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Migliaia di imprese rischiano il default, la nota dell'ordine dei commercialisti di Trani

«A volte avere ragione non dà alcuna soddisfazione. In questo caso, addirittura aumenta la preoccupazione. Ora, infatti, anche lo studio elaborato dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti conferma l’allarme che l’Occ Trani”, l’associazione che mette insieme gli ordini professionali degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Trani, aveva lanciato nei mesi scorsi, nel bel mezzo della emergenza economica rinveniente da quella sanitaria, sul destino di migliaia di piccoli imprenditori, soprattutto quelli sotto soglia o del comparto agricolo e tante, tantissime famiglie che rischiavano l’insolvenza e di essere trascinati nella spirale perversa dell’usura». E’ quanto sottolineato dal coordinatore dell’Occ Trani, nonché presidente dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Trani, Antonello Soldani, subito dopo la diffusione dello studio elaborato dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. La fotografia scatta a livello nazionale è drammatica: «Circa 371.500 imprese non fallibili, pari al 29,3% del totale di questa tipologia di imprese, potrebbero trovarsi in grave difficoltà economica nel corso del 2022. Si tratta di piccole imprese che danno però lavoro a oltre 445 mila dipendenti».

Lo studio, però, va persino oltre: i commercialisti temono anche un drammatico «effetto “bolla” generato su queste realtà imprenditoriali dalle misure di sostegno pubblico: se da un lato non si è ancora registrata un’esplosione di insolvenze aziendali, dall’altro lato, considerata la temporaneità degli interventi, appare altamente probabile che si concretizzi un aumento
del rischio di solvibilità legato alla progressiva riduzione dei sostegni economici. È accertato, infatti, che un elevato campione di imprese versava in situazioni di crisi già prima di essere travolta dall’ondata pandemica, il che rende ancor più verosimile ipotizzare un incremento delle insolvenze una volta che le misure di sostegno – tramite le quali, realtà già deteriorate sono
rimaste in vita – verranno allentate».  

Il confronto territoriale mostra differenze significative solo nel caso del calo di fatturato. «Mentre, infatti – si legge nello studio -, i commercialisti che dichiarano questo tipo di impatto per il 25% ed oltre delle imprese non fallibili loro clienti è pari al 61,7%, lo stesso dato scende al 57,2% al Centro-nord e sale al 70,5% al Sud con un divario di 13,3 punti percentuali».  «I dati che vengono rilevati da questo studio – sottolinea Antonello Soldani – confermano esattamente le previsioni rilanciate sul finire dello scorso anno dal nostro Occ Trani. Una situazione ben nota già prima della pandemia: l’esplosione dell’utilizzo del credito al consumo, ma
anche le repentine perdite della capacità di reddito per frequenti crisi aziendali, il peso delle imposte che strangolano le piccolissime aziende, quelle personali e familiari, sempre più spesso causano l’incapacità di far fronte alle situazioni debitorie con Istituti di credito, finanziarie e persino con lo Stato. Oggi, fortunatamente, le risorse messe in campo dai governi per fronteggiare la crisi,
hanno dato una boccata d’ossigeno a imprese e famiglie. Ma con il ritorno alla normalità ed il venir meno di questi sostegni, il pericolo “tracollo” è dietro l’angolo».

«L’epilogo – insiste Soldani - sembra già tracciato: l’imprenditore o le famiglie in difficoltà tentano la via del ricorso a piani di ristrutturazione del debito attraverso la contrattazione diretta con gli stessi istituti creditori verso i quali sono indebitati. Cosa che genera, a sua volta, una spirale sempre più gravosa da cui difficilmente si riesce ad emergere e talvolta si giunge anche nelle mani
degli usurai. Anche il Prefetto della Bat, Maurizio Valiante, nelle scorse settimane ha convocato un vertice con forze dell’ordine, rappresentanti del mondo dell’impresa, sindacati, associazioni professionali e lo stesso Occ Trani, proprio per affrontare in modo organico il tema del rischio-usura. In proposito rinnovo il mio appello ai soggetti non fallibili, quelli del settore agricolo,
imprenditori sotto soglia e quelli indebitati: non entrate nel mondo dell'usura perché le soluzioni legali ai problemi di carattere economico e finanziario ci sono. Basti pensare alla legge del 27 gennaio 2012, n. 3, ribattezzata “Legge Salva-Suicdi” con la quale si è disciplinato una nuova tipologia di concordato per comporre le crisi di liquidità del singolo debitore, al quale non si
possono applicare le ordinarie procedure concorsuali; o ancora alla legge che tutela della prima casa. Si tratta della cosiddetta “Legge Blocca Aste”, entrata in vigore il 25 dicembre 2019, che prevede che il debitore possa accordarsi con la banca per richiedere la rinegoziazione del mutuo, oppure chiedere un finanziamento ad una banca terza per estinguere quello già in essere. Ma il
modo più semplice è proprio quello di rivolgersi con fiducia all’Occ di Trani. Troveranno Commercialisti e Avvocati a disposizione per studiare il miglior piano possibile per rientrare dal sovraindebitamento. Una soluzione che ha già salvato imprese e famiglie sull’orlo del baratro e che potrà davvero essere uno strumento fondamentale in vista delle difficoltà economiche cui stiamo andando incontro nel 2022 come dimostra lo studio della Fondazione Nazionale dei Commercialisti».


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