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Il consiglio comunale si chiude con il riconoscimento di quattro debiti fuori bilancio: i dettagli

Cadere per strada a causa della pavimentazione dissestata è certamente motivo utile per citare in giudizio il Comune, ma non sempre riuscendo ad ottenere quanto ci si prefigge. Molte volte, infatti, la giustizia riconosce solo in parte le responsabilità dell'ente pubblico, attribuendone in pari quantità al cittadino per la sua sostanziale disattenzione.

È il caso di una donna, che oggi ha 76 anni e ben sette anni fa cadde per strada chiedendo un risarcimento di oltre 33.000 euro: ebbene il consiglio comunale nella seduta di oggi gliene riconoscerà poco più di 10.000. Si tratta delle spese disposte dal Giudice onorario di pace del Tribunale di Trani, Salvatore Caradonna, che il 27 novembre 2020 si è pronunciato in merito all'incidente occorso ad una cittadina rovinosamente caduta invia Umberto, angolo via Ciardi, a causa della disconnessione della pavimentazione.

La donna aveva citato in giudizio il Comune di Trani chiedendo al Tribunale di riconoscere la totale responsabilità dell'ente per la mancata manutenzione della rete stradale comunale. La domanda dell'attrice veniva quantificata in 33.469 euro, tre volte più di quello che alla fine il giudice ha riconosciuto. Il motivo, infatti, sta nella circostanza per cui il tribunale di Trani ha ritenuto Palazzo di Città responsabile solo per metà dell'incidente avvenuto, e questo effettivamente a causa dello stato dissestato della pavimentazione.

Ma è anche vero che l'altra metà delle responsabilità sono state ascritte proprio alla cittadina, «caduta per un palese concorso di colpa da parte sua - scrive il giudice -, che ha inciso sul danno verificatosi. Le foto allegate agli atti - si legge testualmente nella sentenza - dimostrano infatti che il dissesto stradale, e quindi l'insidia, sarebbe stata certamente avvistabile, considerata l'ora in cui si è verificato il sinistro, se l'attrice avesse tenuto un'andatura più attenta e prudente. È pertanto evidente - conclude - l'esistenza di un concorso di colpa della parte attrice, consistito nell'avere tenuto un comportamento non consono allo stato dei luoghi, "illuminati, asciutti e puliti"», come dichiarato proprio da un teste citato da colei che aveva convenuto in giudizio il Comune.

A seguito del sinistro, avvenuto nel 2014, la donna aveva riportato la frattura trasversale scomposta della rotula destra. Da tali lesioni il consulente tecnico d'ufficio accertò che, a seguito del rapporto causale con l'incidente, derivavano una invalidità totale di 10 giorni, una relativa al 70 per cento di 30, una parziale al 50 per cento di ulteriori 30 giorni, un'altra parziale al 25 per cento di 30 e postumi permanenti nella misura del 7 per cento. Da qui la determinazione della somma da versare, pari a 6.600 euro, oltre le spese legali fino a concorrere al totale da riconoscere da parte del consiglio comunale: 10.291 euro. Il consiglio comunale ha approvato questo ottavo punto con 17 voti favorevoli.

Nel nono punto all’ordine del giorno si è discusso di una richiesta da parte di un cittadino al Giudice di Pace di Trani di dichiarare la responsabilità del Comune di Trani in un sinistro avvenuto in data nel gennaio 2009 causato dalla presenza di una buca sul manto stradale, a seguito del quale l’autovettura di proprietà di una società ha subito danni alle ruote. Con sentenza n. 48/2021 del 04.02.2021, il Giudice di Pace di Trani, ha accolto parzialmente la domanda della società attrice, pur spiegando la sentenza i suoi effetti nei confronti del successore, parte sostanziale, e dichiarando la corresponsabilità nel sinistro nella misura del 70% condannando l’ente al pagamento in favore della società attrice della somma di € 239,00 per danni materiali, oltre interessi legali dal sinistro e al pagamento delle spese di lite in favore della società nella misura del 70% liquidate in Euro 300,00, di cui 30,00 per spese documentate, oltre spese generali, IVA e CAP come per legge. L’Ufficio Contenzioso dell’Ente ha proceduto a quantificare le somme da corrispondersi in esecuzione della sentenza a favore del beneficiario per un totale complessivo da corrispondersi pari ad € 694,78. Il consiglio comunale ha così approvato il nono debito fuori bilancio con 20 favorevoli.

Il decimo punto all’ordine del giorno, invece, ha riguardato un altro debito fuori bilancio dovuto ad un ricorso depositato nel dicembre 2020 avverso il verbale di violazione del codice della strada, elevato dalla Polizia Municipale di Trani, chiedendone l’annullamento in quanto illegittimo per tardiva notifica, nonché la condanna dell’Ente al pagamento delle spese processuali. Con sentenza n. 72/2021 notificata l’11.03.2021, il Giudice di Pace di Trani  ha dichiarato cessata la materia del contendere per l’annullamento del verbale da parte dell’Ente e ha condannato il Comune al pagamento delle spese di giudizio liquidate in complessive € 143,00 di cui Euro 43,00 per esborsi, oltre accessori come per legge. Così questo debito fuori bilancio ammonta a 179,75 euro, approvato con 20 voti favorevoli.

Il consiglio comunale si è, quindi, chiuso con il riconoscimento dell’ultimo debito fuori bilancio che ha riguardato il ricorso, depositato nel dicembre 2020, avverso il verbale di violazione del codice della strada, elevato dalla Polizia Municipale di Trani, chiedendone l’annullamento in quanto illegittimo per tardività della notifica. Con sentenza n. 86/2021 notificata il 17.03.2021, il Giudice di Pace di Trani ha accolto l’opposizione e ha annullato il verbale, condannando altresì il Comune di Trani al pagamento delle spese di giudizio liquidate in complessive € 143,00 di cui Euro 43,00 per esborsi, oltre accessori come per legge. Il debito fuori bilancio ammonta a complessivi € 180,75. L’assise ha approvato con 19 voti favorevoli.


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