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Consiglio comunale su Amet: entro 3 mesi strategie future e relazione sulle operazioni di recupero crediti

È iniziato il consiglio comunale monotematico su Amiu e Amet con 24 presenti richiesto dai consiglieri Loconte, Ferri, Di Leo, Centrone, De Toma, Cozzoli, Branà, Mastrototaro e Palumbo.

La discussione è partita dal quarto punto, quello su Amet, il cui intero cda era presente in aula. A presentare l’argomento è stato il consigliere Vito Branà che ha parlato del bilancio chiuso in passivo e l’invio da parte di Amet di 9.500 raccomandate di messa in mora per il recupero crediti dal 2019 al 2021, senza che però la situazione migliorasse. Secondo il consigliere del movimento 5 stelle “siamo agli atti finali di quest’azienda gloriosa. Chiediamo ad Amet, approfondite le questioni relative al piano industriale e alla riorganizzazione aziendale che hanno portato ad uno stato di agitazione dei lavoratori, di presentare nel termine di tre mesi un documento programmatorio nel quale vengano chiarite le strategie future, gli obiettivi da raggiungere, nonché una relazione delle operazioni di recupero crediti esercitate dall’Azienda”.

Il presidente Umberto Salinas ha replicato: «Abbiamo una costante che riguarda i crediti: è una consistente massa dinamica. È evidente la difficoltà dell’azienda a incassarli puntualmente. Abbiamo anche pensato che qualche credito fosse caduto in prescrizione: a tal proposito è in corso un’analisi. La difficoltà è dovuta al non corretto utilizzo del gestionale che non viene usato a pieno dall’azienda. Per avviare un’azione più incisiva ci sarà una procedura a evidenza pubblica per individuare un soggetto esterno».

Sul futuro dell’azienda gli scenari sono molteplici: «Come è noto, il 31 dicembre 2022 cesserà il mercato tutelato – spiega il presidente –. Che cosa fare dopo? Le ipotesi principali sono tre: organizzarsi per il mercato libero, creare una partnership con un soggetto che dia valore aggiunto all’azienda o la cessione dell’azienda. Questa non è una scelta che l’azienda può fare da sola, ma la decisione finale sarà sempre del socio. Ovviamente il piano industriale risentirà di questa scelta».

È intervenuto anche l’amministratore delegato, Giuseppe Paolillo: «Nel 2020 abbiamo avviato l’attività di recupero crediti con raccomandate e taglio per gli utenti morosi, interrotta da aprile a giugno perché Arera (autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ndr) ha sospeso i termini per il recupero della morosità. Successivamente l’utente ha avuto una mole di debiti per cui sono stati concessi i piani di rientro. I 17 milioni  di euro di crediti sono suddivisi in 5 milioni circa per gli utenti cessati e 12 per gli utenti attivi tra cui c’è anche la parte per i trader. Sul futuro di Amet - ha detto l’ad - stiamo offrendo dati e informazioni all’amministrazione, ma poi certamente si verrà in consiglio comunale per la decisione finale».

Di seguito, gli altri interventi dei consiglieri:

Andrea Ferri: «Qual è la volontà politica sul futuro dell’azienda? È inutile procrastinare la scelta: il 31 dicembre 2022 è dietro l’angolo. Serve un tavolo di concertazione più ampio perché Amet è un bene che appartiene alla cittadinanza».

Gianni Di Leo: «Riconosco l’onestà intellettuale di Antonio Loconte che ha richiesto questo consiglio comunale. I nostri cittadini non sanno nulla di quello che accadrà alle nostre aziende. Perchè non ci avete detto niente delle dimissioni dal cda di Daniela Lombardi? In base a quali criteri oggetti sono stati scelti i revisori dei conti? Non avete mai dimostrato di avere un’idea sul futuro, di questo anche i sindacati si sono lamentati».

Leo Amoruso: «Non è vero che la maggioranza è distratta, come detto dal consigliere Ferri. Con le ultime scelte si sta dando una svolta anche ad Amet: ci sono questioni che vengono da lontano e che comportano più domande».

Tommaso Laurora: «Nel regolamento comunale gli indirizzi e gli obiettivi sono forniti dal consiglio comunale al cda e non il contrario. Fino ad oggi non si è parlato di questo: siamo noi consiglieri che dobbiamo dire che cosa privilegiare, stiamo svilendo il nostro ruolo».

Antonio Loconte: «Il consiglio monotematico è stato richiesto per affrontare i problemi  sulle nostre municipalizzate. Nei prossimi tre mesi Amet ci porterà davanti una serie di soluzioni e poi lo valuteremo. Oggi abbiamo dato un segnale per decidere su qualcosa che finora non è stato mai fatto».

Beppe Corrado: «Di discussioni su Amet ne abbiamo fatte tante, siamo ancora qui a parlare sul futuro dell’azienda. Cambiano sindaci e amministrazione, ma i problemi sono sempre quelli. Serve un cambiamento negli uffici: basta con la politica all’interno dell’azienda».

Michele Di Gregorio: «Le decisioni sul futuro di Amet devono essere prese nel consiglio comunale. Dobbiamo presentare delle proposte, la responsabilità è di quest’organo».

Con 27 favorevoli e 3 astenuti la proposta di presentare nel termine di tre mesi un documento programmatorio nel quale vengano chiarite le strategie future, gli obbiettivi da raggiungere nonché una relazione delle operazioni di recupero crediti esercitate dall’Azienda è stata accettata.

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