gestibile con antibiotici e cortisone. Il sindaco si è auto isolato rispetto al resto della famiglia e dal luogo in cui si trova continuerà, sebbene a distanza, a portare avanti la vita amministrativa della città.

«La mia positività è persino frutto di un sesto senso - spiega il sindaco - poiché venerdì pomeriggio avevo avuto una sensazione che qualcosa non andasse pur non avendo alcun sintomo. Tanto che mi ero presentato ad una riunione presso Amiu chiedendo all'Amministratore unico Gaetano Nacci, poiché eravamo in una stanza e nonostante fossimo a distanza, di spalancare tutto perché sentivo di avere contratto il covid: mi risposero sorridendo, quasi come stessi farneticando, e invece i fatti mi hanno dato ragione».

Bottaro coglie l'occasione per una considerazione tanto ovvia, quanto necessaria: «Mi sono contagiato nell'unico luogo in cui non indosso la mascherina, vale a dire casa mia, e questo la dice lunga sulla necessità di tutelarci con i presidi di protezione individuale in qualunque luogo ci troviamo all'esterno delle nostra mura domestiche. È stato proprio questo che mi ha salvato dal covid per lunghi mesi, durante i quali ho fatto di tutto e incontrato: avevo messo in conto che prima o poi sarebbe dovuto accadere e, tutto sommato, sono persino contento che sia avvenuto così».

L'altra considerazione che emerge è che il sindaco si è contagiato anche perché non vaccinato. Bottaro pertanto, pur avendo potuto farlo in più di un'occasione, non ha approfittato di alcuna corsia preferenziale ed è rimasto, insieme con amministratori e dipendenti comunali, nell'attesa del suo turno.

Durante queste ormai lunghe settimane di vaccinazioni al palazzetto dello sport Tommaso Assi numerose sono state le circostanze in cui alcune fiale si erano rese disponibili per vaccinazioni dell'ultimo minuto, che avrebbero evitato lo smaltimento e lo spreco del medicinale. Ma queste sono state sempre solo utilizzate per il personale volontario della protezione civile che presta servizio in quella struttura e giammai in favore di altri, sindaco compreso.

«Mi è sembrato e ci è sembrato naturale rinunciare ad una vaccinazione privilegiata pur avendone la possibilità - spiega il primo cittadino -. Siamo al governo della città perché godiamo della fiducia dei nostri cittadini e dobbiamo, pertanto, dare loro l'esempio. Insisto però sul fatto che la vaccinazione serva e che anche questo episodio che mi riguarda farà sì che acceleriamo il più possibile la macchina del nostro "Palasalute" che già corre tanto ma potrebbe farlo ancora di più».

Nel frattempo ieri Bottaro ha incontrato in videoconferenza i dirigenti comunali per pianificare il lavoro di questa e della prossima settimana, quanto meno poiché gli isolamenti fiduciari riguarderanno numerose fra figure apicali, posizioni organizzative, funzionari e dipendenti, oltre che amministratori.

La cattiva notizia è che lo smart working inevitabilmente rallenterà la vita amministrativa, quella buona è che, ad oggi, nessuno fra i tanti contatti del sindaco risulta positivo. Segno del fatto che, fino a prova contraria, le cautele sono servite».

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